Lavoro 24 Aprile 2018 17:49

Vaccini, +4,4% copertura morbillo. Lorenzin: «Dove MMG e pediatri sono più proattivi, si ottengono grandi risultati»

Presentate al Ministero della Salute le coperture vaccinali dell’età pediatrica e dell’adolescente del 2017. A livello nazionale, copertura al 94,5%. Per il Ministro il risultato è ottimo, ma la guardia deve rimanere alta

Vaccini, +4,4% copertura morbillo. Lorenzin: «Dove MMG e pediatri sono più proattivi, si ottengono grandi risultati»

Il bilancio delle coperture vaccinali in Italia per il 2017 «è ottimo». A commentare i risultati, presentati oggi al Ministero della Salute, è Beatrice Lorenzin: le vaccinazioni contro il morbillo sono cresciute del 4,4% e quelle contro la polio dell’1,21%. Un trend positivo ma tuttavia non omogeneo in tutto lo Stivale: sono cinque gli enti che indossano la maglia nera. Guidata dalla provincia autonoma di Bolzano, dove il numero di casi di morbillo è 20 volte superiore rispetto a Trento (la copertura è del 71,86% e quella per la polio del 85,87), la black list prosegue con Friuli Venezia Giulia, Marche, Sicilia e Abruzzo. Undici Regioni su ventuno hanno raggiunto l’obiettivo di immunizzare almeno il 95% dei nuovi nati con il vaccino esavalente, ma la copertura a livello nazionale è leggermente sotto questa soglia, pari al 94,5%. Particolarmente positiva la situazione del Lazio che, da realtà problematica, adesso è l’unica Regione a superare la copertura del 95% per il morbillo. «E senza la legge – aggiunge la Lorenzin – si troverebbe nella stessa situazione della Sicilia, dove quest’anno, causa morbillo, si sono registrati 200 casi e tre morti».

«C’è stato un netto miglioramento e ci aspettiamo un incremento nel primo semestre 2018 – commenta il Ministro della Salute Beatrice Lorenzin – ma la guardia deve rimanere sempre molto alta e l’emergenza sarà finita quando in Italia non ci saranno più morti né complicanze gravi. Abbiamo ottenuto dei risultati straordinari per i bambini da 0 a 6 anni, un incremento molto superiore rispetto a quello raggiunto dalla California che è il nostro termine di paragone (dove una legge simile a quella italiana ha permesso di riportare l’immunità di gregge a livelli di sicurezza, ndr). Purtroppo ci sono ancora delle sacche di resistenza culturali, dovuti alla sfiducia nei confronti delle istituzioni o alla disinformazione. Ma la stragrande maggioranza dei genitori ha capito – prosegue il Ministro – il rischio a cui sono sottoposti loro e i loro figli, anche grazie al fondamentale ruolo svolto dai pediatri e dai medici di famiglia: se i camici bianchi sono proattivi sul territorio, si ottengono grandi risultati».

Fondamentale poi, a detta del Presidente dell’Istituto Superiore di Sanità Walter Ricciardi, aumentare la copertura vaccinale degli operatori sanitari: «Non è possibile – dichiara durante la conferenza stampa – che solo 15% sia vaccinato». Ma un emendamento per introdurre l’obbligatorietà delle vaccinazioni per coloro che lavorano nei reparti ritenuti ad alto rischio era stato presentato in Parlamento ma non ha trovato sbocco. «Per raggiungere questo obiettivo – aggiunge la Lorenzin – la strada potrebbe essere quella imboccata dall’Emilia Romagna, che ha adottato una norma a livello regionale, oppure si dovrà pensare ad una legge ad hoc».

Ancora problematica, poi, la situazione per adolescenti, adulti e anziani, che «non possono essere obbligati ma devono essere convinti a vaccinarsi – afferma Ricciardi -, ricordando che le malattie infettive stanno tornando, e molto più aggressive di prima: basti pensare che il tasso di letalità del morbillo in Sicilia è 1 su 100, quando normalmente nel mondo è 1 su 3mila».

E a chi chiede al Ministro se ha timore che il nuovo governo possa fare un passo indietro sui vaccini, la Lorenzin risponde: «Le responsabilità si prendono fino in fondo e la salute pubblica è un fatto primario. Ma sono fiduciosa, e per realpolitik so che non accadrà. D’altra parte, non si parla più di vaccini».

LEGGI ANCHE: GIORNATA MONDIALE MENINGITE, ROBERTO CAUDA (GEMELLI): «LA SOPRAVVIVENZA DIPENDE DALLA VELOCITÀ DELLA DIAGNOSI» 

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