Lavoro 6 Marzo 2018

«Entrò in ospedale con dei sassi e ci colpì…». La testimonianza del Direttore del PS di Santa Maria Nuova a Firenze

ESCLUSIVA | «Aggressioni al personale e danni alle attrezzature che alla fine hanno conseguenze anche sul servizio che diamo ai pazienti. Serve più sicurezza, telecamere interne e personale qualificato che ci protegga» così Mauro Pratesi, Direttore dell’emergenza urgenza dell’ospedale più antico di Firenze

Immagine articolo

Lavorare in solitudine senza potersi difendere in caso di necessità. Questa è la situazione in cui si trovano molti operatori sanitari che durante i turni nei reparti, nei Pronto soccorso, negli ambulatori – specialmente di notte – sempre più frequentemente incappano in violenze, molestie o reazioni incontrollate da parte di utenti mal disposti, cittadini esasperati per le lunghe attese dei loro familiari. Uno dei più gravi casi di molestie accaduto negli ultimi mesi, è stato lo stupro ai danni di una dottoressa che prestava servizio in guardia medica nel catanese, episodio che ha suscitato ulteriore rabbia e indignazione da parte del personale sanitario e non solo. Ma qui raccontiamo in esclusiva la testimonianza in prima persona di un medico aggredito, addirittura, in corsia da una violenta sassaiola.

LEGGI ANCHE: AGGRESSIONI, SCOTTI (FIMMG): «MEDICI SIANO PUBBLICI UFFICIALI E LA MAGISTRATURA INTERVENGA D’UFFICIO»

«Tutto questo è molto preoccupante» denuncia Mauro Pratesi, Direttore del Pronto soccorso dell’Ospedale Santa Maria Nuova di Firenze che ai microfoni di Sanità Informazione ha raccontato la sua esperienza sul campo. «In Pronto soccorso, sia di notte che di giorno, c’è la presenza di persone in grave difficoltà sociale e abitativa che frequentemente si rivolgono alla struttura. Molti di questi purtroppo fanno uso di alcolici o altre sostanze stupefacenti che rendono difficile oltremodo poter interloquire.  D’altronde il nostro compito è di cercare sempre al meglio di soddisfare i bisogni assistenziali di tutta la popolazione, di fatto dobbiamo anche salvaguardare il Pronto soccorso e noi stessi, questo non è sempre possibile».

«Il Pronto soccorso non può essere terreno di risposta sociale per i non fissa dimora – spiega il Dottor Pratesi – dunque a volte siamo costretti a prendere anche posizioni ferme per salvaguardarci e lavorare in sicurezza. Nella nostra realtà di Pronto soccorso esiste l’unità operativa aziendale della nostra Asl che si interessa proprio al clima di lavoro. Nell’ultimo anno abbiamo fatto degli incontri con psicologi e psichiatri, sicuramente soluzioni molto utili ma che non risolvono il problema. Serve più sicurezza, occorrono telecamere interne e cartelli che ne segnalino la presenza perché siano deterrenti per coloro che sono intenzionati ad aggredire».

LEGGI ANCHE: AGGRESSIONI AI MEDICI, LA TESTIMONIANZA: «QUELLA VOLTA CHE UNA COPPIA BLOCCÒ IL PS PER ORE…»

Le aggressioni infatti non sono solo reazioni incontrollate dovute alla rabbia del momento, racconta il dottore, a volte sono addirittura azioni premeditate come dei veri e propri atti criminosi. «Voglio raccontare una mia esperienza – prosegue –: tempo fa un uomo entrò al Pronto soccorso e cominciò a lanciare violentemente sassi contro il personale sanitario e contro le attrezzature mediche. Oltre a mettere in pericolo medici, infermieri e pazienti, danneggiò gravemente computer e strumenti medici procurando all’ospedale un notevole danno economico».

«Negli ospedali è previsto soltanto un presidio per la guardia giurata che tuttavia, di fatto, non può fare molto, non può ammanettare in caso di necessità e non può fare interventi d’ordine pubblico. Occorre personale qualificato – conclude – che possa intervenire in caso di urgenza. Ci sono state aggressioni armate avvenute in alcuni ospedali della Toscana. Pistole, coltelli, oggetti contundenti, in queste situazioni difendersi solo con le proprie mani diventa veramente difficile…».

LEGGI ANCHE: AGGRESSIONI AL PERSONALE SANITARIO, S.I.VE.M.P.: «AZIONI CONCRETE O PRONTI ALLO SCIOPERO»

 

SEGUICI ANCHE SU FACEBOOK <— CLICCA QUI

Articoli correlati
Aggressioni in sanità, donna il 60% delle vittime. Zocchi (OMCeO Milano): «Necessario cambiamento culturale per aumentare denunce»
Vademecum dell’Ordine dei Medici di Milano: conoscere le situazioni a rischio, rivolgersi al numero verde dedicato e massima collaborazione con le forze dell’Ordine
di Federica Bosco
La guerra a senso unico contro medici e infermieri
Gentile Direttore, auguri al nuovo prefetto di Napoli, dr. Marco Valentini che incontrando i giornalisti durante la conferenza stampa di insediamento ha dichiarato che è al vaglio l’implementazione delle misure di sicurezza sul fenomeno delle aggressioni ai medici e agli altri operatori della sanità. L’indimenticabile Renato Carosone cantava “Vuó’ ‘o cuppetto o vuó’ ‘o spumone? Chello ca costa ‘e cchiù“. […]
di Luciano Cifaldi, Segretario generale Cisl Medici Lazio
Santobono-Pausillipon, Zampa (Sottosegretario Salute): «Eccellenza del Sistema sanitario da aiutare e sostenere»
Il sottosegretario, nel visitare la struttura napoletana, ha voluto anche portare la propria solidarietà all’infermiere oggetto di aggressione fisica lo scorso settembre
SMI incontra Speranza, Pina Onotri: «Al centro misure contro la violenza sui medici, pari opportunità, giovani»
L’incontro al Ministero della Salute. Tra i temi anche quello dell’odontoiatria sociale con la previsione dell’immissione in servizio di medici in possesso della laurea specialistica. «I presìdi di continuità assistenziale non debbano essere chiusi ma potenziati e messi in sicurezza» sottolinea il segretario del Sindacato Medici Italiani  
“Spazio Etico”: Cisl Medici Lombardia e Istituto di Bioetica lanciano sportello di consulenza legale e psicologica per medici e operatori sanitari
L’iniziativa nata grazie al sostegno dell’ASST Melegnano e Martesana. «Il nemico da battere è essenzialmente lo stress lavorativo per prevenire la ormai nota sindrome di burnout» sottolinea Danilo Mazzacane, Segretario Cisl medici Lombardia
di Federica Bosco
GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Lavoro

Riscatto agevolato della laurea, l’esperto: «Ecco cosa cambia dopo circolare INPS»

Anche chi ha studiato prima del 1996 può richiederlo. Tomi (F.F.S. S.r.l. e collaboratore di Consulcesi & Partners): «Possibile riscattare fino a 5 anni di studi universitari versando la somma di 5....
Salute

Coronavirus e Sars, la storia che si ripete. Ecco cosa è successo nel 2003

Anche la Sindrome Acuta Respiratoria Grave si diffuse dalla Cina al resto del mondo con le stesse modalità. La patologia causò 800 morti
Lavoro

Spese sanitarie in contanti e sgravi fiscali, cosa cambia per i professionisti della sanità

I pareri del fiscalista esperto in materia sanitaria Francesco Paolo Cirillo e del Tesoriere Sumai Napoli Luigi Sodano