Politica 27 Maggio 2019

Europee, ecco i risultati. Vanno bene i camici bianchi

Entra nel Parlamento europeo Pietro Bartolo, il medico di Lampedusa candidato con il Partito Democratico che conquista nella circoscrizione insulare oltre 135 mila voti, secondo nelle preferenze solo al leader della Lega Matteo Salvini

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Si chiudono le elezioni Europee con il trionfo della Lega sopra il 34%, il Pd si attesta come secondo partito e con il suo 22% supera il M5S al 17%. Bene anche Fratelli d’Italia al 6,5%, mentre Forza Italia si ferma sotto al 9%. Non superano la soglia di sbarramento del 4% Europa Verde, i radicali di +Europa e La Sinistra.

LA SANITA’ ELETTA IN EUROPA

Entra nel Parlamento europeo Pietro Bartolo, il medico di Lampedusa candidato con il Partito Democratico che conquista nella circoscrizione insulare oltre 135 mila voti, secondo nelle preferenze solo al leader della Lega Matteo Salvini. Eletta anche l’economista Irene Tinagli, seconda in lista con 101mila preferenze. Tinagli e Bartolo sono nel comitato scientifico di Ois Sanità di Frontiera. Riconquistano il seggio anche Antonio Tajani, ex presidente del Parlamento europeo e i due ex vice presidenti David Sassoli (Pd) e Fabio Massimo Castaldo (M5S). Dentro anche l’economista candidato con la Lega Antonio Maria Rinaldi, terzo in lista nella circoscrizione del centro Italia e l’eurodeputato uscente del M5S Piernicola Pedicini, in passato Fisico medico nel reparto di Radioterapia dell’Ospedale Oncologico Regionale di Basilicata a Rionero in Vulture (Potenza) arrivato terzo tra i colleghi meridionali. Rischia di rimanere fuori l’odontoiatra Dario Tamburrano, quinto nelle preferenze del Movimento 5 Stelle in Italia centrale, mentre vola a Bruxelles il medico legale Luisa Regimenti, candidata nella Lega nella circoscrizione del centro Italia. Buon risultato anche per la pediatra candidata al Sud con il Pd, Elena Gentile che conquista la quinta posizione in lista e la dottoressa Carmela Rescigno di Fratelli d’Italia, quarta nelle preferenze di lista, ma fuori dal Parlamento europeo.

Restano fuori dal Parlamento europeo Giuliano Faccani, neurochirurgo e primario del CTO di Torino, candidato nella circoscrizione Nord -ovest; il medico del lavoro candidato con Forza Italia, Claudia Toso; Olimpia Tarzia, già consigliere regionale del Lazio e tra le fondatrici del Movimento per la Vita italiano e Roberto Battiston, l’ex presidente dell’Agenzia spaziale italiana è arrivato settimo nella lista Pd dell’Italia Nord Orientale.

LEGGI: ELEZIONI EUROPEE, ECCO GLI IMPEGNI DEI CANDIDATI PER I MEDICI

LE REAZIONI

«Chiedo un’accelerazione sul programma di governo. A livello nazionale non cambia nulla», ha detto il leader della Lega e vicepremier Matteo Salvini a Milano. «Siamo il primo partito in Italia, adesso si cambia in Europa», ha detto il leader della Lega. «Molto soddisfatti per l’esito elettorale, la scelta della lista unitaria è stata vincente. Il bipolarismo è tornato a essere centrato sulla presenza del Pd», ha detto il segretario Pd Nicola Zingaretti.

«Restiamo comunque ago della bilancia in questo governo. Da qui in avanti più attenzione ai territori», ha detto il vicepremier e leader M5S Luigi Di Maio. «Siamo stati penalizzati dall’astensione, soprattutto al Sud, ma ora testa bassa e lavorare».

«Una sola parola: GRAZIE Italia!», aveva commentando dopo i primi exit poll postando anche una sua foto con un cartello scritto a penna dove si legge «1/o partito in Italia, grazie». «Visti i risultati mi sembra abbastanza chiaro» che sarà la Lega, nel governo, a indicare il nome del futuro commissario europeo, ha affermato il capogruppo della Lega alla Camera Riccardo Molinari.

LE PROMESSE DA MANTENERE

Nei mesi scorsi Sanità Informazione ha interrogato alcuni candidati riguardo alla loro visione di una sanità europea. Ai nostri microfoni Pietro Bartolo, medico di Lampedusa e mister preferenze: «C’è una sanità, un’ottima sanità che però va ristrutturata. Ci vuole un’attenzione maggiore verso i medici che sono ormai sotto attacco e rischiano in ogni momento della loro giornata lavorativa di essere attaccati da chi a tutti i costi da questi medici vuole non si sa che cosa. Garantire la professione medica da questo punto di vista è essenziale così come formare i medici per poter affrontare ogni tipo di problematica ed emergenza».

David Sassoli ha ribadito come la giusta remunerazione per i medici ex specializzandi dal 1978 al 2006 sia «un diritto che dev’essere riconosciuto». Per Antonio Tajani: «Lo Stato deve sempre dare il buon esempio. Non può pretendere che i cittadini paghino le tasse e poi quando lui dev’essere pagatore non fa il suo dovere».

In agenda anche la formazione dei camici bianchi. Per il portavoce del Movimento 5 Stelle Fabio Massimo Castaldo: «È fondamentale, non si può pensare che chi si è laureato 20-25 anni fa continui ad operare e ad agire seguendo le stesse tecniche con le quali si era formato al momento dei propri studi universitari». Per il leghista Antonio Maria Rinaldi. «Il livello professionale non è alto ma altissimo. Tuttavia, per poter mantenere questa posizione è necessario fare di più. C’è la possibilità a livello europeo di avere dei fondi».

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