Lavoro 30 Luglio 2018 10:58

Boom di aggressioni alle guardie mediche, ma le Regioni bloccano le indennità di rischio (e vogliono gli arretrati)

Il network legale Consulcesi & Partners spiega alle guardie mediche come tutelarsi: «I medici possono richiedere la declaratoria di illegittimità, con conseguente disapplicazione dei provvedimenti assunti dalle Asl con cui è stata sospesa l’erogazione dell’indennità di rischio ai medici di continuità assistenziale»

Boom di aggressioni alle guardie mediche, ma le Regioni bloccano le indennità di rischio (e vogliono gli arretrati)

Minacce verbali, percosse, atti di vandalismo, violenza a mano armata. È questa l’inquietante casistica della violenza in corsia nel nostro Paese, di cui sono vittime 1.200 medici ogni anno, in media 3 al giorno, perlopiù donne (68% dei casi) e soprattutto guardie mediche. A lanciare l’allarme sono i dati Inail ma si teme che siano addirittura sottostimati, poiché considerano solo i casi denunciati, e che in realtà il fenomeno faccia registrare più di 3mila episodi l’anno.

Un problema che riguarda particolarmente da vicino le guardie mediche che garantiscono l’assistenza sanitaria in tutte le situazioni in cui i medici di famiglia e i pediatri di libera scelta non sono disponibili come, ad esempio, nelle ore notturne o nei giorni festivi. La particolarità della loro attività aveva fatto sì che nel contratto (su base regionale) fosse inserita anche la cosiddetta indennità di rischio. Tale indennità avrebbe dovuto rifondere il medico per l’utilizzo del proprio veicolo nei vari spostamenti da una sede all’altra, per l’assistenza pediatrica (che comporta una serie di maggiori e più gravose responsabilità) ma soprattutto era connessa al potenziale rischio per l’incolumità dei medici che, soprattutto quando esercitano in sedi isolate o in zone molto critiche, potevano essere vittime di malviventi di ogni sorta.

«Mentre i fatti di cronaca degli ultimi mesi confermano come le guardie mediche siano costantemente a rischio –  spiega Consulcesi & Partners, network legale d’avanguardia nato sulla scia delle ventennali vittorie di Consulcesi nei Tribunali di tutta Italia al fianco dei medici – le amministrazioni di alcune regioni, al momento Abruzzo, Campania, Basilicata e Sardegna, paradossalmente bloccano le indennità di rischio sugli stipendi e, addirittura, in taluni casi richiedono il rimborso di quelle già erogate in precedenza, anche alla luce del fatto che la Corte dei Conti ha ritenuto illegittime tali indennità, potendosi configurare un potenziale danno all’erario».

LEGGI ANCHE: AGGRESSIONI MEDICI, GIUSEPPE QUINTAVALLE (ASL ROMA 4): «LAVORARE SU CONDIZIONE UMANA E NON CEDERE A PROVOCAZIONI»

Tali provvedimenti vengono assunti dalle Aziende sanitarie in attuazione di delibere regionali che, al fine di contenere i costi della medicina convenzionata, hanno disposto il blocco di alcune voci retributive. Si tratta di atti adottati unilateralmente dalle Aziende sanitarie che modificano le clausole del Contratto integrativo regionale, che ha riconosciuto un compenso aggiuntivo di 4 euro l’ora quale indennità per i rischi legati alla tipologia dell’incarico.

«I medici possono però richiedere la declaratoria di illegittimità, con conseguente disapplicazione dei provvedimenti assunti dalle Asl con cui è stata sospesa l’erogazione dell’indennità di rischio ai medici di continuità assistenziale», sottolinea Consulcesi & Partners.

Alcune pronunce giurisprudenziali, intervenute sulla questione, hanno per l’appunto affermato che i provvedimenti delle Aziende sanitarie non potevano essere adottati autoritativamente dall’Amministrazione perché – per individuare concretamente le modalità di contenimento della spesa da attuare – l’Azienda avrebbe dovuto attivare la “concertazione” e cioè il confronto con la Regione e le organizzazioni sindacali (v. da ultimo Trib. di Teramo 13.06.2017 ed inoltre, Corte di Appello di L’Aquila n. 595/2013; Tribunale di Chieti n. 473/2012; Tribunale dell’Aquila n. 361 e n. 362/2011).

LEGGI ANCHE: AGGRESSIONI MEDICI, GRILLO: «ARRIVA UN DDL CON PENE PIÙ SEVERE E AUMENTERÀ LA VIGILANZA DELLE FORZE DI POLIZIA» 

«È legittimo il potere discrezionale della Pubblica Amministrazione di fissare un limite di spesa a prescindere da qualsiasi contrattazione collettiva con le strutture sanitarie, – spiega Consulcesi & Partners – ma non può dirsi altrettanto delle concrete modalità con cui il rispetto di tali limiti viene perseguito, laddove queste comportino modifiche ed integrazioni agli Accordi collettivi regionali che non possono essere derogati unilateralmente dall’Amministrazione, vincolata al loro rispetto».

«Lodevole il recentissimo tentativo della Regione Abruzzo di “risolvere” la problematica, – sottolinea Consulcesi & Partners – adottando un provvedimento normativo che, ribadendo la validità degli accordi integrativi regionali, ha di fatto riconosciuto il diritto pregresso all’indennità fino all’approvazione della delibera di sospensione della stessa, intendendo così salvaguardare gli emolumenti già percepiti dai medici beneficiari. Ripetiamo, – conclude il network legale – lodevole l’iniziativa ma ancora tutta da verificare nella sua concreta applicazione».

Malpratice medica, responsabilità erariale, lavoro, amministrativo, questioni assicurative, contratti, diritti reali, diatribe condominiali, problematiche legate alla tutela della privacy: ogni cliente, tanto il medico quanto il comune cittadino, può rivolgersi a Consulcesi & Partners attraverso gli oltre mille consulenti che rispondono al numero verde 800.122.777 o sul sito www.consulcesiandpartners.it.

LEGGI ANCHE: AGGRESSIONI AI MEDICI, AMATO (OMCEO PALERMO): «GLI OPERATORI SANITARI TEMONO RITORSIONI DA PARTE DEI SUPERIORI»

 

SEGUICI ANCHE SU FACEBOOK <— CLICCA QUI

 

 

Articoli correlati
Vaccini, C&P: «Per medici pensionati rischio di essere vittime di norma incostituzionale»
Ad esprimersi sulla vicenda che ha alimentato la preoccupazione di molte aziende sanitarie per i possibili contraccolpi in un momento di emergenza nazionale, sono gli avvocati di Consulcesi & Partners, network legale dell’azienda Consulcesi
Professione medica, i legali C&P: «Anche con il Covid, attenzione alle ferie non godute»
La denuncia del network legale Consulcesi & Partners che ha ottenuto un altro successo giudiziario riuscendo a far riconoscere ad una donna medico il risarcimento per anni di ferie maturate e non godute
Come capire se un medico riceve (o riceverà) la giusta pensione
È possibile che un professionista sanitario che non esercita più riceva una pensione più bassa di quanto gli spetterebbe. Errori nelle pratiche amministrative possono portare ad una rata mensile sensibilmente meno corposa di quanto maturato. Abbiamo parlato con Francesco Russo, amministratore Con.Ser.Imp srl, studio associato a Consulcesi & Partners, per capire cosa deve fare un medico per farsi restituire quanto ingiustamente tolto
Telemedicina, Consulcesi & Partners: «In Italia troppi errori, servono regole precise»
L’avvocato Galliano: «La telemedicina non è semplicemente una ‘la telefonata’ o l’invio via ‘chat’. Va totalmente ripensato il modello organizzativo». Da Consulcesi & Partners in arrivo collana formativa per professionisti sanitari
Da carenza di mascherine a reparti sovraffollati, le 10 denunce più comuni dei medici
Consulcesi & Partners ha raccolto le segnalazioni più frequenti che arrivano dai professionisti sanitari costretti a lavorare in situazioni "intollerabili"
GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Non Categorizzato

Covid-19 e vaccini: i numeri in Italia e nel mondo

Al 18 giugno, sono 177.438.001 i casi di coronavirus in tutto il mondo e 3.842.377 i decessi. Ad oggi, oltre 2,48 miliardi di dosi di vaccino sono state somministrate nel mondo. Mappa elaborata dalla&...
Cause

Medico condannato a pagare 25mila euro di provvisionale. L’Azienda lo lascia solo

Dopo una condanna in sede penale di primo grado, un camice bianco ha chiesto sostegno alla direzione sanitaria, che gliel’ha negato: «Quel che è successo a me potrebbe succedere a t...
Ecm

Professionisti non in regola con gli ECM, Monaco (FNOMCeO): «Ordini dovranno applicare la legge»

Il segretario della Federazione degli Ordini dei Medici ricorda scadenze e adempimenti per non incappare in spiacevoli conseguenze. Poi guarda al futuro del sistema ECM