Lavoro 21 novembre 2018

Sciopero medici, c’è il supporto di Federspecializzandi. Guicciardi: «Ecco come possono aderire i medici in formazione»

Il presidente dell’Associazione nazionale dei medici in formazione specialistica a Sanità Informazione: «Gli specializzandi non godono del diritto di sciopero, ma possono richiedere un permesso per assenza giustificata o, al limite, ricorrere all’assenza ingiustificata. Fondamentale che strutturati in sciopero non facciano ricadere tutte le attività su specializzandi»

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Anche gli specializzandi supportano lo sciopero di medici, veterinari e dirigenti sanitari previsto per venerdì. Poiché il loro contratto non prevede il diritto di sciopero, tuttavia, sono due le strade che i medici in formazione possono intraprendere per aderire alla protesta: richiedere un permesso per assenza giustificata al direttore della scuola oppure, qualora il permesso venisse negato e lo specializzando volesse comunque partecipare, si può ricorrere all’assenza ingiustificata, da recuperare al termine dell’anno di corso e comunque prima del passaggio all’anno successivo o dell’ammissione all’esame finale, secondo le modalità stabilite dal Consiglio della Scuola.

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È Stefano Guicciardi, presidente nazionale di Federspecializzandi, a spiegare a Sanità Informazione le possibili modalità di adesione, suggerendo di ricorrere alla seconda opzione «solo dopo aver tentato il primo step, perché ovviamente significa che viene abbandonato il servizio».

Guicciardi, inoltre, sottolinea con forza che «sarebbe scorretto e illegale che lo sciopero di uno strutturato facesse ricadere sullo specializzando tutto il peso della gestione della struttura. Da contratto – spiega – lo specializzando non può in alcun modo sostituire il personale di ruolo». Chiede quindi che la continuità di cura venga garantita e che la partecipazione allo sciopero venga organizzata coordinando strutturati e specializzandi.

Federspecializzandi invita allora tutti i medici in formazione a cui venerdì venisse richiesto di colmare eventuali disagi che possano nascere dall’assenza del personale strutturato, di «far presente tale circostanza all’interno delle strutture operative di afferenza, rifiutandovi di svolgere queste attività. Questo sarà anche un modo per contribuire fattivamente allo sciopero, rendendo effettiva la sua riuscita nei servizi in cui i colleghi strutturati sciopereranno».

Ed è proprio «l’utilizzo degli specializzandi come tappabuchi» per far fronte al problema della carenza di specialisti, uno dei motivi che hanno portato Federspecializzandi a supportare lo sciopero: «Se ci sono zone senza specialisti – ci spiega Guicciardi – non è giusto far ricadere sullo specializzando anni di programmazione scriteriata. Mettere in reparto un medico non ancora formato può avere conseguenze sul paziente e sullo specializzando stesso che, dovendo lavorare per coprire queste carenze, non riuscirà più ad imparare».

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Inoltre, Federspecializzandi si unisce alle richieste dei sindacati della dirigenza relative allo sblocco del turnover e all’aumento dei contratti di formazione specialistica: «L’aumento di 800 borse previsto è un incredibile passo avanti – prosegue Guicciardi – ma ancora insufficiente per far fronte alle esigenze espresse dalle Regioni».

Sottolinea inoltre la necessità di un percorso di formazione unico, scontrandosi contro «la creazione di canali formativi paralleli», per «assicurare le medesime competenze su tutto il territorio italiano, in una piena integrazione tra policlinici universitari, ospedali, territorio e servizi sanitari». Fondamentale per Guicciardi, infine, assicurare dei percorsi formativi di qualità: «È forse un punto meno caro ad un decisore politico, ma è importantissimo fare in modo che le scuole che non formano adeguatamente siano penalizzate e non possano più erogare una formazione scadente».

«Ci auguriamo – conclude Guicciardi – che questo sciopero porti il Governo a capire quali siano le priorità e ad investire sul personale e sulla formazione».

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