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CONTINUITÀ ASSISTENZIALE OSPEDALE-TERRITORIO CON LA TELEMEDICINA

  • 19 December 2020
  • 19 December 2020

Di continuità assistenziale tra ospedale e territorio si è molto parlato negli ultimi anni ma di fatto tale argomento non è stato ancora affrontato in maniera risolutiva. Nel 2020 la pandemia da Covid-19 ha riportato all’attenzione le criticità del Sistema Sanitario Nazionale, evidenziandone i limiti proprio per quanto riguarda i rispettivi ruoli dell’Ospedale e del Territorio.

Appare dunque necessario e improcrastinabile ripensare a una nuova organizzazione che riequilibri tale rapporto. Le nuove tecnologie offrono un possibile strumento verso la Sanità Digitale di cui la telemedicina rappresenta un caposaldo per migliorare i percorsi clinici tra ospedale è territorio.

È quanto si vuole dimostrare con la VII edizione del convegno Continuità assistenziale ospedale-territorio con la telemedicina, in programma il prossimo 19 dicembre 2020 a Roma, sotto la guida scientifica di Fabrizio Ammirati Direttore del Dipartimento di Medicina G.B. Grassi e di Alberto Chiriatti e Fabio Valente, medici di famiglia Asl Roma 3.

«L’ospedale rimane al centro delle cure e il territorio risulta carente nelle risorse e nelle risposte alle esigenze cliniche – sottolinea Fabrizio Ammirati – . Il sistema sanitario nazionale richiede una riorganizzazione dei percorsi sia per l’avanzare delle tecnologie sia per le criticità emerse durante la pandemia da Covid-19. Applicando sistemi di telemedicina e più in generale di sanità digitale si può ottenere un miglioramento dei percorsi di cura controllando i pazienti a distanza, riducendo gli accessi in pronto soccorso, agli ambulatori (incrementando le tele-visite) e i ricoveri (prevenendo le riacutizzazioni)».

Secondo le stime dell’ultimo Rapporto Osservasalute (2019), tra meno di dieci anni il numero di malati cronici italiani salirà a oltre 25 milioni, di cui oltre 14 milioni con patologie croniche con patologie multiple. Le persone ultra 65enni con gravi limitazioni motorie passeranno dai 3 milioni di oggi a oltre 3,5 milioni nel 2028.

«Con l’Ospedale G.B. Grassi di Ostia – spiega Ammirati – abbiamo aderito come Asl Roma 3 al Programma di Miglioramento e Riqualificazione promosso dal Ministero della Salute e della Regione Lazio volto all’implementazione di Centrali di teleassistenza domiciliare per il controllo di parametri clinici, tele-visita, teleconsulto, e monitoraggio clinico mediante la telemedicina».

«L’esperienza partita in epoca pre-Covid, ci ha trovato preparati durante l’emergenza Covid-19 – continua Ammirati – . Infatti, il sistema di monitoraggio remoto è risultato essere uno strumento utilissimo nell’assicurare una continuità assistenziale al paziente impossibilitato ad accedere in ospedale per le visite ambulatoriali permettendo di rilevare urgenze cliniche che, per la maggior parte sono state risolte con colloquio e/o tele-visita».

 

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