Politica 13 novembre 2018

Aggressioni a medici, Dieni (M5S): «Aperti a contributi di operatori e opposizioni. Presto legge per tutelare chi salva vite»

La vicecapogruppo dei Cinque Stelle alla Camera assicura l’impegno del Movimento sul tema e apre a modifiche sul Ddl governativo. «Anche sblocco del turn over più aiutare a risolvere problema, stiamo lavorando in questa direzione»

Immagine articolo

«Ascolteremo i rilievi di chi opera quotidianamente nel settore e degli altri gruppi parlamentari. Il problema delle aggressioni al personale sanitario va risolto alla radice». Federica Dieni, vicecapogruppo del M5S alla Camera, assicura il massimo impegno del suo partito e del governo per arrivare ad una legge condivisa su un tema che preoccupa il mondo della sanità e tutti quei camici bianchi e quei lavoratori che vivono situazioni difficili spesso in balia del violento di turno. In Parlamento fioccano i disegni di legge, da quello governativo voluto dal ministro della Salute Giulia Grillo che prevede un inasprimento delle pene, a quello della vicepresidente della Commissione Affari Sociali della Camera Michela Rostan che invece punta a estendere la qualifica di pubblico ufficiale ai camici bianchi. Proposte diverse, ma si cercherà di trovare un punto di incontro, come assicura la Dieni: «Cercheremo di migliorare con questo testo – spiega la vicecapogruppo M5S – la condizione degli operatori sanitari che finalmente avranno uno status riconosciuto di modo che possano valere anche per loro tutte quelle garanzie previste per i pubblici ufficiali».

Onorevole, quello delle aggressioni al personale sanitario è uno dei temi più dibattuti degli ultimi tempi. Ci sono diversi disegni di legge, tra cui quello governativo, però voi avete detto che siete aperti al contributo di tutti su un tema così delicato. Andrà presto in Commissione e in Aula questo provvedimento?

«Sicuramente c’è la massima attenzione su questo tema. Il ministro Grillo, che è anche un medico, è stata subito molto attenta a portare il tema all’interno del Consiglio dei ministri, a portare un testo. Noi non siamo onniscienti e quindi ogni contributo da parte degli operatori e di chi lavora quotidianamente in questo settore è gradito e quindi noi in questo caso, una volta arrivato il testo alla Camera, cercheremo di migliorarlo, tenendo conto dei rilievi che verranno presentati dagli altri gruppi parlamentari. Lo abbiamo fatto già con la videosorveglianza nelle scuole, negli asili. Abbiamo tenuto conto delle varie proposte cercando di contemperare le varie esigenze degli interessi in gioco. In questo caso, a maggior ragione, cercheremo di risolvere il problema alla radice cercando di migliorare le condizioni di lavoro del personale che ogni giorno si adopera per salvare la vita dei pazienti e dei cittadini, e al tempo stesso cercheremo di migliorare con questo testo la condizione degli operatori sanitari che finalmente avranno uno status riconosciuto di modo che possano anche per loro valere tutte quelle garanzie previste per i pubblici ufficiali».

LEGGI ANCHE: AGGRESSIONI AI MEDICI, LA TORRE (CIC): «SONO ANCHE COLPA DI MANCATO TURN OVER. NECESSARIO MODIFICARE FIGURA OPERATORE SANITARIO»

Il problema delle aggressioni si lega in un certo senso anche al tema dell’inefficienza. Lei viene da una regione, la Calabria, in cui la sanità non vive momenti molto positivi. Allora anche risorse in più per il Sistema sanitario nazionale possono contribuire a risolvere questo problema…

«Sicuramente. Vengo da una regione commissariata da diversi anni. Risentiamo tantissimo del carico di lavoro che c’è perché la mancanza di turn over e il fatto che non si è assunto negli ultimi anni ha fatto sì che ci potessero essere all’interno delle nostre strutture dei dipendenti, non soltanto medici ma di tutto il personale sanitario, impiegati per molte ore al giorno, quindi senza possibilità di riposo, una eventualità in contrasto con le normative europee. Ci rendiamo conto che intervenire sulla legge di Bilancio non è semplice ma cercheremo di trovare quelle risorse necessarie per consentire lo sblocco delle assunzioni e gradualmente riportare la pianta organica a quella che realmente serve per garantire il diritto alla salute di tutti quanti noi. Questo è sicuramente il nostro obiettivo e stiamo lavorando in questa direzione».

LEGGI ANCHE: SANITÀ CALABRIA, L’ALLARME DEL PRESIDENTE OLIVERIO: «LEA NON GARANTITI E LISTE DI ATTESA SEMPRE PIÙ LUNGHE, CHIEDIAMO FINE COMMISSARIAMENTO»

Articoli correlati
Prima assemblea nazionale di tutte le professioni sanitarie e sociali, sei richieste per una sanità universalistica e uguale per tutti
I rappresentanti di oltre un milione e mezzo di professionisti hanno presentato un Manifesto con gli impegni che chiedono a Governo e Regioni: intensificare la collaborazione con le professioni sanitarie e sociali, valutare rischi e benefici dell'autonomia differenziata, superare le differenze tra i sistemi sanitari regionali, rispettare l'uguaglianza, la solidarietà, l'universalismo e l'equità alla base del SSN | GLI INTERVENTI
di Buquicchio, Cavalcanti, Cedrone
Sanità Regioni, la proposta di Sileri: «Serve commissariamento ‘chirurgico’ solo su aspetti che vanno male». Luca Coletto: «In Patto Salute nuove modalità»
Il Presidente della Commissione Sanità del Senato sottolinea: «Non ha senso commissariare l'intero settore Sanità di una Regione quando ci sono strutture che vanno male e altre che invece funzionano benissimo. Serve un accordo su qualità e meritocrazia». E anche il Sottosegretario alla Salute parla di «verifica straordinaria, che individui le disfunzioni persistenti sulle quali intervenire e soltanto dopo saremo in grado di stabilire l'intensità del commissariamento di cui la regione necessita»
Blockchain, Scaccabarozzi (Farmindustria): «Tecnologia utile anche per farmacovigilanza e ricerca staminali»
Il Presidente degli industriali farmaceutici al convegno in Senato promosso dal presidente della Commissione Sanità Pierpaolo Sileri e da realtà come Consulcesi Tech. «È bene che se ne cominci a parlare, anche se siamo in una fase molto iniziale. Bene anche l’uso per la ricerca come quella sulle cellule staminali», sottolinea a Sanità Informazione
Con autonomia differenziata 21 Sistemi sanitari diversi? Razza (Assessore Salute Sicilia): «Nessun rischio con coordinamento Regioni»
L’assessore alla Salute della Regione governata da Nello Musumeci spiega ai nostri microfoni cosa si aspetta dal Governo dopo il tavolo di trattativa avviato con le Regioni del Nord. «Sud venga messo in condizione di crescere»
Salute, De Poli (Udc): «Serve Piano Marshall per ‘nuova primavera’ sanità italiana»
«Il Servizio Sanitario nazionale ha da poco compiuto i 40 anni. Nonostante i limiti presenti e passati, rimane uno tra i migliori al mondo. C’è un ‘ma’. Oggi dobbiamo chiederci cosa fare per mantenere questo modello sostenibile, considerando la stagione dei tagli in sanità, gli aumenti dei costi dovuti all’invecchiamento della popolazione e all’aumento della […]
GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Sanità internazionale

La lettera di un medico stressato: «Il mio lavoro sta prosciugando la mia umanità»

«L’ultimo tuo contatto umano, poco prima che le tue condizioni peggiorassero velocemente e morissi, è stato con un medico stressato e distaccato, che ha interrotto il tuo ricordo felice. Ti chiedo...
Lavoro

Ex specializzandi: nel 2018 dallo Stato rimborsi per oltre 48 milioni e nuovi ricorsi sono pronti per il 2019

La "road map dei risarcimenti" regione per regione: Lazio in testa con 9 milioni, sul podio Lombardia e Sicilia. Più di 31 milioni al centro-sud con la Sardegna in forte crescita. Pronta la nuova azi...
Mondo

Da Messina alla Nuova Zelanda, la storia del fondatore di Doctors in Fuga: «Così aiuto giovani medici ad andare all’estero»

Stipendi più alti, maggiore attenzione al merito, assenza di contenziosi legali grazie ad una migliore comunicazione tra medici e pazienti. Davide Conti è in Nuova Zelanda da nove anni e non ha alcu...