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Gravidanza e Maternità 6 Maggio 2021

Ittero del neonato, fisiologico o patologico? Ecco quando preoccuparsi

Riguarda il 60% dei bambini nati a termine di gravidanza e l’80% di quelli pretermine. Di cosa si tratta esattamente?

L’ittero del neonato è facile che insorga nei primi giorni di vita del bambino. Come spiegano gli esperti del Bambino Gesù, questo termine si riferisce alla colorazione giallastra della pelle, delle sclere e delle mucose del neonato. La causa è l’aumento della bilirubina nel sangue, sostanza che deriva dal metabolismo dell’emoglobina contenuta nei globuli rossi. L’ittero si rende evidente quando la quantità di bilirubina supera i 3 mg per decilitro.

Cos’è l’ittero del neonato?

Nella stragrande maggioranza dei casi, stiamo parlando di una manifestazione fisiologica destinata a scomparire nel giro di pochi giorni. La colorazione giallastra molto conosciuta si manifesta prima al volto e alle sclere (la parte bianca dell’occhio), per poi estendersi al tronco e agli arti superiori e inferiori. L’ittero può essere fisiologico oppure essere la spia di una patologia.

L’ittero fisiologico

Il sintomo riguarda circa il 60% dei bambini nati a termine di gravidanza e l’80% di quelli pretermine. Per vari motivi, il neonato produce nei primi giorni di vita molta più bilirubina di un adulto o di un bambino più grande.

L’ittero fisiologico è provocato da due fattori: l’aumentato carico di bilirubina nel fegato e un ritardo del fegato nell’eliminare la bilirubina per l’’immaturità delle vie metaboliche deputate al suo smaltimento. Si tratta di ittero fisiologico se:

  • Si manifesta dopo le prime 24 ore di vita (in genere al 2°-3° giorno);
  • Tutta la bilirubina è di tipo indiretto (la bilirubina si suddivide in diretta ed indiretta);
  • I valori di bilirubina non aumentano di molto ogni giorno;
  • I valori non devono superare alcuni livelli di guardia che sono stabiliti da apposite tabelle (circa 12 mg nei nati a termine e 15 mg per decilitro nei neonati pretermine);
  • Non deve durare più di 10 giorni nel bambino a termine e 15 giorni nel pretermine.

L’ittero del neonato è più frequente in caso di parto indotto dall’ossitocina oppure se la mamma ha avuto diabete durante la gravidanza.

L’ittero da latte materno

Questa forma è legata al latte materno. La bilirubina aumenta a partire dai 4-5 giorni di vita in neonati allattati al seno, in buona salute e crescita. Può durare fino alle 12 settimane di età. Il motivo non è ancora del tutto chiaro, ma sembra sia provocato da una sostanza presente nel latte materno che aumenta il riassorbimento di bilirubina dall’intestino. Non occorre fare nulla se non aspettare che il problema si risolva e la colorazione della pelle diventi normale. In caso di ittero da latte materno fisiologico, non va assolutamente interrotto l’allattamento al seno.

La spia di una patologia. L’incompatibilità da fattore Rh

Se l’ittero è patologico può essere aumentata la bilirubina indiretta o quella diretta. Una crescita a carico della forma indiretta può avere cause diverse. La forma più importante è quella dovuta alla incompatibilità da fattore Rh (mamma Rh negativa e figlio Rh positivo) o da gruppo sanguigno AB0 (cioè mamma con gruppo sanguigno zero e bambino con gruppo A o B).

Cosa succede in questi casi? La mamma produce anticorpi che si legano ai globuli rossi del bambino provocandone la distruzione (chiamata emolisi) e facendo così aumentare la bilirubina prodotta. È poco frequente oggi, perché, dopo la prima gravidanza, si somministrano alla mamma anticorpi specifici che evitano di far sviluppare l’incompatibilità nelle gravidanze successive.

Altre cause meno frequenti sono rappresentate dal riassorbimento di emorragie (in caso di cefaloematoma), anomalie congenite del globulo rosso, infezioni, deficit di alcuni enzimi (deficit di G6PD), rare malattie genetiche, oppure dalla policitemia. Un’altra causa è l’ipotiroidismo congenito; si può diagnosticare con il test di screening a pochi giorni dalla nascita con un prelievo di sangue dal tallone del bimbo.

Come e perché curare l’ittero patologico

Bisogna trattarlo per evitare che i valori superino la soglia di circa 20 – 25 mg per decilitro. In caso contrario, la bilirubina potrebbe depositarsi in alcune zone del cervello provocando effetti neurologici a distanza.

Il primo trattamento è rappresentato dalla fototerapia, l’emissione di un particolare fascio luminoso che aiuta la degradazione della bilirubina che quindi viene eliminata più facilmente. Se la terapia non è efficace, si può valutare di ricorrere alla cosiddetta exsanguinotrasfusione. Ha il compito di rimuovere la bilirubina e gran parte dei globuli rossi ricoperti da anticorpi della madre, sostituendoli con quelli normali provenienti da sangue di donatori di gruppo 0 Rh-negativo.

 

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