Lavoro 22 Novembre 2018

Contratto medici, CIMO chiede alla Corte dei Conti indagine su dieci regioni. Quici: «Serve trasparenza, dove sono finiti i soldi?»

Il sindacato chiede di attivare un controllo sulla contabilità delle amministrazioni regionali per verificare se e quanto abbiano accantonato per il rinnovo del contratto della dirigenza medica per il periodo 2016-2018. In caso di ammanchi c’è la possibilità che si configuri “danno erariale”

Immagine articolo

Sul mancato rinnovo del contratto dei medici il sindacato CIMO guidato da Guido Quici ha le idee chiare sulle responsabilità: bisogna guardare alle regioni. E oggi ha CIMO ha formalmente chiesto una indagine sui bilanci di dieci regioni inviando alle rispettive Procure generali della Corte dei Conti una segnalazione al fine di attivare un controllo sulla contabilità delle amministrazioni regionali per verificare se e quanto abbiano accantonato per il rinnovo del contratto della dirigenza medica per il periodo 2016-2018, come previsto dalle disposizioni di legge.

Con questo atto CIMO ha dato seguito alla diffida inoltrata alle Regioni lo scorso 16 ottobre, nella quale aveva chiesto di rendere noti i fondi effettivamente accantonati nel periodo 2016-2018 per il rinnovo del contratto dei medici, fermo ormai da 9 anni. La trattativa all’ARAN negli scorsi mesi si è infatti più volte arenata sul nodo delle risorse, sulle quali né Governo né Regioni hanno dato alcuna certezza, mancando di fornire informazioni anche sugli accantonamenti pregressi. Sul contratto oggi si registra una piccola apertura da parte del viceministro all’Economia Massimo Garavaglia che ha parlato di «spiraglio positivo a breve».

LEGGI ANCHE: SINDACATI MEDICI, LE RAGIONI DELLO SCIOPERO. TROISE: (ANAAO): «BENE SEGNALI DI ATTENZIONE, MA PRODURRANNO RISULTATI?»

La richiesta di CIMO riaccende lo scontro alla vigilia dello sciopero dei medici: i camici bianchi incroceranno le braccia il 23 novembre. Alla diffida di CIMO, su 19 regioni (escluso il Trentino, regolato da altre disposizioni) hanno dato riscontro Umbria, Puglia, Abruzzo, Liguria, Friuli VG, Lombardia, Basilicata, Valle d’Aosta e Veneto, e gran parte di esse ha trasmesso, entro o oltre i termini di scadenza, dati incompleti o con insufficienti accantonamenti sul 2018. Per le restanti dieci Regioni che non hanno risposto alla richiesta CIMO, è stata inviata la segnalazione alle Procure Regionali della Corte dei Conti.

In caso la Corte dei Conti ravvisi incongruenze e carenze rispetto alle somme da accantonarsi, come CIMO da tempo denuncia, il sindacato dei medici ha chiesto anche di verificare se tali somme siano state destinate ad altre finalità e se, oltre alla lesione delle disposizioni di legge e dei diritti dei medici, il fatto non possa costituire danno erariale per il quale diventi necessario individuare precise responsabilità dando corso alle opportune iniziative giudiziali.

«Il rimpallo di responsabilità tra Regioni e Governo sui fondi per il contratto dei medici ha raggiunto il limite della decenza, laddove chiediamo semplicemente il dovuto e un po’ di trasparenza», commenta Guido Quici, Presidente Nazionale CIMOche aggiunge: «Le Regioni hanno chiesto un altro miliardo per consentire la chiusura del contratto, mentre il Governo ha ricordato che i fondi per il contratto erano già compresi nei trasferimenti alle Regioni assegnati dalla Finanziaria dello scorso anno. Dove sono dunque finiti gli accantonamenti? Questo è il motivo per il quale siamo stati costretti a ricorrere alla Corte dei Conti per far luce su qualcosa di poco chiaro. I medici hanno diritto a risposte certe e all’equità di trattamento, ma Governo e Regioni sembrano giocare a morra sulla pelle dei professionisti della sanità e dei pazienti».

«Gli accantonamenti nel bilancio per la copertura degli oneri derivanti dal rinnovo dei contratti collettivi nazionali per il personale del SSN nei rispettivi territori regionali, con specifiche indicazioni di monitoraggio trimestrale – si legge nella nota CIMO – sono stabiliti dall’art. 9 del dl 30.9.05 n.203, convertito in Legge 2.12.05 n.248, obbligo che viene ribadito per gli enti del SSN dall’art. 2, co.17, della Legge 23.12.09 n.191».

LEGGI ANCHE: RINNOVO DEL CONTRATTO E DIFESA DELLA SANITA’ PUBBLICA, I MEDICI SCENDONO IN PIAZZA. SIT IN A MONTECITORIO: «COSI’ IL SSN MUORE»

Articoli correlati
Sanità privata, la protesta di Cgil, Cisl e Uil: «Firma entro pochi giorni o sciopero generale»
Presidio di decine di lavoratori davanti alla Camera dei deputati: tra gli slogan «contratto subito» e «padroni predoni». Landini (Cgil): «Firmare il contratto vuol dire riconoscere il lavoro delle persone e mettere al centro la salute dei cittadini». Bombardieri (Uil): «Se non si rinnovano i contratti, lo scontro sarà inevitabile». Ai manifestanti la solidarietà del vicesegretario dem Andrea Orlando
«Rischioso aderire al Mes senza un progetto per il futuro della sanità». Intervista al presidente Cimo-Fesmed Guido Quici
«Questa è una vera opportunità per riformare il SSN. Servono ospedali flessibili, continuità con il territorio e centralità della professione. Ora la politica ci strumentalizza, poi finirà tutto nel dimenticatoio. Se sono sinceri, ci convochino per il nuovo contratto»
AIFA, presentato I° Rapporto sulle politiche di assistenza farmaceutica attuate dalle Regioni in Piano di Rientro
La pubblicazione, che inaugura una nuova collana frutto delle elaborazioni dell’Osservatorio nazionale sull’impiego dei medicinali dell’AIFA (OsMed), descrive le azioni programmate e attuate dalle Regioni in Piano di Rientro per individuare quali interventi si siano dimostrati maggiormente efficaci nel riqualificare la spesa farmaceutica e l’accesso al farmaco equo e sostenibile
Medici del privato in sciopero. De Rango (Cimop): «Non siamo camici bianchi di serie B»
La protesta dei medici dell'ospedalità privata contro il mancato rinnovo del contratto, che attendono da oltre 15 anni, e la solidarietà del Patto della Professione Medica
Rapporto Osservasalute: solo 0,2% in più per la sanità in 10 anni. Ricciardi: «Ssn decentrato ha mostrato debolezza»
Dal 2010 al 2018 33 mila posti letto in meno. Durante la pandemia differenze regionali nella cura e gestione dei pazienti. Veneto la più virtuosa. Il direttore dell'Osservatorio: «Antiscientifico e illogico affidare sanità alle regioni»
GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Non Categorizzato

La diffusione del coronavirus in tempo reale nel mondo e in Italia

Al 5 agosto, sono 18.543.662 i casi di coronavirus in tutto il mondo e 700.714 i decessi. Mappa elaborata dalla Johns Hopkins CSSE.   I CASI IN ITALIA Bollettino del 5 agosto: nell’ambito del ...
Contributi e Opinioni

«Contro il Covid non fate come noi. Non sta funzionando». La lettera di 25 scienziati e medici svedesi

Un gruppo di 25 scienziati e medici dalla Svezia scrive una lettera su Usa Today al resto del mondo: «La strategia "soft" non funziona, abbiamo perso troppe vite»
di 25 dottori e scienziati svedesi
Lavoro

SIMG, appello ai Ministri Azzolina e Speranza: «Utilizziamo i medici in pensione nelle scuole»

«Una eccezionale risorsa professionale totalmente inutilizzata, professionisti esperti e perfettamente formati con esperienza ultratrentennale, ben aggiornati e spesso in prima linea su Covid-19», s...