Salute 6 Agosto 2019

Tumore tiroideo, casi raddoppiati negli ultimi 20 anni. Inquinamento e radiazioni le principali cause

Il professor Raffaele Giubbini del gruppo di medicina nucleare dell’Università di Brescia: «Importante farsi operare alla tiroide da un chirurgo esperto che esegua 150-200 interventi all’anno»

di Federica Bosco

L’inquinamento e l’esposizione a radiazioni per terapie mediche sono tra le principali cause del tumore alla tiroide, che oggi è il più diffuso del sistema endocrino. Negli ultimi 20 anni i casi sono pressoché raddoppiati e ad essere più colpite sono le donne. Ad accendere i riflettori su una patologia silente e spesso diagnosticata in ritardo è il professor Raffaele Giubbini del gruppo di medicina nucleare dell’Università di Brescia: «Le tecniche diagnostiche sono migliorate. Oggi è più facile diagnosticare un piccolo nodulo che poi si manifesterà essere un tumore tiroideo tramite ecografie e screening fatti per valutare altre tipologie, ad esempio per valutazioni di vasi sovraortici; ma anche in pazienti che si sottopongono sistematicamente ad indagine per escludere eventuali altre sedi di lesione».

LEGGI ANCHE: TIROIDE, 7 REGIONI HANNO RAGGIUNTO LA IODOSUFFICIENZA MA 6 MILIONI DI ITALIANI ANCORA NE SOFFRONO

Una volta riscontrata la presenza di un carcinoma, come si agisce in Italia?

«Dopo aver individuato il tumore tiroideo, la cui diagnosi deve essere supportata da un esame istologico su ago aspirato, la seconda indagine più importate da fare è individuare un centro chirurgico con alti volumi, ovvero dove opera un chirurgo esperto che abbia una casistica superiore a 150-200 interventi alla tiroide all’anno, per effettuare una tiroidectomia che può essere parziale oppure intera, a seconda della classificazione del rischio a cui il paziente sarà sottoposto. Purtroppo, in Italia oggi non tutti i chirurghi che operano la tiroide hanno questo tipo di esperienza. E su questo il paziente deve essere informato, e devono essere individuati degli hub per il trattamento delle malattie della tiroide che abbiano a disposizione dei team che possano operare in un contesto multidisciplinare finalizzando le migliori scelte dal punto di vista terapeutico».

Il trattamento con Iodio 131 dopo l’intervento che ruolo ha?

«È uno strumento che serve a verificare la quantità di residuo tiroideo, ma soprattutto ad evidenziare la presenza di tessuto patologico in sede extra tiroidea. Quindi si tratta di un qualcosa che definiamo come ablazione del residuo, ma che ha sostanzialmente finalità solamente diagnostiche, di stadiazione della neoplasia, di identificazione di tessuto tiroideo patologico in sede extra tiroidea».

LEGGI ANCHE: TIROIDE, IL MARE NON BASTA. TRIGGIANI: «LO IODIO LO DOBBIAMO INTRODURRE CON GLI ALIMENTI»

Articoli correlati
Crioablazione, e il tumore muore… di freddo. Come funziona l’innovativa tecnica mini-invasiva
Il professor Enrico Ragone dell'ospedale Monaldi di Napoli: «Scelta preferibile per quei pazienti che è sconsigliabile sottoporre ad anestesia generale o su cui è impossibile intervenire con la chirurgia tradizionale»
Tumore al seno: EMA concede valutazione accelerata per Trastuzumab Deruxtecan
Il Comitato per i Medicinali per Uso Umano (CHMP) dell’Agenzia Europea del Farmaco (EMA) ha concesso la valutazione accelerata per Trastuzumab deruxtecan, l’anticorpo monoclonale coniugato (ADC) anti-HER2 per il trattamento di pazienti adulti con carcinoma mammario HER2 positivo non resecabile o metastatico che hanno ricevuto due o più precedenti regimi terapeutici anti-HER2. Lo riferisce l’azienda […]
Cancro e coronavirus, le paure di oncologi e pazienti finiti “fra Scilla e Cariddi”
Il racconto di un oncologo sul New England Journal of Medicine: «Mi aspetto un picco bimodale, le morti dei pazienti oncologici con Covid e quelle dei tanti che hanno visto le cure indebolite o rimandate»
di Tommaso Caldarelli
Covid-19 e pazienti oncologici, da 24 a 30 mila diagnosi in meno nel 2020. Sileri: «Faremo un piano per recuperare»
Mantenere i percorsi differenziati, avere un personale dedicato e disporre di supporto psicologico: tre punti del decalogo della Fondazione Aiom per aiutare i pazienti. Il viceministro Sileri: «Come anti-influenzale, vaccino Covid prima a chi è più a rischio»
GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Non Categorizzato

La diffusione del coronavirus in tempo reale nel mondo e in Italia

Al 5 agosto, sono 18.543.662 i casi di coronavirus in tutto il mondo e 700.714 i decessi. Mappa elaborata dalla Johns Hopkins CSSE.   I CASI IN ITALIA Bollettino del 5 agosto: nell’ambito del ...
Contributi e Opinioni

«Contro il Covid non fate come noi. Non sta funzionando». La lettera di 25 scienziati e medici svedesi

Un gruppo di 25 scienziati e medici dalla Svezia scrive una lettera su Usa Today al resto del mondo: «La strategia "soft" non funziona, abbiamo perso troppe vite»
di 25 dottori e scienziati svedesi
Lavoro

SIMG, appello ai Ministri Azzolina e Speranza: «Utilizziamo i medici in pensione nelle scuole»

«Una eccezionale risorsa professionale totalmente inutilizzata, professionisti esperti e perfettamente formati con esperienza ultratrentennale, ben aggiornati e spesso in prima linea su Covid-19», s...