Salute 8 Maggio 2017 15:32

La nutrizionista: stress, microbiota e ormoni. Ecco i veri colpevoli dei chili di troppo

Celebrale, linfatico, sanguigno e bilioso, ecco i biotipi morfologici che la nutrizionista Serena Missori classifica e spiega nel suo libro ‘La dieta dei biotipi’: obiettivo rivoluzionare l’approccio alle diete

Stop al conteggio ossessivo delle calorie, basta con i sacrifici che minano il benessere emotivo, per arrivare in forma all’estate, non solo fisicamente, ma anche psicologicamente, ecco i consigli della nutrizionista e diabetologa Serena Missori, autrice del libro ‘La dieta dei biotipi’, la cui prefazione è stata curata da Alessandro Gelli, docente di Eziologia, Psicofisiologia e gestione dello Stress. La dieta della nutrizionista (che è anche docente dei corsi di formazione realizzati dal Provider ECM 2506 Sanità in-Formazione) è un approccio rivoluzionario che mette in discussione alcuni capisaldi delle diete tradizionali, mettendo al centro ‘il biotipo morfologico’ che caratterizza in maniera esclusiva ogni individuo. A spiegarci in cosa consiste l’innovativo regime alimentare è l’autrice, in occasione della presentazione del libro avvenuta ad Eataly e coordinata dal Direttore Editoriale di Sanità Informazione, Cesare Buquicchio.

In cosa consiste la dieta dei biotipi?

«La mia dieta consiste nel personalizzare, costruire su misura il regime alimentare adatto che non faccia percepire il senso di sacrificio. Il regime alimentare che consiglio tiene in considerazione l’assetto ormonale dell’individuo insieme al suo carico di stress. Di fatto, siamo tutti stressati e ognuno di noi vive la vita e tutte le vicissitudini in modo assolutamente differente, dunque il cibo che ingeriamo scatena delle reazioni per tutti diverse. Di base, la difformità sostanziale, che salta agli occhi, è l’aspetto costituzionale: ossatura, muscolatura, una conformazione fisica che dipende molto dalla genetica. Altro elemento fondante è l’ambiente in cui viviamo, come influisce l’ambiente sulla nostra corporatura? Come modifica il nostro assetto ormonale? Ebbene, in base appunto alla modalità di reazione che noi possiamo avere nei confronti del cibo, si possono identificare alcune disfunzioni ormonali, viscerali. Quindi va da sé che la stessa dieta uguale per tutti non fa contento assolutamente nessuno. E’ un po’ come un vestito che viene venduto nella grande distribuzione che deve star bene a tutte le persone di tutte le forme e di tutte le costituzioni: non sarà mai come un vestito di sartoria. Quindi la dieta in base al biotipo, la dieta dei biotipi, tiene in considerazione tutti questi fattori, fattori individuali».

Lei fa anche riferimento a questioni come lo stress, quant’è importante l’aspetto emotivo e psicologico per un effettivo dimagrimento, magari a lungo termine?

«Lo stress è fondamentale, o meglio la gestione dello stress è fondamentale. Perché? Ci sono alcune persone che corrispondono al ‘biotipo costituzionale cerebrale’ che sotto stress dimagriscono pur mangiando tanto: quindi per quella categoria di persone lo stress ha un effetto distruttivo. Ci sono invece persone che sotto stress vedono aumentare la produzione di cortisolo, che è l’ormone che ci fa resistere alle calamità, che ci fa resistere allo stress, ma che ci fa perdere peso, dunque queste persone dovranno imparare a gestire lo stress ovviamente in un modo assolutamente differente. Va da se che un piano dietetico ultra personalizzato assume un’importanza fondamentale per mettere in atto una serie di strategie per contrastare la somatizzazione del nervosismo che, non dimentichiamolo, contribuisce anche a fare altri danni: altera fortemente la flora batterica intestinale. Ormai sappiamo che il microbiota, appunto la flora batterica che abbiamo all’interno dell’apparato digerente, ci può condizionare, ci può addirittura influenzare la mente, i pensieri e lo stato d’animo».

Cosa pensa della preparazione dei medici relativamente allo stile alimentare? Pensa che dovrebbe esserci più formazione a riguardo?

«Ahimè penso male. Penso male ma perché è proprio il corso di studi di medicina che non consente di approfondire gli aspetti della nutrizione. Questo significa poi che lo specialista o il medico di medicina generale, deve per conto suo approfondire, studiare, formarsi ed informarsi. Questo perché? Fortunatamente la scienza va avanti. Un esempio banalissimo: fino a qualche tempo fa molte persone erano solite sostituire il pane con le gallette di riso. In un secondo momento è emerso che le gallette di riso possono essere tossiche, hanno un indice glicemico altissimo, fanno ingrassare più del pane e sono potenzialmente cancerogene. Ebbene, senza una corretta formazione si rischia di perpetuare con tanti errori. Un altro esempio, le uova: tantissimi medici continuano a dire che non si possono consumare più di due uova a settimana; sono più di 10 anni che oramai gli studi scientifici hanno dimostrato che in realtà le uova sono protettive, che non fanno aumentare il colesterolo, che sono ricche di vitamine, che ripuliscono le arterie. Quindi se non si approfondiscono queste tematiche, è difficile che riesca a stare al passo con i tempi».

Articoli correlati
Tumori: il microbiota intestinale può aumentare l’efficacia dell’immunoterapia
L'immunoterapia ha rivoluzionato il trattamento di molte forme di tumore. Tuttavia, non tutti i pazienti ne beneficiano allo stesso modo e ancora oggi non ne conosciamo chiaramente le motivazioni. Ora un nuovo studio dell'Harvard Medical School e del Dana-Farber Cancer Institute suggerisce un nuovo possibile fattore chiave che potrebbe influenzare i risultati della terapia immunitaria:  il microbiota intestinale di un individuo, ovvero quei miliardi di microorganismi che vivono nell'intestino umano
SLA: e se fosse “colpa” dei batteri intestinali?
Individuato, dai microbiologi del Gemelli, in un 69enne affetto da SLA un batterio Gram positivo anaerobio. Il ricercatore: «Il microbiota intestinale potrebbe essere coinvolto nella disfunzione dei linfociti T regolatori che, in pazienti con SLA, sarebbero una concausa di questa patologia multifattoriale. L’obiettivo futuro è cercare di rallentare la progressione della patologia agendo sulla modulazione del microbiota»
Estate, malattie gastro-intestinali in aumento. Arriva l’Ecm Series “Gusto è salute” per combatterle
La specialista Serena Missori e la chef Marisa Maffei nella serie formativa per medici e operatori sanitari firmata Consulcesi
La dieta della tiroide, ecco gli alimenti consigliati e quelli da evitare
Nell’intervista a Sanità Informazione, l’endocrinologa Serena Missori spiega quali sono i cibi che aiutano la tiroide e come lo stress influisce negativamente sulla salute di questa ghiandola. La chef Marisa Maffeo: «Mangiare bene senza rinunciare al gusto»
Dal trapianto di microbiota nuove speranze per le terapie oncologiche. Valdagni (Istituto Tumori Milano): «Scoperta sconvolgente»
Dagli studi più recenti emerge che la flora batterica influisce sulle infiammazioni del corpo e, per questo, può essere un’arma per colpire il cancro. Di questo si parlerà al primo convegno internazionale “MIBIOC – The way of the microbiota in Cancer”, in programma il 21 e 22 novembre presso l’istituto dei tumori di Milano
di Federica Bosco
GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Salute

World Obesity Day: oltre un miliardo di obesi nel mondo, quadruplicati in 30 anni i bimbi oversize

L'analisi pubblicata su ‘Lancet’: la quota di 'oversize' fra gli adulti è più che raddoppiata nelle donne e quasi triplicata negli uomini dal 1990 al 2022, nell'arco di una t...
di I.F.
Advocacy e Associazioni

Anziani, il ‘Patto per un nuovo welfare sulla non autosufficienza’ al Premier: “Riformare i servizi domiciliari e riqualificare le strutture residenziali”

Le 60 organizzazioni che hanno sottoscritto il 'Patto per un nuovo welfare sulla non autosufficienza' in una lettera aperta al Premier Meloni: “Lo schema di decreto legislativo recante disposizi...
Advocacy e Associazioni

Cancro delle ovaie: e se fosse possibile diagnosticarlo con un test delle urine? Nuove speranze per la diagnosi precoce

Cafasso (ALTo): “La sopravvivenza a cinque anni delle pazienti che scoprono la malattia ad un primo stadio si aggira intorno al 85-90%, percentuale che si riduce drasticamente al 17% nel quarto ...
Advocacy e Associazioni

Screening oncologici, da Pazienti e Clinici la richiesta di un’azione più incisiva per ampliare l’offerta e aumentare l’adesione dei cittadini

Tra le proposte degli esperti: introdurre la prevenzione come materia di insegnamento nelle scuole, digitalizzare i processi di invito allo screening, promuovere un’informazione costante e capil...
di I.F.