Voci della Sanità 12 Luglio 2022 18:28

Addio vecchio buono pasto. Un giovane su 3 preferisce «buono sport»

Una ricerca di Fitprime su 20mila dipendenti di piccole e medie imprese rovescia l’idea classica del benefit aziendale per eccellenza: anziché il buono pasto ora i giovani chiedono il buono sport

Addio vecchio buono pasto. Un giovane su 3 preferisce «buono sport»

Altro che buono pasto. Per i giovani lavoratori italiani il benefit d’eccellenza, per anni il più desiderato dai boomer, ora deve cedere il posto al wellness e allo sport. Infatti, oggi per motivare e gratificare i dipendenti alle aziende conviene più concedere un abbonamento o stipulare una convenzione con una palestra, che investire sui classici «librettini» buono pasto. A rilevare questa nuova tendenza nel mondo del lavoro è una ricerca di Fitprime, azienda italiana specializzata sul benessere psico-fisico, condotta su 20mila dipendenti di piccole e medie imprese.

Buono sport, abbonamenti a palestre tra i benefit aziendali più richiesti

I risultati mostrano che i benefit più apprezzati sono la palestra e i servizi per l’attività fisica e il benessere, il cosiddetto «buono sport» con il 32 per cento di preferenze. Il buono pasto, invece, si aggiudica il secondo posto con il 28 per cento. L’assicurazione sanitaria integrativa ottiene il 23 per cento delle preferenze. Il restante 17 per cento è per i premi immediati. L’età degli intervistati va dai 25 ai 50 anni, con la fascia giovanile (25-35 anni) più orientata al benessere, rispetto ai colleghi più anziani. Aver intercettato questo bisogno emergente è il segreto del gran successo ottenuto in questi ultimi anni da Fitprime, azienda in Italia dedicata al corporate wellness che si sta sempre di più posizionando come un player dalla vocazione verso la sostenibilità e la salute in linea con gli obiettivi strategici dell’agenda 2030 dell’ONU.

I giovani cercano lavori che offrono soddisfazioni diverse che il solo denaro

Fitprime gestisce programmi di wellbeing per molte corporate italiane come ENI, Accenture, Luxottica e per molte PMI italiane fornendo servizi legati al benessere ad oltre 250.000 dipendenti in Italia. «Il mondo del lavoro post pandemico è molto diverso da come era prima – commenta Matteo Musa CEO Fitprime -. Il Covid ha fatto riscoprire principalmente alle nuove generazioni l’importanza di una qualità della vita e di un rapporto tra il tempo di vita e il tempo del lavoro che non può più essere sbilanciato. È il caso della You Only Live Once, Yolo Economy definizione che descrive la tendenza a dei giovani a cercare lavori che offrano soddisfazioni che vanno oltre il denaro».

Lo sport e il benessere diventano deducibili per le aziende

L’idea del sondaggio Fitprime nasce in seguito ad un forte aumento di richieste di piccole e medie imprese nell’ultimo anno di servizi dedicati al benessere per i propri dipendenti. Per andare incontro alle esigenze dei clienti, Fitprime dà la possibilità alle aziende di rendere deducibile le spese per gli abbonamenti ai centri sportivi offerti ai dipendenti. «Questo traguardo raggiunto da Fitprime rappresenta un unicum in Italia considerando che spese per le attività sportive non sono deducibili dal singolo dipendente», commenta Musa. In questo modo il «buono sport» diventa più conveniente anche per le aziende.

 

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