Salute 25 Maggio 2020

Un macchinario mantiene il cuore battente per 6 ore: trapianto salvavita per un 45enne al Niguarda

L’attività di trapianto prosegue nonostante le difficoltà nell’ospedale milanese. Il direttore del reparto di cardiochirurgia Russo: «Non è stato facile»

Una macchina rivoluzionaria, un cuore mantenuto vitale per sei ore dopo il prelievo e prima del trapianto. È successo a Milano, all’ospedale Niguarda, dove un paziente di 45 anni è stato sottoposto a un intervento salvavita allungando il periodo di conservazione dell’organo prelevato. L’uomo era affetto da una cardiomiopatia molto grave e si trovava da tempo in terapia intensiva.

Il macchinario portatile utilizzato per il trasporto del cuore si trova in soli tre centri d’Italia e permette di arrivare da quattro a sei ore di conservazione dell’organo espiantato. Una misura essenziale quando il tempo non basta ma deve bastare.

Come è successo all’equipe milanese, che si è trovata a dover completare alcune analisi impreviste sul cuore prelevato prima di dare il via libera per l’utilizzo. Il cuore arrivava dall’ospedale di Varese, dove al momento del prelievo ci si è accorti della presenza di un nodulo sospetto per tumore al polmone nel donatore. A raccontarlo è Claudio Russo, direttore del reparto di cardiochirurgia.

LEGGI ANCHE: COVID E CUORE, VALENTE: «PAZIENTI CARDIOPATICI TRA I PIU’ COLPITI DA COVID-19. MA NON E’ L’UNICO MOTIVO PER TENERSI AGGIORNATI»

«Se confermato avrebbe impedito il trapianto – racconta –. Purtroppo i tempi necessari per l’analisi di questo nodulo sarebbero stati incompatibili con la possibilità di preservare la funzionalità del cuore se prelevato con le normali procedure di protezione cardiaca».

Di norma la conservazione dell’organo si ottiene infondendolo in una soluzione a 4 C° che lo arresta, per poi immergerlo in una soluzione ghiacciata. Questa modalità è tuttavia efficace per un massimo di quattro ore. «Con il macchinario a perfusione portatile, invece, questo limite può essere tranquillamente superato. Addirittura in un caso ci ha permesso di mantenere il cuore vitale e battente per 7 ore e 20 minuti: si tratta di una delle permanenze fuori dal torace più alte mai registrate nel panorama mondiale», sottolinea Russo.

Il cuore viene prelevato e alloggiato con la pompa di perfusione in una teca di plexiglass sterile, dove torna a battere grazie alla perfusione continua con il sangue del donatore. Sangue che viene ossigenato e riscaldato a 34 gradi dal sistema stesso. Grazie alla tecnologia wireless, chirurghi e perfusionisti possono poi seguire i parametri fisiologici in tempo reale.

L’emergenza Covid-19 non ha fermato i trapianti, spiegano gli esperti della struttura. «Sono 7 i trapianti di cuore realizzati al Niguarda dall’inizio del 2020, di cui 4 nei mesi di picco della pandemia – specifica lo specialista –. Non è stato facile, perché questi pazienti hanno bisogno di assistenza nelle terapie intensive dopo l’intervento, ma siamo comunque riusciti a portare avanti l’attività».

 

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER DI SANITÀ INFORMAZIONE PER RIMANERE SEMPRE AGGIORNATO

 

Articoli correlati
Bypass aortocoronarico, con nuova metodica i pazienti vivono meglio e più a lungo
Medici italiani di GVM Care & Research pubblicano uno studio per un innovativo approccio chirurgico per il bypass aortocoronarico
Dal trapianto arrivano più certezze per la cura del tumore al fegato
Lo studio dell’Istituto dei Tumori di Milano, guidato dal professor Mazzaferro ha evidenziato che il 76,8% dei pazienti epatici, a cinque anni dall’intervento, è libero da tumore e recidive, mentre solo il 18,3% di chi ha continuato con le cure convenzionali è sopravvissuto
di Federica Bosco
Operarsi al cuore sotto ipnosi. Nonini (Niguarda): «Tempi rapidi e pazienti soddisfatti»
La dottoressa Sandra Nonini, specialista in anestesia e rianimazione, spiega tutte le potenzialità dell’ipnosi in ambito medico e i campi di applicazione: dal prelievo di sangue passando per gastroscopia, broncoscopia e colonscopia fino ad arrivare a interventi di cardiochirurgia
Ortopedia, ecco perché il trapianto di osso da cadavere è da preferire alle protesi
Alla Clinica Ortopedica del Policlinico Vanvitelli di Napoli eseguito con successo un raro trapianto di intero emipiatto tibiale da cadavere. Gli esperti: «Migliora la qualità della vita del paziente ed evita la sostituzione della protesi ogni 10 anni»
Miocardite e Covid-19: curato sedicenne al San Matteo di Pavia
Il ragazzo, ricoverato per miocardite acuta, era positivo al SARS-CoV-2 ma ha mai avuto sintomi o segni della malattia. Il caso clinico oggetto di una pubblicazione sulla prestigiosa rivista scientifica “The Lancet”
GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Non Categorizzato

La diffusione del coronavirus in tempo reale nel mondo e in Italia

Al 5 agosto, sono 18.543.662 i casi di coronavirus in tutto il mondo e 700.714 i decessi. Mappa elaborata dalla Johns Hopkins CSSE.   I CASI IN ITALIA Bollettino del 5 agosto: nell’ambito del ...
Contributi e Opinioni

«Contro il Covid non fate come noi. Non sta funzionando». La lettera di 25 scienziati e medici svedesi

Un gruppo di 25 scienziati e medici dalla Svezia scrive una lettera su Usa Today al resto del mondo: «La strategia "soft" non funziona, abbiamo perso troppe vite»
di 25 dottori e scienziati svedesi
Lavoro

SIMG, appello ai Ministri Azzolina e Speranza: «Utilizziamo i medici in pensione nelle scuole»

«Una eccezionale risorsa professionale totalmente inutilizzata, professionisti esperti e perfettamente formati con esperienza ultratrentennale, ben aggiornati e spesso in prima linea su Covid-19», s...