Lavoro 2 Marzo 2020 15:30

Coronavirus, Vergallo (Aaroi-Emac): «In Lombardia meno di 20 posti letto liberi in rianimazione»

Il segretario del sindacato degli anestesisti Alessandro Vergallo racconta il difficile momento che sta vivendo la categoria nelle zone più colpite: «La situazione è critica, non riusciamo neanche più a parlarci al telefono. Bloccate ferie, riposi, recuperi». Poi denuncia: «In tutta Italia sono meno di 5mila i posti in terapia intensiva. Negli ultimi dieci anni tagliato il 7-8%»

Coronavirus, Vergallo (Aaroi-Emac): «In Lombardia meno di 20 posti letto liberi in rianimazione»

«In Lombardia la situazione è drammatica: nelle ultime 24 ore c’è stato un aumento dei casi del 40%. Ma, dati di ieri, restano solo circa 20 posti liberi in rianimazione». I numeri snocciolati da Alessandro Vergallo, Segretario del sindacato degli anestesisti rianimatori Aaroi-Emac, rendono bene l’idea della situazione di grande criticità che sta vivendo la sanità lombarda con lo scoppio dell’epidemia di coronavirus e l’inarrestabile avanzata del COVID-19. Un ruolo di primo piano lo stanno giocando proprio gli anestesisti: fu un anestesista ad insospettirsi e scoprire il paziente 1 all’ospedale di Codogno. In tutta Italia, secondo l’ultimo bollettino, sono 140 le persone ricoverate in rianimazione per il coronavirus, 106 nella sola Lombardia: si tratta del 9% di chi ha contratto il virus. «Si stanno già attuando misure straordinarie di ottimizzazione dei posti letto in rianimazione – spiega Vergallo -. In Lombardia sono già stati sospesi tutti gli interventi chirurgici non urgenti che si presupponga possano richiedere un posto in rianimazione. Al di là di questi meccanismi, una cosa che si può fare a breve termine è quella dell’attivazione anche di posti letto delle strutture private, per lo meno quelle grandi che hanno uno standard di accreditamento del Servizio sanitario per le terapie intensive».

Tutto il settore degli anestesisti rianimatori resta però in grande sofferenza. «Non riusciamo neanche a parlarci al telefono per quanto lavoro c’è – continua il segretario Aaroi-Emac -. Una parte dei colleghi, per la sola sospensione di una certa quota di interventi chirurgici, chiaramente è stata resa disponibile per sopperire ai turni di rianimazione. Sono però anch’essi al limite. Sono state già annullate ferie, riposi, recuperi, aggiornamenti e quant’altro per cui la situazione dal punto di vista del personale è abbastanza critica. Questo per dare un’idea di come la forsennata politica di taglio dei posti in specialità, soprattutto di quelle più critiche come la nostra, abbia inciso nell’emergenza. Speriamo che una volta passata la buriana qualcuno si metta la mano sulla coscienza e si decida a fare una programmazione seria degli specialisti che servono».

LEGGI ANCHE: «C’È UN’EMERGENZA CORONAVIRUS E UN’EMERGENZA AGGRESSIONI IN SANITÀ. SE LA CAMERA BLOCCA IL DDL, INTERVENGA IL MINISTRO»

Quando però chiediamo a Vergallo se, in caso di diffusione dell’epidemia al resto del Paese, i posti letto in rianimazione in Italia siano sufficienti, il segretario non si sbilancia. Ma anche qui i numeri che fornisce non fanno ben sperare. «In tutta Italia i posti in terapia intensiva sono poco meno di 5mila. Nell’arco di 10 anni sono stati tagliati circa il 7-8%, un numero drammatico. Se poi pensiamo che questo ha portato anche ad un ridimensionamento del personale specialista nella nostra disciplina, il quadro è abbastanza devastante. Di questo dobbiamo ringraziare chi non ha pensato a fare una programmazione seria del fabbisogno specialistico».

Nell’emergenza non resta che dare il via a meccanismi di reclutamento straordinario del personale, come sta facendo il governatore della Lombardia Attilio Fontana: «Il problema è trovare i colleghi – continua Vergallo -. Sono pochi quelli a spasso. Sicuramente noi in questo frangente non ci opponiamo, subiamo obtorto collo l’idea di far rientrare in servizio i pensionati, una vecchia idea che ciclicamente ritorna. Ma a parte che costoro non sono la panacea, è chiaro che non può essere questa la risposta di un sistema sanitario serio alle carenze che sono state create».

LEGGI ANCHE: LA COMUNICAZIONE AI TEMPI DEL CORONAVIRUS: DALLE INCOERENZE DEI POLITICI ALLE DISCUSSIONI TRA ESPERTI (NON PROPRIO RASSICURANTI)

Infine una stoccata al premier Conte e a tutti quelli che hanno puntato il dito contro i medici all’inizio dell’emergenza: «Credo che chi lo ha fatto ne pagherà lo scotto. Per il momento noi non abbiamo infierito, abbiamo reagito in maniera composta. Penso sia stato uno scivolone e sia stato mal consigliato da chi gli gira attorno. Noi abbiamo lavorato in silenzio. Però sono arrabbiato. I colleghi hanno lavorato senza dire nulla attenendosi alle direttive. Sono le direttive che hanno dormito per oltre un mese dato che il primo allarme si è verificato già dopo le vacanze di Natale. L’8 gennaio il professor Burioni già iniziava a mettere in guardia sul suo blog e a fare la cronistoria dell’epidemia. I primi provvedimenti sono arrivati a distanza di oltre un mese con un governatore che a distanza di 40 giorni diceva che non era necessaria la quarantena e l’isolamento. Ora la sua regione fortunatamente non è tra le più colpite, ma questo non vuol dire che noi non abbiamo monitorato i ritardi soprattutto dell’amministrazione centrale. C’è stato uno scaricabarile sulle regioni ma a fronte dei numeri che noi abbiamo devo dire che la Regione Lombardia ha reagito nella maniera migliore possibile nel caos che si è creato».

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER DI SANITÀ INFORMAZIONE PER RIMANERE SEMPRE AGGIORNATO

Articoli correlati
Covid-19 e vaccini: i numeri in Italia e nel mondo
Al 12 agosto, sono 588.479.576 i casi di Covid-19 in tutto il mondo e 6.430.693 i decessi. Ad oggi, oltre 12 miliardi di dosi di vaccino sono state somministrate nel mondo. Mappa elaborata dalla Johns Hopkins CSSE. I casi in Italia Il bollettino del 12 agosto: Oggi in Italia il totale delle persone che hanno contratto il […]
Elezioni, CIMO-FESMED: «No a slogan o promesse irrealizzabili. Proposte concrete per salvare SSN»
«Le domande sono numerose, e le risposte di certo non semplici – commenta Guido Quici, Presidente CIMO-FESMED-. Ma ci auguriamo che trovino spazio nei programmi elettorali di tutti gli attori in campo, in attesa del dibattito pubblico organizzato dall’intersindacale della dirigenza medica e sanitaria in programma per il prossimo 14 settembre»
Dal Dl Semplificazione al Ddl Concorrenza, le ultime misure all’esame del Parlamento
Anche dopo lo scioglimento delle Camere, come chiesto dal presidente della Repubblica, Camera e Senato lavorano per convertire gli ultimi provvedimenti. Anche Delega fiscale e Dl Trasporti in calendario
di Francesco Torre
Senato, la sanità perde la sua Commissione ad hoc. La protesta di CIMO-FESMED
A partire dalla prossima legislatura le competenze dell'attuale dodicesima Commissione Igiene e Sanità del Senato confluiranno nella nuova decima Commissione “Affari sociali, sanità, lavoro pubblico e privato, previdenza sociale”. Una scelta che non convince la Federazione CIMO-FESMED
Appello FNOMCeO a tutte le forze politiche: «Rilanciare il Servizio sanitario nazionale»
Anelli: «L’auspicio è che il nuovo Parlamento e il nuovo Governo siano sempre attenti alle tematiche relative alla salute dei cittadini e al lavoro dei professionisti della sanità»
GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Non Categorizzato

Covid-19 e vaccini: i numeri in Italia e nel mondo

Al 12 agosto, sono 588.479.576 i casi di Covid-19 in tutto il mondo e 6.430.693 i decessi. Ad oggi, oltre 12 miliardi di dosi di vaccino sono state somministrate nel mondo. Mappa elaborata dalla&...
Salute

Troppi malori improvvisi tra i giovani, uno studio rivela la causa

Alessandro Capucci, professore ordinario di malattie dell’apparato cardiovascolare, spiega come un eccesso di catecolamine circolanti possa determinare un danno cardiaco a volte fatale
Covid-19, che fare se...?

Per quanto tempo si rimane contagiosi?

È la domanda da un milione di dollari, la cui risposta può determinare le scelte sulla futura gestione della pandemia. Tuttavia, non c'è una riposta univoca...