Salute 24 Novembre 2020 15:03

Vacanze natalizie, cosa succederebbe in Europa se venissero eliminate le restrizioni? Lo scenario dell’ECDC

Il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie ha stilato un report in cui mette in guardia i governi Ue dall’allentare la presa. Il Premier Conte: «Vacanze sulla neve impensabili ma sì allo scambio dei doni»

Vacanze natalizie, cosa succederebbe in Europa se venissero eliminate le restrizioni? Lo scenario dell’ECDC

Se le misure restrittive attualmente in atto in Europa non dovessero essere revocate in vista del periodo natalizio, più della metà degli stati membri dell’Ue «vedrà ridursi di oltre il 50% il numero giornaliero di casi confermati e si avrà una conseguente riduzione della domanda ospedaliera e dei decessi associati». In caso contrario, ovvero se i «Paesi che hanno implementato nuove misure di risposta» alla pandemia ad ottobre e novembre dovessero revocarle il 21 dicembre, consentendo in questo modo alle persone di incontrarsi di nuovo senza restrizioni, verrebbe registrato un «successivo aumento dei ricoveri ospedalieri per Covid-19» già a partire dalla prima settimana di gennaio 2021. Se invece le misure venissero revocate il 7 dicembre, «l’aumento dei ricoveri potrebbe iniziare prima del 24 dicembre».

Sono queste le previsioni dell’ECDC (European Centre for Disease Prevention and Control) in merito ad una possibile eliminazione (o quanto meno un allentamento) delle misure restrittive adottate dai Paesi europei negli ultimi mesi per fronteggiare la seconda ondata della pandemia da Covid-19.

Secondo il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie, dunque, continuare con le politiche già adottate comporterebbe un calo del tasso giornaliero di casi confermati in più di due terzi degli Stati membri, mentre un ritorno alle misure del primo aprile 2020 (ovvero ancor più rigorose) comporterebbe un deciso calo dell’incidenza del virus in tutti i Paesi europei.

CONTE: «PER NATALE SERVONO MISURE AD HOC. NO A NUOVO FERRAGOSTO»

In questo quadro europeo, il Governo italiano sembra intenzionato a non cambiare marcia e non allentare la presa in maniera generalizzata in tutto il Paese: «Il periodo natalizio richiede misure ad hoc. Si rischia altrimenti di ripetere quanto fatto a Ferragosto e non ce lo possiamo permettere: consentire tutte le occasioni di socialità tipiche del periodo natalizio non è possibile». È quanto ha affermato il premier Giuseppe Conte, ospite della trasmissione “Otto e mezzo”, andata in onda su La7.

Conte ha spiegato di essere al lavoro per permettere lo spostamento tra regioni a Natale, ma se «continuiamo così a fine mese non avremo più zone rosse». Ciò non toglie che «non possiamo concederci vacanze sulla neve in maniera indiscriminata». Tutto ciò che ruota attorno a questo tipo di vacanze «è incontrollabile e con Merkel e Macron in Europa stiamo lavorando ad un protocollo comune europeo».

«SÌ A SCAMBIO DONI. DILATARE ORARI APERTURE NEGOZI»

E se questo sarà un Natale atipico, in quanto l’intento del Governo è quello di «ridurre le occasioni di socialità», verrà comunque consentita «la tradizione a noi molto cara dei doni. In questo senso – ha spiegato Conte a “Otto e Mezzo” – è controproducente limitare gli orari dei negozi. Cercheremo di dilatare l’apertura dei negozi fino a orari che ci permettano di evitare gli assembramenti». E per quanto riguarda un altro tema molto sentito dalla popolazione, ovvero le scuole, l’intento del Governo è quello di aprirle prima di Natale: «Stiamo lavorando per questo», ha precisato.

VACCINO: «NON PENSIAMO AD OBBLIGO MA LO RACCOMANDIAMO»

Il Premier Conte ha parlato anche del vaccino anti-Covid, che conferma dovrebbe arrivare già da fine gennaio: «Non c’è un orientamento per l’obbligo del vaccino, ma lo raccomandiamo. L’obbligo è una scelta forte. Io lo farò senz’altro perché quando sarà ammesso sarà sicuro e testato. Sarà disponibile prima per le categorie vulnerabili ed esposte».

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