Formazione 27 Novembre 2018

Sciopero medici, la voce degli studenti: «Senza programmazione e finanziamenti il nostro futuro è drammatico»

Blocco del turnover, imbuto formativo e precarietà sono solo alcune delle ragioni che hanno spinto tanti studenti di medicina e specializzandi a supportare lo sciopero di venerdì scorso indetto dalla dirigenza medica e sanitaria: «Per noi studenti diventa sempre più complesso capire se avremo un futuro nell’ambito della sanità»

I motivi che hanno indotto tanti studenti di medicina, specializzandi e giovani medici a supportare lo sciopero della dirigenza medica e sanitaria di venerdì scorso sono numerosi. C’è il blocco del turnover che rende complicato ottenere un posto di lavoro; la precarietà che ha investito anche il settore sanitario; il mancato rispetto, in troppi casi, dell’equo compenso ed il riconoscimento di una pizza e una birra per una giornata di lavoro con immense responsabilità. All’inizio di tutto, poi, c’è l’ostacolo del numero chiuso, che chiude le porte a tanti aspiranti medici già subito dopo il diploma. Ma il problema principale che causa incertezza nei giovani medici e che rischia di far implodere il Sistema sanitario è l’imbuto formativo.

LEGGI ANCHE: GIOVANI MEDICI, TARSITANO (OMCeO ROMA): «LAVORO, EQUO COMPENSO E BORSE DI SPECIALIZZAZIONE TRA LE PRIORITÀ»

Chi ha coniato questa espressione, è riuscito a rappresentare con un’immagine efficace la differenza tra il numero di persone che ogni anno si laureano in medicina ed il numero di borse per le scuole di specializzazione e il corso di formazione in medicina generale. Per esercitare la professione, in Italia, è obbligatoria la formazione post-laurea scegliendo uno dei due percorsi. Peccato che, appunto, non ci siano posti per tutti. Non si entra nel gambo dell’imbuto. Senza poter completare la formazione né lavorare, migliaia di medici vivono in un vero e proprio limbo.

Per la precisione, ogni anno si laureano in Medicina circa 10mila ragazzi. I posti a disposizione per le specializzazioni sono circa 7mila e poco più di 1000 per la medicina generale. Numeri che sono già aumentati rispetto agli scorsi anni grazie all’intervento di Regioni e Governo, che ha proposto di aggiungere per il prossimo anno altri 900 posti per le specializzazioni. Iniziative che sono state accolte con favore all’unanimità, ma ritenute insufficienti da sindacati, studenti e specializzandi: se infatti da un lato è richiesto  a gran voce un intervento più massiccio per riuscire ad assorbire il numero di giovani medici bloccati nell’imbuto che, nel tempo, si sono aggiunti ai colleghi degli anni precedenti, rendendo sempre più difficile il passaggio ai corsi post-laurea, l’emergenza della carenza di specialisti ed il boom di pensionamenti che nei prossimi cinque anni svuoterà gli ospedali rendono ancora più necessaria una risoluzione del problema.

Insomma, il percorso di un giovane che intende indossare il camice bianco è ricco di ostacoli. Ad illustrali alla conferenza stampa organizzata dall’intersindacale in occasione dello sciopero c’erano Riccardo Sala e Michela Trinchese, studenti di Medicina di Link Area Medica. «Siamo qui – ha spiegato Riccardo – per chiedere maggiori finanziamenti al sistema di formazione medica e alle borse di specializzazione. Il gap tra laureati e posti nelle scuole è man mano sempre maggiore e per noi studenti diventa complesso capire se avremo effettivamente un futuro nell’ambito della sanità».

«È necessaria una programmazione generale del sistema di formazione per l’accesso alla professione – aggiunge Michela – e solo dopo, secondo noi, si potrà passare all’abolizione del numero chiuso. L’aumento del numero di posti è un passo avanti, ma non si può prima passare da una programmazione e un rifinanziamento sia dell’università che del Sistema sanitario nazionale».

LEGGI ANCHE: NUMERO CHIUSO, ZAULI (UNIV. FERRARA) ROMPE FRONTE DEI RETTORI: «NON SIA QUIZ A SELEZIONARE MEDICI DEL FUTURO»

 

Articoli correlati
Covid-19, on line la prima collana formativa. Zucchiatti (Sanità in-Formazione): «Nozioni fondamentali per prevenire il contagio»
Consulcesi, attraverso il provider, ha realizzato una raccolta di materiale formativo indirizzato a tutti i professionisti sanitari: «I corsi ECM FAD della collana Covid-19 sono costruiti sulla base delle evidenze scientifiche attualmente disponibili e delle fonti ufficiali di informazione e aggiornamento»
Nella bozza del decreto “Rilancio” 3,250 miliardi alla Sanità, 3.800 nuovi contratti di specializzazione e un premio di 1000 euro
Nella versione non ancora definitiva del nuovo decreto, stato di emergenza prorogato fino a gennaio 2021 e abolizione dell'Iva su tutti i prodotti necessari alla lotta al virus, dalle mascherine ai camici, fino a dicembre 2020
di Gloria Frezza
Inquinamento domestico 5 volte maggiore di quello esterno: 10 indicazioni utili per una quarantena più sana
Areare gli ambienti 2-3 volte al giorno, non fumare al chiuso ed evitare accumuli di polvere i consigli degli esperti. Online Il corso FAD “Habitat. Medicina ambientale e patologie correlate”, promosso da Consulcesi Club
«Come mamma e come medico dico no al test di ammissione a Medicina. Ecco perché». La lettera al ministro Speranza
«Ministro, prepariamo la nostra Italia, prepariamo i nostri ragazzi. Le squadre si organizzano per tempo e forse, se così fosse stato fatto, non avremmo avuto le difficoltà che abbiamo oggi in questa emergenza, che a mio parere e per mille motivi non sarà unica e isolata»
Covid-19, è siciliano il primo progetto di biocontenimento: online corsi su vestizione e svestizione
Nato in collaborazione con il ministero della Salute e dalla sinergia fra assessorato della Salute della Regione siciliana, Ordine dei medici di Palermo, Asp di Trapani e Asp di Ragusa, “Health Biosafety Training” è rivolto a tutti i soggetti coinvolti nella gestione di un’emergenza sanitaria
GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Non Categorizzato

La diffusione del coronavirus in tempo reale nel mondo e in Italia

Al 22 maggio, sono 5.410.439 i casi di coronavirus in tutto il mondo e 345.105 i decessi. Mappa elaborata dalla Johns Hopkins CSSE.   I CASI IN ITALIA   Bollettino delle ore 18:00 del 24 ma...
Lavoro

Covid-19 e Fase 2, come prevenire il contagio: ecco il vademecum per gli operatori sanitari

Le misure di protezione per gli operatori e i pazienti, l’organizzazione degli spazi di lavoro, la guida al corretto utilizzo dei Dpi, il triage telefonico, la sanificazione e la disinfezione degli ...
Salute

«A Piacenza onda d’urto impressionante, per questo abbiamo il più alto numero di morti». Parla il pioniere della lotta al virus Luigi Cavanna

L’oncologo noto per i suoi interventi ‘casa per casa’ per sconfiggere l’epidemia: «Azione precoce arma vincente, nessun paziente curato a domicilio è morto». E ricorda i primi giorni dell'e...