Lavoro 30 Ottobre 2018

Commissione Garanzia boccia lo sciopero del 9 novembre. Ettore (Fesmed): «Ci uniremo agli anestesisti il 23»

L’intersindacale medica non ha rispettato la regola dell’intervallo, ma continua la protesta contro il mancato rinnovo del contratto e il definanziamento della sanità pubblica

Immagine articolo

La Commissione di Garanzia non ha autorizzato lo sciopero del 9 novembre indetto dall’intersindacale medica. Come preannunciato a Sanità Informazione da Giuseppe Ettore, presidente Fesmed, medici e dirigenti sanitari incroceranno le braccia, per ora, solo il 23 novembre, data inizialmente scelta da Aaroi-Emac per la protesta dei soli anestesisti. La ragione della mancata autorizzazione, come si legge nella comunicazione indirizzata dalla Commissione a tutti i sindacati, è il mancato rispetto della regola dell’intervallo, secondo la quale «in caso di scioperi distinti nel tempo, sia della stessa che di altre organizzazioni sindacali, incidenti sullo stesso servizio finale e sullo stesso bacino di utenza, l’intervallo minimo tra l’effettuazione di un’azione di sciopero e la proclamazione della successiva è fissato in 48 ore».

LEGGI QUI LA COMUNICAZIONE

L’intenzione dei sindacati di scioperare, dunque, resta, e la protesta, che ieri ha visto migliaia di medici riuniti in assemblea nelle strutture ospedaliere, continua. La nuova bozza della manovra, che inizia a circolare in via ufficiosa, non soddisfa quindi la categoria: «È ancora prematuro dare un giudizio – commenta il presidente Fesmed – perché non è chiaro quali saranno gli obiettivi finali. La richiesta è il finanziamento del rinnovo del contratto dei medici e dei dirigenti sanitari: sappiamo che il ministero dell’Economia non aveva dato alcuna risposta alle richieste del ministro Grillo relative alle risorse necessarie. Auspichiamo che questa piccola manovra possa dire con chiarezza, e in tempi brevi, quali saranno le risorse per il contratto».

«In particolare – spiega – noi non abbiamo condiviso che l’imponibile non comprenda l’indennità di esclusività. Per farlo servirebbero 60 milioni, quindi parliamo di una cifra abbastanza dimensionata. E poi c’è la parte normativa, nei confronti della quale abbiamo visto un muro che non fa progredire la qualità, la soddisfazione e la sicurezza del lavoro dei medici. Sono argomenti che vanno affrontati seriamente, e speriamo che possano essere oggetto di ulteriori incontri con il ministro Grillo, che ci aveva dato grande disponibilità».

LEGGI ANCHE: PROTESTA MEDICI, BONFILI (UIL): «SANITÀ’ ALLO STREMO. SBLOCCARE ASSUNZIONI, IN OSPEDALE CAMICI BIANCHI PIÙ GIOVANI HANNO 55-56 ANNI»

Ma come è ormai chiaro, non è solo il mancato rinnovo del contratto ad aver portato i medici alla protesta: c’è anche la tutela della sanità pubblica, messa a repentaglio da una ormai cronica carenza di medici, causata dall’insufficiente numero di borse di specializzazione e destinata ad aggravarsi con l’approvazione di “Quota 100”. Senza calcolare l’esodo di professionisti che fuggono il pubblico per rifugiarsi nelle migliori condizioni di vita del privato: «In tanti ospedali mancano i medici – prosegue Ettore – mentre migliaia di giovani camici bianchi sono bloccati nell’imbuto formativo che strozza il loro percorso formativo. Nel frattempo, i pochi medici rimasti ancora a erogare servizi sono veramente stanchi e insoddisfatti, e molti stanno andando in pensione senza aver raggiunto il limite pensionistico. Sono dati che devono far riflettere, senza dimenticare che quella generazione che se ne va porta con sé una ricchezza di contenuti professionali ed una capacità che non abbiamo nemmeno avuto modo di trasferire ai più giovani».

«E chi ne paga le conseguenze, alla fine, sono i cittadini. Avranno anche il reddito di cittadinanza – conclude il presidente Fesmed -, ma poi dovranno pagarsi le cure. Ecco perché crediamo che la nostra sia una battaglia globale, sociale, non solo sanitaria. Noi non molleremo e presidieremo le scelte che verranno fatte in un settore, quello della salute, che continua a non interessare a partiti e Governo, e non si capisce perché».

LEGGI ANCHE: PROTESTA MEDICI, MAGLIOZZI (CISL): «PREOCCUPATI DA COMPLETA ASSENZA DI ISTITUZIONI. CITTADINI INCONSAPEVOLI DI RISCHI SSN»

Articoli correlati
Anaao contro il ‘riposo spezzatino’. Costantino: «Corte UE dica se deroga a direttiva è lecita. Per noi non lo è»
Il sindacato promette di dar battaglia per assicurare il riposo sufficientemente lungo e continuo previsto dalle direttive europee anche ai medici in pronta disponibilità. Il sindacalista: «Non prospettiamo il muro contro muro, ma credo che le Leggi vadano rispettate da tutti»
di Giovanni Cedrone e Giulia Cavalcanti
Pronta reperibilità, ecco perché il nuovo contratto dei medici potrebbe violare la direttiva europea sulle 11 ore di riposo
L’ipotesi di CCNL dei medici, all’articolo 27, sembra derogare dalla direttiva Ue 88 del 2003 che sancisce le 11 ore di riposo consecutive. Sindacati sul piede di guerra. I casi di Francia, Spagna, Irlanda, Germania e Grecia. Consulcesi avvia la battaglia legale per tutelare i medici e ottenere i risarcimenti
di Cesare Buquicchio e Giovanni Cedrone
Dalla carriera all’aumento economico, tutto quello che c’è da sapere sul contratto dei medici. E su cosa si dividono i sindacati
Un vademecum del sindacato Anaao-Assomed ha provato a riassumere i punti qualificanti del contratto della dirigenza medica. Ma su molti aspetti le interpretazioni dei sindacati firmatari e quelli contrari divergono. Ecco una mappa con le diverse posizioni
Pronta reperibilità, Anaao – Assomed non ci sta e ricorre alla Corte di Giustizia europea
In base alle normative attuali la chiamata in servizio durante la pronta disponibilità “sospende” il riposo e non lo “interrompe”. Interpretazione contestata dal sindacato guidato da Carlo Palermo che ora punta a un chiarimento definitivo
Affari Sociali, un anno di Commissione con Marialucia Lorefice: «Con la Lega stessa visione sulla sanità, ma attenzione ad autonomia differenziata»
«In sanità stiamo investendo a differenza di quanto si è fatto rispetto al passato. È finito il tempo dei tagli lineari e indiscriminati» sottolinea la Presidente di Commissione in un colloquio di bilancio in esclusiva con Sanità Informazione. Poi rivendica il provvedimento sulla sanità trasparente e rilancia la sua mozione per staccare il Fondo sanitario dall’andamento del Pil: «Assegnare fondi certi, la salute è un investimento, non un costo». E dice la sua sul contratto della dirigenza medica che l’ha vista impegnata in prima persona…
GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Salute

Il medico di famiglia che paga di tasca propria lo psicologo per i suoi pazienti: la storia di Antonio Antonaci

A Galatina i “precursori” del decreto Calabria. La psicologa: «La compresenza di queste due figure professionali all’interno dello studio di medicina generale limita l’assunzione di farmaci e...
di Isabella Faggiano
Lavoro

Riposo dopo la reperibilità, Spedicato (Fems): «In altri Paesi europei sempre garantito recupero di 24-48 ore»

La delegata della Federazione europea dei medici salariati illustra il funzionamento dell’istituto della reperibilità nel resto d’Europa: in Slovenia c’è una soglia limite oltre la quale diven...
di Giovanni Cedrone e Giulia Cavalcanti
Lavoro

Pronta reperibilità, ecco perché il nuovo contratto dei medici potrebbe violare la direttiva europea sulle 11 ore di riposo

L’ipotesi di CCNL dei medici, all’articolo 27, sembra derogare dalla direttiva Ue 88 del 2003 che sancisce le 11 ore di riposo consecutive. Sindacati sul piede di guerra. I casi di Francia, Spagna...
di Cesare Buquicchio e Giovanni Cedrone