OMCeO, Enti e Territori 24 Gennaio 2017

Cgil, Cisl e Uil Bologna contro pediatri e Mmg «Entrino in Case della salute»

«”L’emergenza pronto soccorso” del periodo natalizio, dovuto al picco di influenze più alto delle previsioni, unita a quella di venerdì scorso caratterizzata da molte cadute per il ghiaccio nelle strade di Bologna, mettono in evidenza un tema centrale nella discussione, tutt’ora in corso, sulla riorganizzazione della rete ospedaliera: il tema di organici adeguati alla domanda […]

«”L’emergenza pronto soccorso” del periodo natalizio, dovuto al picco di influenze più alto delle previsioni, unita a quella di venerdì scorso caratterizzata da molte cadute per il ghiaccio nelle strade di Bologna, mettono in evidenza un tema centrale nella discussione, tutt’ora in corso, sulla riorganizzazione della rete ospedaliera: il tema di organici adeguati alla domanda sanitaria dei cittadini». È quanto dichiarano Cgil, Cisl e Uil Bologna in una nota congiunta, diffusa nei giorni scorsi. «Esistono indubbi problemi – spiegano ancora le tre sigle sindacali – legati alla adeguatezza degli stessi che non possono risolversi, come spesso capita, chiedendo ai lavoratori impegni oltre il dovuto in settori così delicati; dipendenti che, peraltro, mai sono mancati di dare il loro fondamentale contributo nei momenti di enorme criticità. A tal proposito vanno aperti tavoli contrattuali con le categorie di riferimento che affrontino seriamente il tema nonché la necessità di avere una organizzazione del lavoro che permetta di affrontare anche momenti non sempre programmabili nel pieno rispetto dei diritti del personale coinvolto. Ma crediamo anche che non sia immaginabile risolvere un tema di questa portata senza un serio ragionamento che dia risposte efficaci all’utenza, a tutte le ore del giorno e della notte nell’ambito della discussione più generale che riguarda, appunto, la riorganizzazione della rete ospedaliera. Concordiamo sulla necessità di rendere la sanità sempre meno ospedalizzata, sempre più vicina al territorio e agli utenti; crediamo fortemente nell’idea innovativa delle Case della Salute, nell’integrazione socio sanitaria e nella forte necessità di rimodulare la presa in carico soprattutto per le cronicità; siamo consapevoli che si renda necessaria una forte innovazione sanitaria anche con forte attenzione al tema delle risorse al fine di continuare a garantire un sistema a regia pubblica davvero universale. Ma una discussione importante di questo tipo rischia di rimanere sulla carta se, il governo delle conseguenze di un sistema fortemente da riorganizzare, si ferma difronte all’ostilità di pochi; oggi nei festivi, prefestivi e di notte (quindi per una parte consistente dell’orario settimanale), tutta l’utenza è di fatto costretta, in caso di effettivo bisogno, a recarsi, in un modo o nell’altro al pronto soccorso essendo i medici di base, i pediatri di libera scelta, e il 118 o irreperibili o inefficaci a risolvere i problemi delle fasce più fragili della popolazione (anziani, spesso soli, bambini e malati cronici). Per non parlare delle conseguenze dei limiti orari oggi esistenti per essere ricevuti negli ambulatori, che coinvolgono tutta la popolazione assistita. C’è pertanto la necessità urgente di affrontare profondamente, con tutti gli operatori sanitari coinvolti, anche questa parte di assistenza contraddistinta ancora da un modello organizzativo che scarica su quei luoghi e su quei lavoratori, un’utenza che dovrebbe trovare risposta in ben altre sedi. L’attuale modello non regge più; sappiamo che la convenzione esistente rende difficile un ragionamento che veda passi in avanti in questo senso ma continuare, tramite la fiscalità generale, a finanziare un modello di questo tipo, rende, di fatto, impossibile qualunque avanzamento credibile finalizzato a una innovazione sanitaria che dia più risposte ai cittadini e maggiormente efficaci. La persistente ostilità dei MMG e dei pediatri di libera scelta ad entrare nel modello delle Case della Salutecontinua a rimanere un ostacolo insormontabile che si spiega solo con uno sterile e, per certi versi, incomprensibile corporativismo. Se vogliamo salvare e rilanciare la sanità pubblica – concludono Cgil-Cisl-Uil Bologna – , va efficacemente affrontato con la giusta determinazione anche questo punto».

Articoli correlati
Psicologo di Famiglia, Conte (Ordine Psicologi Lazio): «Serve cabina di regia che stabilisca procedure e formazione»
Dopo l'approvazione della legge, le regioni iniziano ad attrezzarsi. Il tesoriere dell'Ordine degli psicologi Federico Conte: «L’affiancamento dello psicologo al MMG agirebbe su più fronti, dal supporto nel processo diagnostico fino al trattamento. I modelli di intervento più avanzati nei Paesi più sviluppati prevedono da diversi anni la presa in carico del paziente su più livelli (approccio bio-psico-sociale)»
di Isabella Faggiano
Abusi sui minori, maglia nera per il Sud Italia. Gasparini (Federico II): «Fondamentale ruolo dei pediatri, sì a formazione specifica»
In Campania la prevenzione ai maltrattamenti entra nei Livelli Essenziali di Assistenza. La presa in carico passerà dal Comune alla ASL
Contratto medici e accordo MMG, il dissenso dello SMI: «Trattative con SISAC interrotte, forti dubbi anche su rinnovo dirigenza medica»
Il Sindacato dei Medici Italiano guidato da Pina Onotri conferma la sospensione delle trattative con SISAC. E contesta anche l’accordo sulla specialistica ambulatoriale: «Penalizza i medici over 43 anni impedendone, di fatto, la stabilizzazione del posto di lavoro»
Sanità privata senza contratto, Ferruzzi (Cisl FP): «Non c’è un’interlocuzione con il Ministro»
La denuncia della segretaria nazionale Cisl Funzione Pubblica, Marianna Ferruzzi: «A tutt’oggi la disponibilità del Ministro Grillo la leggo solo sui giornali». Intanto il contratto della sanità privata è fermo da 12 anni
Medici di Famiglia, FIMMG proclama stato di agitazione. Il segretario Scotti: «Defiscalizzazioni e ‘microteam’, aspettiamo risposte su ACN»
Il Segretario della Federazione Italiana dei Medici di Medicina Generale rilancia le proposte del sindacato per chiudere l’Accordo collettivo nazionale: «Incominciamo a ragionare su un team di fiducia, che copre l’arco orario, dando le dovute risposte e smistando le varie richieste» spiega Scotti, che poi chiede anche la decontribuzione per l’assunzione del personale. E non esclude lo sciopero: «Se nessuno ci risponde ci faremo le vacanze»
di Diana Romersi e Giovanni Cedrone
GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Salute

Il medico di famiglia che paga di tasca propria lo psicologo per i suoi pazienti: la storia di Antonio Antonaci

A Galatina i “precursori” del decreto Calabria. La psicologa: «La compresenza di queste due figure professionali all’interno dello studio di medicina generale limita l’assunzione di farmaci e...
di Isabella Faggiano
Lavoro

Riposo dopo la reperibilità, Spedicato (Fems): «In altri Paesi europei sempre garantito recupero di 24-48 ore»

La delegata della Federazione europea dei medici salariati illustra il funzionamento dell’istituto della reperibilità nel resto d’Europa: in Slovenia c’è una soglia limite oltre la quale diven...
di Giovanni Cedrone e Giulia Cavalcanti
Lavoro

Pronta reperibilità, ecco perché il nuovo contratto dei medici potrebbe violare la direttiva europea sulle 11 ore di riposo

L’ipotesi di CCNL dei medici, all’articolo 27, sembra derogare dalla direttiva Ue 88 del 2003 che sancisce le 11 ore di riposo consecutive. Sindacati sul piede di guerra. I casi di Francia, Spagna...
di Cesare Buquicchio e Giovanni Cedrone