Mondo 12 Settembre 2019

Salute migranti, il modello FNOMCeO e Regione Puglia arriva all’ONU

Il presidente Anelli invitato a Ginevra dalle Nazioni Unite: «La legge pugliese una novità assoluta che sancisce il diritto alle cure anche agli immigrati irregolari». FNOMCeO promotrice di corsi di formazione ad hoc per l’accoglienza sanitaria

Iscrizione all’anagrafe sanitaria, assegnazione di un medico di base, presa in carico sia per quanto riguarda gli acuti sia le cronicità. È la norma per ogni cittadino italiano, è l’iter da seguire per gli immigrati in regola, ma è una novità assoluta per gli immigrati irregolarmente presenti sul territorio italiano. Una novità, o meglio un unicum che appartiene alla Puglia, e che è valso al presidente della FNOMCeO Filippo Anelli l’invito delle Nazioni Unite a relazionare a Ginevra il prossimo 20 settembre circa l’esperienza della Regione Puglia in materia di assistenza sanitaria agli immigrati. All’epoca dell’entrata in vigore della normativa, infatti, Anelli era segretario generale della FIMMG Bari. La case history sarà presentata in occasione dell’evento sul Diritto alla salute dei migranti che si terrà nell’ambito della quarantaduesima sessione ordinaria del Consiglio per i Diritti umani dell’ONU.

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«È stata una piacevole sorpresa – confida Anelli ai nostri microfoni – sapere che le Nazioni Unite ritengono l’articolata modalità di assistenza degli immigrati della Puglia non solo come meritevole di attenzione ma come best practice da proporre all’Europa. La legge n.32/2009 della Regione Puglia – spiega Anelli – varata sotto l’amministrazione Vendola prevede come novità assoluta che tutti gli immigrati siano iscritti al Servizio sanitario nazionale, abbiano cioè gli stessi diritti dei cittadini italiani. È la traduzione in termini concreti di quell’auspicio contenuto nella nostra Costituzione che garantisce il diritto alla salute ad ogni persona presente sul suolo italiano o, come ormai spesso accade, sui ponti delle navi italiane. L’iscrizione al Ssn – continua – comporta anche la scelta di un medico di famiglia, il che significa poter garantire a queste persone di ricevere cure anche per malattie croniche. Finora infatti agli immigrati veniva assicurato solo il trattamento dell’emergenza urgenza, delle acuzie. Ora invece – specifica il presidente FNOMCeO –  in Puglia grazie a questa legge è possibile curare diabete, ipertensione, artrosi, dolori reumatici, bronchiti croniche, asma, ed è possibile curare i bambini dalle tante malattie croniche da cui sono affetti, così come i tumori senza attendere la fase di allarme».

«La sensibilità della FNOMCeO su questo tema è altissima – prosegue Anelli -. Noi giuriamo su un codice che impone di non attuare alcuna discriminazione verso la persona che si affida alle nostre cure. Non riusciamo davvero a comprendere perché a volte un immigrato possa essere trattato in maniera diversa da un italiano, o una persona di colore rispetto a un bianco. Per noi ogni essere umano ha diritto alle cure, non solo in ragione del diritto costituzionale ma anche di quelle convenzioni internazionali che l’Italia ha sottoscritto. Anche qui l’impegno nell’accogliere le diversità può essere un valido modello formativo, e la Federazione si impegna da sempre in tal senso offrendo gratuitamente a tutti gli iscritti gratuitamente corsi di formazione ad hoc».

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