Politica 21 Maggio 2020

Italia prima al mondo per tamponi, Conte al Parlamento: «Da lunedì 150mila sierologici gratuiti. Strada è testare, tracciare, trattare»

Il premier si è detto consapevole che i contagi potrebbero aumentare di nuovo, ma è sicuro di aver fatto la scelta giusta. Poi si è rivolto ai giovani: «Fondamentale rispettare le regole, non è tempo di movida»

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«Il metodo è testare, tracciare, trattare», il premier Giuseppe Conte non ha dubbi sull’andamento che dovrà avere la fase 2, mentre riferisce al Parlamento. «Stiamo potenziando i controlli tramite test sierologici – ha proseguito – dobbiamo incrementare l’utilizzo dei test molecolari per mappare la diffusione del contagio all’interno del Paese».

Il presidente ha poi ribadito che finora sono stati fatti più di 3 milioni di tamponi in Italia: «Siamo al primo posto per numero di tamponi per abitanti. Sono 5.134 tamponi per 100mila abitanti». Sul tracciamento «nei prossimi giorni partirà la sperimentazione app Immuni, i dati saranno impiegati solo tracciare diffusione virus e cancellati appena finirà l’emergenza». Conte ha infine ricordato che nell’ultimo decreto Rilancio 3,5 miliardi sono stati destinati alla sanità proprio per dedicare ogni risorsa possibile alla cura dei pazienti e al benessere degli operatori sanitari.

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Lunedì 25 maggio partiranno invece i test sierologici su un campione di 150mila cittadini «per esclusive finalità di ricerca scientifica». Sulle modalità il premier ha assicurato: «Per effettuarli occorrerà uno sforzo, sono stati mobilitati 550 tra volontari e operatori su base regionale, con la predisposizione di una struttura nazionale di coordinamento».

«Forse non tutti avrebbero assunto decisioni così sofferte – ha continuato – tuttavia, dopo tre mesi esatti dal primo contagio all’ospedale di Codogno, possiamo affermare di aver compiuto la scelta giusta, l’unica in grado di contrastare il diffondersi del virus sull’intero territorio nazionale».

Sulla possibilità che i contagi risalgano con l’allentarsi delle misure Conte si dice consapevole. «Lo terremo sotto osservazione e siamo pronti a intervenire – ha continuato –. È un rischio calcolato, un rischio che dobbiamo accettare perché non possiamo fermarci in attesa di un vaccino». Il premier ha assicurato che «siamo in condizione di affrontare con fiducia e responsabilità il ritorno alla normalità», conoscendo meglio le misure di contrasto.

Tuttavia, la prudenza deve essere sempre al centro, ha detto facendo un appello ai cittadini. «Mi rivolgo a tutti, ai giovani in particolare di cui comprendo l’entusiasmo: in questa fase più che mai rimane fondamentale rispettare le regole di distanziamento sociale e adozione di dispositivi di sicurezza. Non è il tempo della movida e degli assembramenti, bisogna fare attenzione perché esporre se stessi vuol dire anche esporre i proprio cari».

 

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