Salute 8 maggio 2018

Tumore epatico, studio italiano rivela: il microbiota predice chi si può ammalare

Risultati aprono le porte alla possibilità di cure mirate e all’identificazione precoce dei pazienti con cirrosi epatica da fegato grasso a maggior rischio di sviluppare epatocarcinoma. La ricerca è stata condotta dal Policlinico Universitario Agostino Gemelli e Università Cattolica in collaborazione con l’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano

Un’arma in più per prevenire il cancro al fegato arriva dal microbiota intestinale, per lo meno nei soggetti affetti da fegato grasso e quindi già a rischio. La scoperta è contenuta in uno studio di Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli-IRCCS e Università Cattolica in collaborazione con Fondazione IRCCS-Istituto Nazionale dei Tumori di Milano, pubblicato sulla rivista “Hepatology”.

Lo studio del profilo del microbiota intestinale è cruciale per capire chi si ammalerà di tumore epatico. I risultati dello studio aprono le porte alla possibilità di cure mirate e all’identificazione precoce dei pazienti con cirrosi epatica da fegato grasso a maggior rischio di sviluppare epatocarcinoma.

LEGGI ANCHE: PEDIATRIA: LA SINDROME DI “PANS/PANDAS” E’ ASSOCIATA ALL’ALTERAZIONE DEL MICROBIOTA INTESTINALE

I fattori di rischio per il peggioramento della salute del fegato, in assenza di danno da alcol o da virus o da autoimmunità, sono l’iperalimentazione, l’eccesso di fruttosio industriale, la vita sedentaria, il diabete, il sovrappeso, l’obesità e alcuni fattori genetici. Ciò comporta lo sviluppo di steatosi epatica e la steatoepatite (fegato grasso), con accumulo patologico di lipidi a livello epatico e con successiva infiammazione e danno del tessuto sano.

«L’asse fegato-intestino gioca un ruolo chiave nella patogenesi della steatosi epatica non alcolica (NAFLD) che – spiega il professor Gasbarrini è la terza causa al mondo di carcinoma epatocellulare (HCC). Tuttavia, il legame tra microbiota intestinale ed epatocarcinogenesi resta in gran parte da comprendere. L’obiettivo dello studio è stato esplorare le caratteristiche del microbiota associate alla presenza di HCC nei pazienti con fegato grasso andati incontro a cirrosi epatica».

La ricerca è della dottoressa Francesca Ponziani del gruppo condotto dal professor Antonio Gasbarrini, direttore dell’Area Gastroenterologia e Oncologia Medica della Fondazione Policlinico Gemelli e Ordinario di Gastroenterologia dell’Università Cattolica in collaborazione con il professor Vincenzo Mazzaferro dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano.

L’alta prevalenza del fegato grasso nella popolazione generale (20-30% delle persone ha fegato grasso) e la stretta associazione con il diabete e con l’obesità (il 70% degli obesi, oltre l’80% dei diabetici hanno il fegato grasso) fanno sì che la steatosi epatica rappresenti attualmente la prima causa di malattia cronica del fegato. Inoltre, la possibile evoluzione verso la cirrosi e il tumore del fegato impongono una stretta osservazione del paziente con fegato grasso. È di fondamentale importanza individuare caratteristiche del paziente che aiutino a capire se ha una malattia potenzialmente progressiva, quindi dei marcatori di rischio che consentano di fare previsioni senza ricorrere a esami invasivi come la biopsia.

Nello studio della dottoressa Ponziani è emerso che i pazienti con tumore epatico presentano livelli eccessivi di calprotectina fecale, che è una proteina rilasciata da cellule del sistema immunitario nelle condizioni di infiammazione. Anche i livelli plasmatici di mediatori dell’infiammazione erano maggiori nei pazienti con tumore, che presentavano inoltre un elevato quantitativo di cellule “immunosoppressorie” e “attivate” nel sangue. Inoltre il microbiota dei pazienti con cirrosi era caratterizzato da una maggiore abbondanza di Enterobacteriaceae e Streptococco e una carenza di Akkermansia, quest’ultima parte del pool di batteri benefici per l’organismo.

SEGUICI ANCHE SU FACEBOOK <— CLICCA QUI

Articoli correlati
Alzheimer, Giulio Scarpati: «Con mia madre comunicavo a gesti. Ho scritto per dare parole ad una malattia che le toglie»
L’attore tra i testimonial della serata ‘M4M-Music for Memory’ all’Università Cattolica. Alle istituzioni dice: «È una malattia costosa a livello economico e in termini psicologici perché i parenti non riescono mai a capire come prendere le persone. Se avessi avuto un aiuto avrei commesso meno errori»
di Giovanni Cedrone e Serena Santi
Giornata per la ricerca 2018, medicina personalizzata e biotecnologie innovative
Cure su misura per il singolo paziente, terapie mirate e più efficaci con minori effetti collaterali. Questi i risultati della ricerca scientifica più avanzata celebrati in occasione della ‘Giornata per la ricerca’. Il Direttore Scientifico della Fondazione Gemelli Scambia: «Ogni malattia è inserita in un contesto particolare, che è la persona stessa, quindi differisce da un caso all’altro»
di Lucia Oggianu
Le alterazioni del microbiota in pazienti con cirrosi epatica: ecco lo studio Sapienza-Istituto Pasteur Italia
Il microbiota è una collezione di microrganismi residenti nei vari distretti del nostro corpo. Abbiamo, per esempio, il microbiota della pelle, il microbiota vaginale, quello degli occhi e delle vie respiratorie. Il microbiota intestinale, nello specifico, è un ecosistema composto da funghi, virus e batteri che si sono adattati a vivere sulla superficie dell’intestino, sviluppandosi […]
Al Policlinico Gemelli nasce il primo giardino pensile terapeutico d’Italia e la chemio esce dall’ospedale
Dedicato alle pazienti del Dipartimento della Salute della Donna e del Bambino, offre un nuovo modo di curare con e nella natura. All’area dedicata alla chemioterapia, si affiancano percorsi sensoriali e aree di meditazione. Inaugurato inoltre un Centro di Farmacologia Clinica di Genere dedicato alle sperimentazioni cliniche oltre che alla cura delle malattie oncologiche delle donne | GUARDA LE IMMAGINI
Ebola è tornata. Roberto Cauda (Gemelli): «In realtà il virus non se n’è mai andato, c’è sempre stato»
«L'infezione rimane latente in alcuni animali definiti 'serbatoi' e quando l'uomo entra in contatto con qualche specie infetta ecco che torna il focolaio». L'intervista al Direttore dell'Area Malattie Infettive del Policlinico Gemelli di Roma
GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Formazione

ECM e validazione delle competenze mediche: più spazio alla professione. Lavalle (Agenas): «Ecco come funzionerà»

«Dare un valore all’apprendimento non certificato è utile stimolo per professionista» così Franco Lavalle, vicepresidente OMCeO Bari e membro dell’Osservatorio Nazionale del’ Age.na.s
Professioni Sanitarie

Professioni sanitarie, Beux (TSRM e PSTRP): «Ordine favorirà qualità. Ora servono decreti attuativi»

Inizia a prendere vita il nuovo ordine istituito nella scorsa legislatura. 33mila i professionisti già censiti ma se ne stimano 230-240mila
Lavoro

Allarme chirurghi, Marini (Acoi): «Specialità scelta solo da 90 giovani. Siamo tra i migliori al mondo, appello alle istituzioni»

Il messaggio lanciato da Sic e Acoi riunite in congresso: «Sostenete la chirurgia italiana che, nonostante tutto, c’è ed è forte. Contenzioso medico-legale e stipendi tra i peggiori in Europa dis...