Salute 14 Giugno 2018

Sanità, i dati choc del sondaggio Anaao: due medici su tre denunciano aggressioni

Camici bianchi sempre più nel mirino secondo l’indagine condotta su un campione di iscritti al sindacato: il 66,19% riferisce aggressioni verbali mentre il 33,81% fisiche. La percentuale si incrementa al 72,1% nel Sud e nelle Isole. Record in psichiatria e Pronto soccorso

Immagine articolo

‘Mala tempora currunt’ avrebbero detto gli antichi romani. Oggi svolgere la professione medica è sempre più difficile, come testimonia un sondaggio realizzato dal sindacato Anaao Assomed su un campione di medici di tutte le specialità iscritti all’Associazione. Il 65% circa dei partecipanti, quasi due su tre, ha risposto di essere stato vittima di aggressioni, di questi il 66,19% riferisce aggressioni verbali mentre il 33,81% aggressioni fisiche. Un fenomeno che appare particolarmente allarmante al Sud e nelle Isole, dove la percentuale di aggressioni sia fisiche che verbali si incrementa al 72,1% nel Sud e nelle Isole. Il fenomeno, come raccontano anche i dati della Federazione degli Ordini dei Medici, sta raggiungendo livelli preoccupanti: 1200 aggressioni all’anno e un trend in aumento. Un fenomeno sistemico che va combattuto sia con un inasprimento delle pene che con una campagna culturale, come ha ricordato il presidente FNOMCeO Filippo Anelli.

LEGGI ANCHE: AGGRESSIONI AI MEDICI, UN ACCOLTELLATO A NAPOLI. SCOTTI: «INTERVENGA MATTARELLA»

I dato dell’Anaao sono ancora più allarmanti per i medici che lavorano in Pronto soccorso e 118, dove le percentuali salgono all’80,2%. Rispetto alle aggressioni fisiche, invece, particolarmente colpiti sono i medici dei reparti di Psichiatria/Sert (il 34,12% di tutte le aggressioni fisiche) e i medici di Pronto soccorso/118 (il 20,26% di tutte le aggressioni fisiche). Non solo. Il 23,35% degli intervistati ha risposto di essere a conoscenza di casi di aggressione da cui è scaturita invalidità permanente o decesso. Dalle aggressioni sono scaturiti dai 3 a i 100 giorni di prognosi. Il 70% del campione riferisce di essere stato testimone di aggressioni verso il personale sanitario, il che fa supporre che il fenomeno sia di fatto sottostimato rispetto a quanto emerso a domanda diretta nel sondaggio. Quanto alle cause delle aggressioni, per i medici coinvolti nell’indagine sono da riferire soprattutto a: fattori socio-culturali per il 37,2%, definanziamento del Ssn per il 23,4%, carenze organizzative per il 20%, carenze di comunicazione per l’8,5%. Sorprendenti infine le risposte all’ultimo quesito, relativo al ruolo del sindacato come tutore della sicurezza degli operatori: il 56,4% non sa se il problema viene trattato ai tavoli sindacali, mentre il 30,8% è convinto che non venga mai discusso. Tante le proposte per arginare il fenomeno della violenza agli operatori sanitari: dalle campagne stampa tipo pubblicità progresso, implementazione dei posti di polizia e vigilanza armata, modifiche dell’edilizia sanitaria, videosorveglianza, corsi ECM di autodifesa, efficientamento degli organici, modifiche legislative.

Articoli correlati
Cisl medici Lazio, Cifaldi: «Bene il coinvolgimento dei sindacati nel Piano sanitario della Regione Lazio»
«Apprendiamo con soddisfazione la pubblicazione del DCA n. 81 del Commissario ad Acta avente ad oggetto il Piano di riorganizzazione, riqualificazione e sviluppo del Servizio Sanitario Regionale 2019-2021». Lo rende noto Luciano Cifaldi segretario generale della Cisl Medici Lazio in un comunicato. Piano Sanitario Regione Lazio «Nel riservarci un doveroso approfondimento tecnico è innegabile che […]
Lazio, Senior Italia FederAnziani: «Ecco le soluzioni per ridurre le liste d’attesa»
Telemonitoraggio, aumento ore specialisti, informatizzazione. Le proposte lanciate da Senior Italia FederAnziani che ha messo a confronto società scientifiche e organizzazioni sindacali di medici con la Regione Lazio
Il ricorso al MES spacca la politica e la sanità: cos’è, a cosa serve e perché fa tanto discutere
Sia la maggioranza che l’opposizione sono divise sulla possibilità di aderire al Meccanismo Europeo di Stabilità, con Lega, Fdi e M5S contrarie e Pd-Iv-Fi a favore. I pro e i contro di una possibile adesione
“Io medico giuro”: al via la nuova campagna di FNOMCeO in omaggio ai medici impegnati contro il Covid-19
«Ci hanno chiamati angeli, ci hanno chiamati eroi. La parola che meglio e pienamente ci definisce è ‘medici’ – spiega Filippo Anelli - perché il medico giura di tener fede ai valori che informano la professione e non viene mai meno a questo giuramento, nelle emergenze come nella quotidianità, anche a costo della propria vita»
GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Non Categorizzato

La diffusione del coronavirus in tempo reale nel mondo e in Italia

Al 3 luglio, sono 10.874.146 i casi di coronavirus in tutto il mondo e 521.355 i decessi. Mappa elaborata dalla Johns Hopkins CSSE.   I CASI IN ITALIA Bollettino del 3 luglio: nell’ambito del ...
Diritto

Pensioni, la Cassazione: «Necessaria richiesta per lavorare fino a 67 anni». Altrimenti due anni di attesa per il primo assegno

Il rischio per il lavoratore è di essere sollevato dall’incarico al compimento dei 65 anni, senza ricevere la pensione. Possibile eccessiva riduzione degli organici in sanità
Salute

Rebus idrossiclorochina: arma anti-Covid o farmaco pericoloso? L’inchiesta di Sanità Informazione

Dopo lo studio ritirato da Lancet, l’OMS ha riavviato i test clinici. In Italia aumentano i medici che sperano nel farmaco e chi l’ha usata ‘sul campo’ la promuove. Cauda (Gemelli): «Può ave...