Come umanizzare la cura 3 maggio 2018

Ansia e depressione dopo diagnosi di tumore, la psiconcologa Pugliese (IFO): «Possono influire negativamente su decorso malattia»

«Nel 35% dei casi la situazione raggiunge livelli preoccupanti», spiega la dottoressa Patrizia Pugliese, che mette in guardia sui possibili rischi per i pazienti oncologici che non seguono una terapia psicologica adeguata

di Isabella Faggiano

Ansia, preoccupazione, demoralizzazione, paura, rabbia. Possono essere reazioni normali di fronte ad una diagnosi di cancro. Ma quando queste diventano più intense, persistenti, è importante chiedere aiuto ad un psicologo specializzato.

«Si chiama psiconcologo ed è un professionista formato per occuparsi in maniera specifica delle conseguenze psicologiche causate da un tumore». A spiegare il valore e il ruolo di questa figura professionale è chi questo lavoro lo pratica tutti i giorni da molti anni: Patrizia Pugliese, psiconcologa Ifo (Istituti Fisioterapici Ospitalieri).

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Dottoressa Pugliese, qual è la reazione psicologica più comune quando si scopre di essere affetti da un tumore?
«L’ansia e la depressione rappresentano una risposta emozionale al cancro, comune a tutti i pazienti oncologici. Il problema si pone quando questa risposta diventa molto grave. E non accade così di rado: nel 35% dei casi la situazione raggiunge livelli preoccupanti».

Che cosa succede quando questa risposta emozionale diventa “fuori controllo”?
«Si innescano una serie di conseguenze negative, sia per il paziente che per la famiglia. La risposta emozionale negativa può cronicizzarsi, con un aumento di ansia e depressione. Poi, sono stati riscontrati una minore aderenza ai trattamenti oncologici e un peggioramento degli effetti collaterali e, ormai, si ritiene che ci possano essere anche delle cattive influenze sul decorso della malattia in termini di ripresa e sopravvivenza».

Che cosa si può fare per evitare un tale peggioramento?
«Negli istituti di eccellenza sono presenti dei percorsi precoci per prevenire il distress psicologico. Dopo una diagnosi di cancro, si comincia con la terapia psicologica già dal primo accesso, ovviamente, se la persona accetta di essere seguita. Se l’ospedale non offre questo tipo di servizio, consiglio ai pazienti di cercare il centro disponibile più vicino per integrare le cure oncologiche con il supporto di uno psiconcologo».

Quanto dura una psicoterapia per pazienti oncologici?
«La durata dell’intervento psicologico in oncologia non è prevedibile, dipende molto da chi è il paziente, da quali sono gli obiettivi che stabilisce con il suo terapeuta. Ad influenzare la durata contribuiscono pure i cambiamenti della malattia e della tipologia di cure. C’è chi torna anche dopo la fine del trattamento. Chi, una volta sconfitto il cancro, vuole ricostruire la propria vita. E lo psiconcologo fa anche questo: aiuta a ricominciare».

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