Salute 3 maggio 2018

Umanizzare con la pittura, Armonia Onlus: «A Piacenza la paziente oncologica è un ‘petalo di rosa’…»

Campi di fiori color pastello campeggiano sulle pareti della Usl piacentina che insieme all’associazione per la lotta contro i tumori, offre un esempio di spazio ospedaliero a misura di donna

Immagine articolo

«Un prato fiorito oltre ad essere un bello spettacolo è un’immagine rassicurante». Romina Cattivelli, Presidente di Armonia onlus, l’associazione piacentina per la lotta contro i tumori, racconta il progetto di umanizzazione pittorica che ha trasformato gli spazi del Centro Salute Donna di Piacenza per renderli più accoglienti e ospitali.

Il Centro Salute emiliano è il polo di riferimento provinciale per lo screening di prevenzione del tumore al seno e sono moltissime le donne che quotidianamente si sottopongono a controlli e trattamenti. «Biopsia, ago aspirato, ecografia mammaria, parliamo di esami abbastanza invasivi per una donna perché vanno ad indagare parti prettamente femminili – spiega la Presidente -. Il progetto ‘Pareti come petali di fiori’ ha l’obiettivo di evitare che le donne, nel momento in cui accedono a questi reparti, si sentano pazienti o malate. Lo scopo è farle sentire a loro agio e l’umanizzazione nasce proprio da questa idea: la donna viene vista come il petalo di un fiore, quindi nel momento in cui entra nel Centro si trova in un ambiente che le consente di pensare ad altro, uno spazio confortevole che può aiutarla a non farsi prendere dal panico».

Sono tante le sale che hanno subito la trasformazione in chiave floreale: «Ce n’è una che mi rende particolarmente orgogliosa -confessa la Presidente Cattivelli -. Si tratta della sala relax, uno spazio deputato ad un ingrato compito: luogo di consegna dei referti tumorali. Essere informata dell’esito infausto dei propri esami lungo un corridoio asettico è ancora più demoralizzante e traumatico,  mentre, venire a conoscenza di una brutta notizia però in un ambiente caldo e ospitale può aiutare la paziente a metabolizzare meglio lo shock. Uno spazio dove puoi star sola, raccoglierti in un momento d’intimità e trovare la forza per ripartire ritengo possa essere d’aiuto».

Un luogo a misura di donna, dove lo spazio circostante è pensato per avere un impatto soft sulla sfera psicologica della paziente, può rappresentare anche un incentivo alla prevenzione. «Una volta entrate al Centro Salute, ci si rende conto che i medici non sono mostri, che gli esami non solo dolorosi e che non ha senso avere paura di queste cose».

«Quello che dico sempre alle donne della mia associazione è che la prevenzione è fondamentale – conclude -. Se avete timore a sottoporvi a controlli regolari allora affidatevi ad un’amica, ad una sorella, ad una mamma, tutte insieme possiamo farcela. Se poi le visite mediche avvengono in un luogo così accogliente allora a maggior ragione è più facile affrontare tutto con coraggio ma soprattutto con tranquillità».

LEGGI ANCHE: ANSIA E DEPRESSIONE DOPO DIAGNOSI DI TUMORE, LA PSICONCOLOGA PUGLIESE (IFO): «POSSONO INFLUIRE NEGATIVAMENTE SU DECORSO MALATTIA»

 

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