Lavoro 3 marzo 2015

Obbligo di Pos: ascoltati i medici, ecco il Ddl con le agevolazioni

L’ “Atto Senato 1747” raccoglie le istanze della categoria. Primo firmatario il sen. Piero Aiello: “No a leggi restrittive e punitive; meglio puntare sulla premialità”

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Sanzioni? No, premi. Il senatore Piero Aiello è convinto che sia questa la strada da seguire per far metabolizzare ai professionisti italiani l’obbligo di Pos. Ed è infatti incentrato su incentivi ed agevolazioni il Ddl (“Atto Senato n° 1747”) presentato come primo firmatario, e al quale si sono subito aggiunti diversi colleghi.

L’obiettivo è completare la legge  n° 15 del 27 febbraio 2014, attraverso cui era stato introdotto – a partire dal 30 giugno dello scorso anno –  l’obbligo, appunto, di accettare pagamenti superiori ai 30 euro con il Pos. La norma, nata sprovvista di sanzioni, ha trovato, però, fin qui scarsa applicazione. Ora proprio questo provvedimento, sollecitato anche da Consulcesi, principale realtà a tutela dei diritti dei medici, punta a superare le difficoltà incontrate prevedendo detrazioni dall’imponibile reddituale del costo percentuale di ciascuna transazione eseguita. Chiaramente, laddove si accertino violazioni di legge, verranno altresì applicate delle sanzioni.

Senatore Aiello, il tema del Pos obbligatorio anima da tempo il dibattito, coinvolgendo i medici e tutti gli altri professionisti: la legge è infatti entrata in vigore lasciando però molte lacune.
Proprio per riempire queste lacune abbiamo immaginato ancora una volta di essere dalla parte dei professionisti, tutelando ad ogni modo anche l’utente. Questo è possibile solo con una legge di garanzia per entrambi. Abbiamo allora presentato un Ddl propositivo per il professionista. Nell’articolo 1 è stata inserita una norma che prevede l’incentivo all’utilizzo del Pos, introducendo un elemento di detraibilità dal reddito.

Una proposta di legge che, dunque, va incontro ai professionisti: incentivi piuttosto che sanzioni. Questo è proprio quello che chiedono da tempo i medici alle istituzioni.
Senza dubbio. D’altronde è impossibile ogni volta immaginare forme restrittive o punitive. Abbiamo la volontà di porre in essere norme che possano alleggerire il carico amministrativo dei professionisti, riducendo quegli atti burocratici che creano anche perdite di tempo. Quel tempo è meglio impiegarlo per la propria attività e, nel caso specifico dei medici, dedicarlo ai pazienti.

Lei è il primo firmatario dell’ “Atto Senato n. 1747” ma è arrivata già la sottoscrizione di altri colleghi.
Sì, altri colleghi soprattutto medici hanno voluto apporre il proprio sigillo su una norma propositiva e non punitiva per i camici bianchi. Noi abbiamo voluto una norma di equilibrio, che faccia sì che il cittadino abbia gli strumenti per ottemperare a una legge, e che garantisca che l’utilizzo del Pos non sia restrittivo né punitivo, ma al contrario incentivante. Tutto questo attraverso leggi equilibrate che garantiscano una razionalità nel rapporto tra medico e utente e, al contempo, consentano di compiere passi avanti e non indietro.

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