Lavoro 18 Giugno 2020

Odontoiatria, il Covid-19 aggrava la crisi. Iandolo (CAO): «Ci aspettiamo un calo di accessi pari a quello dei consumi»

Il presidente della Commissione Albo Odontoiatri rassicura sulla sicurezza degli studi dentistici e sottolinea le difficoltà dell’odontoiatria italiana

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«L’odontoiatria italiana era già in crisi prima del Covid, figuriamoci dopo il Covid come sarà accentuata. In genere i mancati accessi nei nostri studi sono sovrapponibili al calo dei consumi, che si prevede del 10%, ma teniamo che sia una previsione ottimistica». Raffaele Iandolo, presidente della Commissione Albo Odontoiatri, non nasconde a Sanità Informazione la sua preoccupazione per il futuro della professione odontoiatrica dopo la pandemia che è andata a peggiorare una situazione già critica.

Gli studi dentistici italiani si sono dovuti fermare quasi del tutto durante il lockdown non potendo mantenere il metro di distanza dai pazienti e lavorando a stretto contatto con le vie respiratorie: sono rimasti operativi solo per le urgenze e le emergenze. Nonostante questo ben 15 odontoiatri hanno perso la vita a causa del Covid-19. «Un tributo alto» sottolinea Iandolo.

Ma ora a preoccupare è la crisi economica con tanti italiani che avranno sempre meno opportunità di permettersi delle cure odontoiatriche. Secondo l’ANDI, l’Associazione Nazionale Dentisti Italiani, il coronavirus produrrà un calo di fatturato stimato del 56% e il reddito medio dei dentisti italiani sarà dimezzato dalla pandemia. Previsioni fosche e ancora nebulose, data l’incertezza sulla ripresa.

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«Sicuramente da un punto di vista economico-finanziario ci sarà una crisi pesante e se la previsione è un calo dei consumi superiore al 10% io credo che noi come liberi professionisti accuseremo un calo che sarà sovrapponibile al calo dei consumi. Come d’altro canto è sempre stato anche nelle esperienze precedenti, come la crisi del 2008 o quella del 1994» spiega il presidente CAO, che aggiunge: «Molto si capirà dal calo del Pil. Alcune previsioni lo danno in calo del 9% ma altre lo stimano del 14%».

Il problema però viene da lontano. L’onda lunga della crisi si è già abbattuta sul settore e solo pochi giovani riescono ad aprire nuovi studi. «Oggi abbiamo più di 60mila iscritti all’Albo degli Odontoiatri – continua Iandolo -. Quindi, come media, c’è un dentista per meno di mille abitanti. I giovani in pochissime occasioni riescono ad aprire degli studi autonomi, nella maggior parte dei casi scelgono di collaborare con altri studi. Questo perché effettivamente anche dal punto di vista del numero di accessi negli studi l’odontoiatria italiana è abbastanza in crisi».

Da Iandolo però arriva anche un messaggio di tranquillità, soprattutto relativamente al virus: oggi gli studi odontoiatrici sono sicuri. A metà maggio il Comitato Tecnico Scientifico ha dato il via libera alle Linee Guida elaborate dal Tavolo ministeriale istituito dal viceministro alla Salute Pierpaolo Sileri e di cui faceva parte lo stesso Iandolo.

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«Per quanto riguarda gli aspetti clinici siamo più tranquilli perché già prima eravamo abbastanza ferrati per proteggerci dalle infezioni – spiega Iandolo -. Abbiamo aggiunto qualcosa in più. Per proteggerci dalle famose ‘goccioline’, i droplet, abbiamo indicato dei Dpi particolarmente accurati per quanto riguarda il nostro lavoro sia per gli occhi che per la bocca e le mani. Siamo sempre stati grandi utilizzatori di mascherine e di guanti. Abbiamo aumentato il potere di filtrazione disponendo l’obbligo delle mascherine Ffp2. Sicuramente il paziente va trattato con maggiore cura dal punto di vista dell’informazione. Facciamo un triage telefonico di accettazione, un triage in studio, evitiamo di ricevere persone se non su appuntamento e abbiamo attuato una cura particolare degli ambienti: le superfici vengono trattate con disinfettanti appropriati e tutto l’ambiente di studio è trattato con un sistema di disinfezione adeguato».

Oggi i pazienti stanno tornando negli studi dentistici, sia perché dopo mesi di attesa alcune situazioni non sono più rinviabili, sia per la fiducia nelle misure di sicurezza. «Lo studio dentistico è a rischio molto ridotto per il paziente – continua Iandolo -. Noi dobbiamo proteggere tutti. Oggi andare nello studio dentistico è estremamente sicuro grazie alle procedure messe in atto».

Tuttavia, non sempre è stato facile per i professionisti adattarsi alle nuove misure di sicurezza, soprattutto considerando gli alti costi dei Dispositivi di protezione: «Ora la problematica principale è l’approvvigionamento dei Dpi a costi accettabili, soprattutto mascherine, guanti e camici. Costi che non siano maggiorati come è capitato nei mesi scorsi – spiega il presidente CAO -. Abbiamo siglato un protocollo di intesa con la task force Arcuri per quanto riguarda l’approvvigionamento dei Dpi e siamo scesi a livelli di costi che sono largamente al di sotto dei precedenti. Dobbiamo trovare il canale giusto dal punto di vista distributivo per poter acquistare dal canale pubblico i Dpi e poterli distribuire a questo prezzo calmierato ai nostri colleghi. L’altro aspetto è capire quando sarà possibile alleggerire un po’ le procedure di precauzione rispetto al virus. Rispetto a un mese fa il Comitato Tecnico Scientifico ha già alleggerito qualche procedura, come nel calcio o per le spiagge. Vedremo quando sarà possibile cambiare qualcosa anche per noi».

 

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