Salute 30 gennaio 2017

La terapia della felicità: ‘Ri-scatti’ dei giovani dell’Istituto Tumori. Andrea Ferrari: «Spezzare le catene» | FOTO

ANTEPRIMA | Dal 3 al 12 febbraio al Padiglione d’Arte Contemporanea di Milano la mostra fotografica ad opera dei pazienti del Progetto Giovani dell’Istituto Tumori di Milano. Parla il dottor Andrea Ferrari: «Intendere la malattia come parte di un percorso di vita». L’artista Paola Gaggiotti: «Foto fatte da chi sta combattendo una battaglia» | GUARDA LA FOTOGALLERY

Ottanta fotografie che vanno alla ‘Ricerca della felicità’. Questo il titolo della mostra fotografica ad opera dei giovani pazienti del Progetto Giovani dell’Istituto Tumori di Milano. Grazie a Ri-scatti Onlus, l’associazione di volontariato milanese che realizza progetti di riscatto sociale attraverso la fotografia, i ragazzi della pediatria dell’istituto milanese, si sono messi in gioco per ‘raccontare’ attraverso l’obiettivo, la vita che esiste anche nella malattia.

«I nostri ragazzi vogliono combattere non solo in termini fisici ma anche emotivi, vogliono spezzare i limiti e le catene della malattia» ecco il messaggio racchiuso nelle fotografie in mostra al PAC (Padiglione d’Arte Contemporanea di Milano) dal 3 al 12 febbraio, a spiegarlo Andrea Ferrari, responsabile del Progetto Giovani.

«Ci aspettiamo che la gente che verrà a visitare la mostra, venga per capire cosa si nasconde dietro le fotografia – prosegue Ferrari – qual è il messaggio che gli autori vogliono trasmettere. A noi non interessa il pietismo ma la condivisione e la compartecipazione di un modo di intendere le cose, intendere la malattia come parte di un percorso di vita, una crescita di questi ragazzi che prima di tutto sono giovani e devono continuare a vivere anche attraverso questi percorsi».

«Alcuni ragazzi hanno cercato la loro felicità con foto di viaggi e di vacanze – prosegue Ferrari – altri hanno preferito immagini legate anche alla normalità e alla quotidianità della vita come un pranzo domenicale o la foto dei nonni. Altri invece hanno sviluppato un percorso un pò più complesso, ci sono alcune foto con immagini forti, per esempio una ragazza che ha scelto di fotografarsi mentre toglie la parrucca davanti allo specchio. In questo caso, il messaggio di ricerca della felicità è in realtà un messaggio legato alla perdita della felicità stessa, connessa alla terapia o al fatto che comunque, in ogni caso, si riesce a trovare il modo per sentirsi belli, veri, anche senza capelli».

«Il progetto Giovani utilizza varie forme d’arte per aiutare i ragazzi ad esprimere cose che difficilmente direbbero attraverso la parola». Interviene l’artista Paola Gaggiotti che ha voluto impreziosire la mostra con disegni fatti in lapis per sottolineare alcune immagini particolarmente incisive. «Le immagini poi sono un potente veicolo espressivo e simbolico. Tutti i ragazzi hanno iniziato affrontando soggetti che parlavano delle loro passioni, delle loro vacanze, dei loro affetti ma via via alcuni di loro sono scesi più nel profondo parlando di loro stessi, della loro rabbia, della loro malattia portando immagini esplicite che ci hanno fatto capire che la ricerca della felicità per molti di loro non potesse prescindere dalla consapevolezza».

Ma qual è stato il loro percorso? «I ragazzi hanno incontrato tre fotografe professioniste – prosegue la Gaggiotti – Alice Patriccioli, Veronica Garavaglia, Donata Zanotti che hanno insegnato loro le principali tecniche fotografiche ma anche a costruire un progetto fotografico che possa durare nel tempo. All’inizio i ragazzi hanno portato soggetti che potevano essere quelli di un qualsiasi adolescente, poi man mano che hanno acquisito consapevolezza del mezzo, hanno iniziato ad avere maggiore sicurezza espressiva ed è stato allora che hanno iniziato a raccontare storie diverse. Queste storie sono quelle di chi ha combattuto o sta combattendo una battaglia, ma non per questo ha smesso di cercare la strada per essere felice».

Tra le fotografie più forti e incisive quelle di Lorenzo che «a causa della malattia ha un deficit visivo che lo ha portato a cercare un diverso punto di vista – racconta l’artista -. Le sue foto hanno prospettive inusuali e che ci obbligano a vedere la realtà in modo diverso. Spesso questa realtà appare più interessante e indubbiamente poetica».

Poi ci sono le foto di Martina e Sefora che «hanno indagato gli aspetti della malattia e dei loro effetti sul corpo, prevalentemente la perdita dei capelli. In un caso la rabbia, nell’altro la malinconia, emozioni che catturano lo sguardo ma in entrambi i casi rimane forte un aspetto seduttivo, il raccontare comunque la bellezza».

Ecco la gallery di alcune foto in anteprima:

  • Viola
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