Politica 30 Luglio 2018 17:50

Aggressioni ai medici, il ddl di Michela Rostan (LeU): «Camici bianchi siano pubblici ufficiali per far scattare denuncia d’ufficio»

Tra i firmatari della proposta i deputati Paolo Siani e Federico Conte. Bocciata la richiesta di inasprimento delle pene avanzata dal Ministro Grillo: «Servono pene più certe perché spesso gli episodi non vengono denunciati»

Aggressioni ai medici, il ddl di Michela Rostan (LeU): «Camici bianchi siano pubblici ufficiali per far scattare denuncia d’ufficio»

Equiparare i medici ai pubblici ufficiali per fronteggiare il fenomeno delle aggressioni. Se ne parla da tempo ma ora la proposta è stata messa nero su bianco da Michela Rostan, deputata di Liberi e Uguali, e prima firmataria del disegno di legge. Tra i firmatari anche Paolo Siani, pediatra e deputato Pd, e Federico Conte, anche lui deputato di Leu. Ad appoggiare la proposta gran parte del mondo medico: dal Presidente della FNOMCeO Filippo Anelli al Presidente FIMMG Silvestro Scotti fino al numero uno dell’ENPAM Alberto Oliveti.

«Le aggressioni ai medici e al personale sanitario rappresentano una vera emergenza – afferma la deputata Rostan – Bisogna trovare strumenti di tutela: vigilanza, strutture, più personale ma anche un riconoscimento maggiore della figura stessa del medico. Faremo il nostro lavoro per costruire convergenze e convincere la maggioranza e il governo a sostenere questa iniziativa».

LEGGI ANCHE: SANITA’, I DATI CHOC DEL SONDAGGIO ANAAO: DUE MEDICI SU TRE DENUNCIANO AGGRESSIONI

Onorevole, è stata presentata una proposta di legge di cui lei è prima firmataria per fronteggiare il fenomeno delle aggressioni. Lei pensa possa rappresentare un passo decisivo per combattere questo preoccupante fenomeno?

«Direi non solo un passo decisivo ma anche necessario. Purtroppo il fenomeno delle aggressioni al personale medico e sanitario più in generale è in continua escalation nel nostro Paese. Gli episodi certo si verificano con una maggiore frequenza nelle regioni del mezzogiorno del nostro Paese, molto spesso avvengono a discapito del personale femminile, delle donne medico, quindi per noi è fondamentale prevedere questa modifica dello status di medico che deve diventare un pubblico ufficiale a tutti gli effetti se vuole ottenere quella protezione, quella tutela che gli consenta di poter svolgere il proprio lavoro nella serenità più totale».

Le iniziative in materia stanno aumentando. Lei pensa si possano in qualche modo unificare anche se sono di parti politiche diverse?

«Su un tema che è un tema non di parte ma che è un tema di tutti c’è anzi il dovere morale di unire tutte le forze politiche, ricercare il consenso quanto più trasversale possibile e affrontare una questione che è diventata una vera e propria emergenza nazionale. Soltanto in questo modo noi potremo riuscire a dare una risposta. Il problema vero è che i medici nella maggior parte dei casi non denunciano le aggressioni fisiche o verbali che avvengono a loro discapito. E allora soltanto prevedere un meccanismo quale quello della denuncia non di parte ma di un procedimento d’ufficio come l’equiparazione allo status di pubblico ufficiale può garantire quella forma di protezione e tutela che noi tutti auspichiamo possa essere riconosciuta al personale medico e sanitario».

Il Ministro Grillo ha parlato di inasprimento delle pene, perché non appoggiate questa idea?

«Nella maggior parte dei casi i medici non denunciano, quindi non abbiamo bisogno di pene più severe ma abbiamo bisogno di pene più certe, abbiamo soprattutto la necessità che i procedimenti si avviino d’ufficio cosa che attualmente non accade».

 

SEGUICI ANCHE SU FACEBOOK <— CLICCA QUI

 

 

Articoli correlati
Premio “Leads – Donne Leader in Sanità”, Lorenzin: «Ai vertici sempre gli uomini, serve rapido cambio di passo»
L’iniziativa nasce per promuovere la leadership delle donne in ambito sanitario. «Per quanto le donne siano assoluta maggioranza – il 64,5% del SSN italiano secondo l’Oms – osservando le posizioni di leadership questa piramide si rovescia» specifica la presidente Patrizia Ravaioli
IV Congresso Big Data in Health, tra salute collettiva e rispetto della privacy
L’avvocato Luca Bolognini: «Necessario un bilanciamento per supportare la spinta all’innovazione senza perdere di vista l’etica del trattamento dati»
I ricercatori in sanità chiedono la stabilizzazione: «Così è difficile programmare l’attività scientifica»
L’ARSI, Associazione Ricercatori in Sanità, chiede che nell’articolo 92 della Legge di Bilancio che stabilizza i precari assunti durante l’emergenza Covid siano inseriti anche i ricercatori degli IRCSS e degli IZS
di Francesco Torre
«Tutti i professionisti sanitari siano coinvolti nelle Case di Comunità». Dal Congresso di Rimini l’appello della FNO TSRM PSTRP
Teresa Calandra, presidente della Federazione che rappresenta 19 professioni sanitarie, spiega: «In questo modo si farà meno fatica poi a trovare le eventuali figure professionali che non sono state inserite nei piani regionali»
di Francesco Torre
Dalla stabilizzazione dei precari Covid ai fondi per l’aggiornamento dei LEA, tutte le misure per la sanità in legge di Bilancio
Confermata l’indennità di 90 milioni per i professionisti sanitari dell’emergenza urgenza e la proroga delle Usce fino al 30 giugno 2022. Destinati 500 milioni di euro all’abbattimento delle liste di attesa. Stanziati fondi per costituire una scorta nazionale di dispositivi di protezione individuale (DPI)
di Francesco Torre
GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Non Categorizzato

Covid-19 e vaccini: i numeri in Italia e nel mondo

Al primo dicembre, sono 262.857.019 i casi di Covid-19 in tutto il mondo e 5.216.780 i decessi. Ad oggi, oltre 7,99 miliardi di dosi di vaccino sono state somministrate nel mondo. Mappa elaborata dall...
Ecm

Proroga ECM in scadenza, De Pascale (Co.Ge.A.P.S.): «Inviate agli Ordini posizioni formative degli iscritti»

Il presidente del Consorzio Gestione Anagrafica Professioni Sanitarie a Sanità Informazione: «Pronti ad affrontare fine proroga, poi Ordini valuteranno che azioni intraprendere con inadem...
Salute

Covid-19, tre categorie per 10 potenziali terapie contro il virus

La Commissione Europea sta definendo una rosa di 10 potenziali terapie per il Covid-19. Come agiscono questi farmaci? Quando è possibile somministrali? A chi? Risponde, a Sanità Informaz...
di Isabella Faggiano