Salute 20 Ottobre 2020

Vaccino antinfluenzale, in Lombardia prime dosi per pazienti fragili ma le farmacie sono a secco

Mandelli (Fofi): «Problema denunciato al Ministero, a noi solo le briciole in un momento in cui è fondamentale vaccinarsi»

di Federica Bosco
Vaccino antinfluenzale, in Lombardia prime dosi per pazienti fragili ma le farmacie sono a secco

In Lombardia sono in arrivo le prime dosi di vaccino antinfluenzale. A comunicarlo il segretario della Federazione italiana medici di medicina generale Lombardia Paola Pedrini. Destinatari: gli over 65 e le persone fragili, come già ribadito nei giorni scorsi dal direttore generale della sanità lombarda Marco Trivelli.

«Ieri abbiamo potuto ordinare le prime trenta dosi tramite le farmacie, quindi siamo in attesa che arrivino per partire con la somministrazione – spiega Pedrini -. La settimana prossima ordineremo le successive venti dosi e dall’inizio di novembre altre cinquanta. Dopo la metà di novembre avremo nuove disponibilità, non ancora quantificate. Un pochino a rilento ma dovremmo essere pronti ad iniziare nei prossimi giorni».

VACCINO ANTINFLUENZALE ANCHE PER LA FASCIA 60-65

«La vera novità della stagione segnata dal Covid è rappresentata da un range maggiore che comprende anche i cittadini dai sessanta ai sessantacinque anni – prosegue il segretario Fimmg – e questo permetterà di dare una copertura capillare alla popolazione più a rischio».

Un obiettivo condiviso da Regione Lombardia che punta a vaccinare tutta la popolazione fragile, come ribadito dal direttore generale del Welfare Marco Trivelli: «Abbiamo circa 800 mila vaccini in più dello scorso anno e quindi siamo in grado di coprire tutta questa fetta di popolazione. Le difficoltà sono in merito all’approvvigionamento delle farmacie, per poter vaccinare quelle persone per cui non è prevista la somministrazione gratuita. In questo senso cercheremo di aiutare le farmacie, anche se il nostro primo obiettivo è mettere in sicurezza le fasce più deboli della popolazione».

FARMACIE SENZA DOSI

Resta dunque aperta la questione delle farmacie che ancora sono sprovviste. Una criticità denunciata dal Presidente della Federazione degli Ordini dei farmacisti italiani, Andrea Mandelli, già a fine luglio al Ministero della Salute e ribadita oggi. «A fronte di 18 milioni di dosi destinate alle Regioni – ha commentato telefonicamente – le case farmaceutiche non hanno più quantitativi per le farmacie. Una carenza in parte attutita dalla decisione presa durante la conferenza Stato-Regioni di dirottare l’1,5% delle dosi ordinate dalle Regioni alle farmacie del territorio, ma troppo poco per fronteggiare una stagione come questa». Se il Lazio ne ha previste 100 mila e l’Emilia-Romagna 30 mila, è ancora incerto il numero che Regione Lombardia potrà concedere alle farmacie solo dopo la metà di novembre. Un ritardo pericoloso in un momento in cui influenza e Covid si potrebbero sovrapporre.

COVID, PEDRINI: «DA SETTIMANE NON VENGONO PIU’ DISTRIBUITI DPI»

«I casi stanno aumentando in alcune province più che in altre – aggiunge Paola Pedrini – e quindi se fino ad oggi il sistema ha retto bene è anche perché, a differenza di marzo e aprile, abbiamo la possibilità di richiedere i tamponi sul territorio. Ma iniziano ad esserci dei rallentamenti tra la comunicazione, il tampone e il referto. Inoltre i dipartimenti di protezione iniziano ad essere in difficoltà nel tracciamento dei contatti e quindi la situazione, pur essendo meno pesante rispetto alla prima ondata, è in lento e costante peggioramento. È quindi fondamentale non abbassare la guardia».

«Attualmente – aggiunge la dottoressa – abbiamo i sistemi di protezione, anche se devo ammettere che sono settimane che non arrivano forniture in tal senso. Ho sollecitato la Regione affinché si riprenda la distribuzione per non farci trovare impreparati, perché oggi sarebbe davvero incomprensibile».

FIMMG METTE IN CAMPO TELEMONITORAGGIO PER I PAZIENTI COVID

Per fronteggiare l’aumento dei casi che nelle ultime ore sono arrivati a 423600, Fimmg mette in campo il tele-monitoraggio, come spiega il segretario lombardo: «Questo è uno strumento molto utile per tenere sotto controllo attraverso una centrale operativa i parametri vitali dei pazienti che verranno controllati più volte al giorno. Qualora si evidenziassero delle anomalie la centrale allerterà i medici per un pronto intervento».

 

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