Salute 20 marzo 2018

Perché c’è un caso vaccini in Emilia-Romagna? Blanzieri (Fp Cgil): «No a coercizione». Venturi (Regione): «Tutelare salute»

Prosegue il confronto tra la CGIL e la Regione: oggetto del contendere la delibera di Giunta che rende obbligatorie le coperture per medici e infermieri in reparti a rischio. L’Assessore alla Sanità: «Aperti al dialogo, presto convocazione in Regione». Il Sindacato: «Siamo favorevoli ai vaccini, ma no alla coercizione»

Immagine articolo

«Non siamo contro le vaccinazioni e anzi riteniamo che esse siano stato uno degli elementi di sviluppo della salute nel nostro Paese, tuttavia questa modalità d’azione della Regione non ci convince». Così Marco Blanzieri, portavoce per le Politiche Sanitarie della segreteria regionale Fp Cgil Emilia Romagna, risponde alla delibera approvata dalla Giunta regionale sull’obbligo di coperture vaccinali per gli operatori sanitari che lavorano in reparti ritenuti a rischio.

LEGGI ANCHE: OBBLIGO VACCINI: ECCO LE REGIONI PIÙ VIRTUOSE E LE INADEMPIENTI. FAUSTO FRANCIA (PRESIDENTE SITI): «BUON RISULTATO MA SI PUÒ MIGLIORARE»

Il sindacato leva gli scudi di fronte al provvedimento che rende obbligatorio per medici, infermieri e operatori sanitari dei reparti di oncologia, ematologia, neonatologia, ostetricia, pediatria, malattie infettive, nei pronto soccorso e nei centri trapianti, vaccinarsi contro morbillo, parotite, rosolia e varicella. «Siamo assolutamente favorevoli alle vaccinazioni, tuttavia ci ha lasciati perplessi il metodo – prosegue Blanzieri – perché in ambito sanitario sarebbe stato più opportuno una campagna di promozione delle vaccinazioni invece che una misura che noi riteniamo coercitiva».

«La delibera stabilisce indicazioni che verranno attuate dai medici competenti per limitare il rischio di trasmissione di malattie virali e batteriche nelle strutture sanitarie, per tutelare sia il personale che i pazienti» sottolinea in una nota la Regione Emilia-Romagna che dopo esser stata apripista dell’obbligo per gli asili nido, torna in campo determinata e risoluta. «Voglio chiarire – osserva l’assessore regionale alla Sanità, Sergio Venturi – che la nostra decisione non introduce e non stabilisce alcun obbligo, alcuna coercizione, ma soltanto tutela della salute».

LEGGI ANCHE: VACCINI, MITIGARE L’OBBLIGO? OPERATORI SANITARI, RICERCATORI E DOCENTI UNIVERSITARI INSIEME PER UNA PROPOSTA ‘ALTERNATIVA’

«Bisognerà capire tuttavia – spiega Blanzieri – come gestire i professionisti che dovranno esser spostati di servizio. L’addestramento in ambito sanitario costa molto, soprattutto nei reparti definiti ad alto rischio dove le prestazioni sono più complesse, per cui il fatto che un operatore che non ha mai avuto problemi debba spostarsi da quella unità operativa, perdendo un patrimonio informativo notevole, ci lascia perplessi».

«È evidente che nel momento in cui chiediamo ai genitori di vaccinare i propri figli che vanno a scuola – prosegue Venturi -, per evitare che possano ammalarsi o che diventino veicolo di trasmissione di malattie verso altri bambini affetti da gravi patologie, è necessario poi essere conseguenti: se gli stessi bambini debbono andare in ospedale – aggiunge – non devono correre il rischio di contrarre una malattia trasmessa da un operatore sanitario, oppure di contagiarlo». Ad ogni modo, puntualizza l’assessore, «siamo sempre aperti al confronto e nei prossimi giorni convocheremo i sindacati».

«Ci hanno chiesto di sottoscrivere il verbale nel quale c’era un giudizio positivo sul documento legato al rischio – spiega Blanzieri -. Noi non eravamo nelle condizioni di sottoscriverlo, così dopo che è stata approvata la delibera abbiamo espresso pubblicamente il nostro pensiero: volevamo un’azione più progressiva, anche perché, e lo sa bene chi lavora nel settore sanitario, le campagne di promozione basate sul convincimento funzionano sempre meglio di una coercizione, e questo era lo strumento utile da mettere in atto».

 

SEGUICI ANCHE SU FACEBOOK <— CLICCA QUI

 

Articoli correlati
Sanità, D’Amato (Ass. Lazio): «Programmate 5mila assunzioni. Più investimenti su risorse umane e tecnologia per snellire le liste di attesa» 
«Raddoppiate le borse di studio per i medici di medicina generale. Pianificate 5 mila assunzioni tra tutte le professioni sanitarie. Lanciata la nuova piattaforma informatica del sistema ReCup». L’assessore alla Sanità e l’Integrazione Socio-sanitaria del Lazio racconta gli ultimi provvedimenti del governo regionale
di Isabella Faggiano
Sanità, le priorità di Giuditta Pini (PD): «Precariato ricade su medici e assistiti, servono più fondi a SSN per stabilizzazioni»
La deputata democratica, membro della Commissione Affari Sociali, annuncia opposizione costruttiva: «Incalzeremo il ministro Grillo ma daremo anche una mano». Continuerà il suo impegno sul riconoscimento della cefalea primaria cronica come malattia sociale
Vaccini, in 10 giorni NAS scoprono 55 autocertificazioni false. Quasi 1500 gli istituti controllati
Controlli dal 4 al 14 settembre. La fattispecie di reato contestata è il falso ideologico commesso da privato in atto pubblico. In Campania il maggior numero di segnalazioni, quindici
«Con flat tax e reddito di cittadinanza servizi sanitari a rischio». Parla la responsabile Salute PD Marina Sereni
«Dai vicepremier mai una parola per più risorse nella sanità». Così l’ex vicepresidente della Camera che poi torna sul tema dei vaccini: «Con autocertificazione strizzano occhio a movimento no vax»
GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Diritto

Ex specializzandi, 16 miliardi a rischio per le casse dell’erario. Arriva Ddl per accordo Governo e camici bianchi

C’è una bomba ad orologeria nelle casse pubbliche: la vertenza tra gli ex specializzandi ’78-2006 e lo Stato. Gli aventi diritto ammontano a oltre 110mila medici e il contenzioso costerà all’e...
Formazione

ECM e validazione delle competenze mediche: più spazio alla professione. Lavalle (Agenas): «Ecco come funzionerà»

«Dare un valore all’apprendimento non certificato è utile stimolo per professionista» così Franco Lavalle, vicepresidente OMCeO Bari e membro dell’Osservatorio Nazionale del’ Age.na.s
Professioni Sanitarie

Professioni sanitarie, Beux (TSRM e PSTRP): «Ordine favorirà qualità. Ora servono decreti attuativi»

Inizia a prendere vita il nuovo ordine istituito nella scorsa legislatura. 33mila i professionisti già censiti ma se ne stimano 230-240mila