Lavoro 21 Luglio 2020 10:04

Covid-19, De Palma (Nursing Up): «Report Inail mette a nudo l’amara realtà. Noi infermieri come soldati allo sbaraglio»

«L’83 per cento dei casi denunciati di avvenuto contagio erano infermieri. Il 63 per cento delle vittime nel mondo sanitario erano infermieri. I dati non lasciano spazio a dubbi» così il presidente del Sindacato Infermieri Italiani

«Lo abbiamo urlato a gran voce dalle piazze di tutta Italia durante i nostri recenti flash mob. Gli infermieri italiani hanno sorretto con le loro mani il “macigno” della lotta contro il Mostro-Coronavirus pagando sulla propria pelle lo scotto di una battaglia a tratti anche improba, contro un nemico invisibile, sconosciuto e subdolo. Noi, senza nulla togliere alle altre categorie di operatori sanitari, siamo quelli che hanno accettato lo scontro frontale senza paura, noi siamo quelli che hanno visto la morte in faccia, schierati in prima linea. Spesso mandati allo sbaraglio, senza armi, senza difese, senza avere le spalle coperte, come dovrebbe avvenire in una guerra per ogni buon soldato che si trova al fronte. Perché di guerra si è trattato, anche se qualcuno oggi si permette pure il lusso di negarlo».

Così Antonio De Palma, Presidente del Nursing Up, Sindacato Infermieri Italiani, commenta i nuovi dati dell’Inail sui contagi e sui decessi nel mondo sanitario italiano. «Cifre e percentuali che finalmente fanno chiarezza almeno in parte – spiega il sindacato in una nota – a due mesi di distanza dai giorni peggiori dell’emergenza, anche se è di un’amarezza estrema dover avere conferme del genere, e c’è poco da gioire di fronte a dati che rivelano che centinaia di colleghi sono stati contagiati e decine hanno perso la vita».

«I numeri dell’Inail non fanno che ribadire – continua De Palma – la gravità emersa già dalla nostra inchiesta sindacale, quella che abbiamo portato avanti nelle strutture sanitarie. Non ci meravigliamo affatto – dice il leader del Sindacato Infermieri Italiani – ma i nostri approfondimenti ora ci pongono domande sulla esaustività di questi dati. Quanto sono rappresentative della realtà complessiva queste cifre? Qui stiamo parlando di numeri basati sulle denunce e sui casi conclamati: ma noi ci chiediamo – prosegue – quanti sono gli altri? Parliamo degli infermieri che sono rimasti contagiati “nel silenzio assoluto”, e soprattutto di tutti quei colleghi deceduti senza che venisse loro effettuato un tampone. Qui non si può pensare solo alla sanità pubblica, ma bisogna estendere lo sguardo a quanto è accaduto nelle strutture private, nei centri anziani e in tutto quel micromondo dove operano tanti altri uomini e donne, professionisti come noi».

«Leggo le cifre “ufficiali” dell’Inail e continuo a chiedermi – sbotta De Palma – come si permette questo Governo di proseguire nella sua ostinata indifferenza di fronte a quanto emerge.  L’83 per cento dei casi denunciati di avvenuto contagio, tra gli operatori sanitari, sono infermieri! 8 casi su 10! Per quanto riguarda i decessi, il 40 per cento delle vittime si è verificato nel mondo sanitario! Di questo 40 per cento, il 63 per cento dei deceduti, cari signori, erano infermieri!».

«Ma non è finita: perché solo una impresa su sei avrebbe rispettato le misure per evitare il contagio dei propri dipendenti! E allora, Cari Signori della Politica, aspettateci alle porte delle vostre “dimore dorate”.  Gli infermieri italiani – continua De Palma – quelli che sono sopravvissuti, malconci, feriti dentro, stanchi, ed arrabbiati come non mai, pretendono adesso una spiegazione. E rivendicano rispetto: per quello che hanno profuso in termini di impegno e pagato in termini di danni fisici e morali. Ognuno di voi ci metta la faccia e scenda nelle strade di Roma quando lo faremo noi, ne abbia il coraggio! Ci guardi negli occhi. Guardi negli occhi quei soldati che avete mandato ad affrontare “a mani nude” il Covid 19» conclude De Palma.

 

Iscriviti alla Newsletter di Sanità Informazione per rimanere sempre aggiornato

Articoli correlati
Consiglio di Stato boccia i reparti gestiti dagli infermieri. CIMO-FESMED: «Competenze mediche non siano affidate ad altri professionisti»
Il sindacato commenta la sentenza: «La gestione del percorso terapeutico e clinico del pazienti deve essere in capo ai medici»
Omicron 4 e 5, impennata contagi. Ricciardi: «Contagiosissime, un rischio aver tolto obbligo mascherina al chiuso»
I dati del monitoraggio Gimbe: +58,9% in una settimana. Aumentano ricoveri ordinari (+14,4%) e terapie intensive (+12,6%). Ricciardi: «Bisogna stare all’erta, con un virus così contagioso negli ambienti chiusi ci si contagia. Tanti i fragili a rischio»
Covid, Sebastiani (CNR): «Siamo in crescita accelerata, ricoveri in salita»
Secondo Giovanni Sebastiani, matematico presso l’Istituto per le applicazioni del calcolo Mauro Picone del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Iac) la diffusione dei contagi è in crescita accelerata. Salgono anche i ricoveri ordinari e in terapia intensiva. Impossibile prevedere il picco
Gb: meno visite faccia a faccia fanno bene all’ambiente e al portafogli
Nel Regno Unito c'è un acceso dibattito sull'opportunità di aumentare le visite a distanza dei pazienti per i suo effetti benefici contro l'inquinamento e per il risparmio economico
Nuova tecnologia made in Italy distrugge Sars-CoV-2 e tutte le sue varianti
Elettronica Group insieme a Lendlease presentano E4Shield, una tecnologia «disruptive» sviluppata per inattivare il Covid-19 e le sue varianti e affrontare nuove potenziali ondate pandemiche. E4Shield è uno dei primi progetti di innovazione nato all’interno dell’ecosistema di MIND Milano Innovation District
GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Non Categorizzato

Covid-19 e vaccini: i numeri in Italia e nel mondo

Al 1° luglio, sono 547.500.575 i casi di Covid-19 in tutto il mondo e 6.335.874 i decessi. Ad oggi, oltre 11,74 miliardi di dosi di vaccino sono state somministrate nel mondo. Mappa elaborata dall...
Covid-19, che fare se...?

Quali sono i sintomi della variante Omicron BA.5 e quanto durano?

La variante Omicron BA.5 tende a colpire le vie aeree superiori, causando sintomi lievi, come naso che cola e febbre. I primi dati indicano che i sintomi durano in media 4 giorni
Covid-19, che fare se...?

Il vaccino può causare il Long Covid?

Uno studio americano ha segnalato una serie di sintomi legati alla vaccinazione anti-Covid. Ma per gli esperti non si tratta di Long Covid, ma solo di normali effetti collaterali