Salute 17 maggio 2018

Privacy, tutte le novità del GDPR per medici e ospedali spiegate dal Direttore FNOMCeO De Pascale

Dalla nomina del Data Protection Officer alla valutazione del rischio, ecco cosa fare per adeguarsi alla nuova normativa sul trattamento dei dati personali che entrerà in vigore il prossimo 25 maggio

Immagine articolo

È «la novità più devastante del 2018». Così il Direttore Generale della FNOMCeO Enrico De Pascale definisce l’entrata in vigore del nuovo Regolamento europeo sulla Privacy (o GDPR), che sostituisce integralmente la normativa nazionale in tema di trattamento dei dati personali. Dal prossimo 25 maggio, infatti, sono diverse le novità che verranno introdotte e che riguarderanno anche strutture ospedaliere e medici, che ovviamente trattano dei dati particolarmente sensibili. Ed è proprio il dottore De Pascale ad illustrarle ai nostri microfoni.

LEGGI LO SPECIALE PRIVACY

«L’applicazione del nuovo Regolamento può essere assai fastidiosa e onerosa. In alcuni casi, infatti, prevede la nomina del cosiddetto DPO, o Data Protection Officer, che è una persona fisica responsabile della protezione dei dati». Il DPO, infatti, è una figura che aiuta lo studio a conformarsi alle nuove regole e che funge da intermediario tra il professionista e l’autorità di controllo.

Ma chi è tenuto alla nomina del DPO? «Sicuramente le strutture ospedaliere – risponde De Pascale -. La figura del DPO è infatti prevista se si tratta il dato “in larga scala”. Ma in alcuni casi anche gli studi medici dovranno nominare un Data Protection Officer: se un singolo professionista è infatti inserito in una forma complessa di aggregazione, soprattutto di natura contrattuale, come reti o gruppi, vedrà i dati dei colleghi, perché altrimenti non avrebbe avuto motivo di entrare a far parte di una struttura di questo genere. In questo caso, quindi, si potrebbe parlare di dato “in larga scala”».

LEGGI ANCHE: SICUREZZA DATI SANITARI, GABBRIELLI (ISS): «GIUSTO PROTEGGERLI MA ATTENZIONE A NON COMPROMETTERNE L’UTILIZZO PER LA RICERCA»

Discorso a parte meritano invece i singoli medici che lavorano in uno studio, come ad esempio i medici di famiglia: secondo il Regolamento, infatti, gli studi medici, odontoiatrici e professionali con un solo titolare del trattamento dei dati personali dei pazienti non trattano dati su larga scala, e non sono quindi obbligati a nominare un DPO. «È questa – commenta De Pascale – l’interpretazione che sta passando in questo momento».

Anche il singolo medico di medicina generale, tuttavia, è tenuto a fare il cosiddetto risk assessment: «Tutte le strutture e i singoli professionisti che trattano dati sensibili – spiega il Direttore FNOMCeO – devono valutare i rischi rispetto alla protezione dei dati gestiti». Il titolare dei dati deve infatti eseguire un’attenta valutazione dell’impatto che i trattamenti che intende svolgere sono in grado di produrre. Dovrà quindi descrivere i trattamenti previsti e le finalità del trattamento; valutare la necessità e la proporzionalità dei trattamenti in relazione alle finalità; valutare i rischi per i diritti e le libertà degli interessati; elencare le misure previste per affrontare i rischi, specificando le garanzie, le misure di sicurezza e i meccanismi adottati per garantire la protezione dei dati personali e dimostrare il rispetto del Regolamento.

Va sottolineato, infine, che il Regolamento è una fonte comunitaria diretta, per cui «tutte le ipotesi di slittamento o di rinvio sono assolutamente impraticabili», specifica De Pascale. «D’altro canto si tratta di un Regolamento del 2016, quindi teoricamente tutti avrebbero avuto due anni di tempo per mettersi in regola. Di fatto così non è stato, e adesso stiamo assistendo ad una frenesia da comprensione e da applicazione che, quando ci sono temi e novità di questo genere, si verifica spesso in Italia», conclude.

 

SEGUICI ANCHE SU FACEBOOK <— CLICCA QUI

 

Articoli correlati
Medici sotto attacco, 35mila nuove cause all’anno. FNOMCeO e Regioni chiedono legge per regolamentare spot contro Ssn
Libero pubblica i numeri drammatici dell’ «attacco conclamato alla categoria» e promuove la petizione lanciata da Consulcesi per istituire il Tribunale della Salute. Tra i sottoscrittori anche il Senatore Sileri (pres. 12° commissione): «Tornare a un rapporto sano tra i cittadini e la sanità, il clima di sfiducia non fa bene a nessuno»
Spot risarcimento danni, Fnomceo e sindacati chiedono intervento della Grillo. E la Rai sospende la messa in onda
La questione approda in Parlamento: M5S chiede ritiro della pubblicità. Filippo Anelli scrive a Vigilanza Rai: «Stato tuteli SSN». Magi (OMCeO) Roma: «Messaggio che scredita sanità». E intanto partono le denunce...
FNOMCeO, “Obiettivo dignità”: i medici lanciano petizione online contro gli spot che sollecitano risarcimenti danni in ambito sanitario
Una petizione online per chiedere al Ministro della Salute, Giulia Grillo, di sollecitare «l’adozione di strumenti di controllo preventivo, al fine di evitare che messaggi distorti, veicolati su canali pubblici, arrechino danno al Servizio Sanitario nazionale, che, nonostante tutte le difficoltà, assicura elevati livelli certificati di tutela della salute e di assistenza ai cittadini» È […]
Stati Generali professione medica, si parte a gennaio. Anelli (FNOMCeO): «Regaliamo allo Stato 500 milioni di euro in ore di lavoro non retribuite»
Dal 2019 al 2020 sei simposi nazionali e 106 incontri. Cambierà anche il codice deontologico. Il presidente della Federazione: «Alla fine sarà stilata la Magna Carta del medico per orientare gli Ordini nelle scelte di politica sanitaria»
ECM, Fnomceo e Ois: salute e migranti, un corso gratuito per tutti i medici
Il corso Fad “Salute e migrazione: curare e prendersi cura” dell’Osservatorio Internazionale per la Salute si caratterizza per la particolare attenzione dedicata alle problematiche psicologiche dei migranti, con l’intento di favorire un approccio multiculturale nell’interazione tra gli operatori sanitari e gli stranieri presenti sul nostro territorio
GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Formazione

Formazione ECM, tutte le novità 2019: dall’aggiornamento all’estero alla certificazione

Un dovere sentito sempre più come opportunità professionale. Ecco, in una rapida carrellata, i principali cambiamenti che hanno investito negli ultimi anni il sistema dell’Educazione Continua in M...
Politica

Deroga iscrizione Ordini, Beux (TSRM e PSTRP): «Condividiamo obiettivi ma così si rischia sanatoria. In decreti attuativi si ponga rimedio o faremo da soli»

Il provvedimento inserito in legge di Bilancio prevede che chi ha lavorato 36 mesi negli ultimi 10 anni possa continuare ad esercitare anche senza i titoli per iscriversi al maxi Ordine delle professi...
Politica

Deroga iscrizione Ordini, la bocciatura dei fisioterapisti. Tavarnelli (Aifi): «Si riaprano i percorsi di equivalenza già previsti dalla legge 42 del ’99»

Il presidente Aifi: «Senza un passo indietro si rischia una sanatoria globale, una grande confusione per il cittadino ed una scarsissima tutela della sua salute»
di Isabella Faggiano