Salute 30 Dicembre 2020 15:32

Scrivere un diario per non perdere di vista la rotta della propria esistenza

Il diario è un mezzo terapeutico e di auto-osservazione. I consigli della psicoterapeuta: «Porsi degli obiettivi, scrivere con costanza, rileggere periodicamente e confrontare la realtà dei fatti con i propri desideri».

di Isabella Faggiano
Scrivere un diario per non perdere di vista la rotta della propria esistenza

“Il Capodanno è trascorso e, dopo i festeggiamenti, ci si ritrova soli, a casa, a raccogliere i cocci dell’anno appena trascorso. Si ha voglia di riprendere in mano la propria vita: un diario su cui scrivere tutta la verità su di sé e i buoni propositi di cambiamento può essere un buon inizio”. In molti, leggendo queste parole, avranno riconosciuto la storia di Bridget Jones. Tanti altri quella della propria vita. Ma chiunque voglia progettare un 2021 migliore, farà bene a seguire i consigli di Francesca Andronico, psicologa, psicoterapeuta, scrittrice e coordinatrice del network territoriale dell’Ordine degli Psicologi del Lazio.

Perché scrivere un diario

«Ha molti vantaggi – spiega Andronico – . Il diario offre la possibilità di mettere nero su bianco ciò che accade e ciò che proviamo in determinate situazioni, permettendo un confronto tra gli obiettivi prefissati e quelli realmente raggiunti».

Non deve essere solo personale, ma anche rappresentativo: «Ognuno dovrà comprare il suo diario, scegliendo quello che ritiene più affine alla sua personalità: una tipologia con date e giorni prestampati o anche un semplice quaderno bianco. Aldilà dell’utilizzo in terapia come strumento di cura per psicopatologie, disturbi alimentari e tossicodipendenze, il diario è un efficace mezzo di auto-osservazione, adatto a tutti».

Scrivere: da dove cominciare

Dopo aver acquistato personalmente il proprio diario, il secondo passo sarà fissare i buoni propositi. E il primo e più importante proposito da porsi è la costanza. «Chi decide di scrivere un diario, affinché possa risultare utile ed efficace, è necessario che ci si dedichi con regolarità – sottolinea la psicoterapeuta -. Scegliere il proprio momento ideale per scrivere, che sia al mattino o prima di addormentarsi, e mantenerlo per l’intero anno».

Come selezionare le nostre esperienze

Le pagine bianche potranno colorarsi delle esperienze della nostra vita, ma non sarà possibile immortalare ogni attimo. «Bisogna decidere alcuni aspetti da approfondire e circoscrivere la scrittura a questa scelta – suggerisce la scrittrice -. Mettere i nostri obiettivi su carta ci aiuta ad avere un contatto con la realtà, a tenere i piedi per terra, facendoci meglio notare se le nostre aspettative sono effettivamente raggiungibili. Sul diario andranno annotate tutte le esperienze vissute per il raggiungimento dei vari buoni propositi fissati all’inizio dell’anno, scrivendo anche le emozioni provate nelle singole situazioni. Appuntare ciò che sentiamo è fondamentale: spesso la mancata realizzazione di un obiettivo deriva da una discrasia tra pensiero ed emozione».

Le pagine riempite giorno per giorno non devono finire nel dimenticatoio: «Rileggere il nostro diario è importante quanto scriverlo – sottolinea Andronico – tanto che anche per questo “esercizio” è meglio pre-stabilire il momento ideale, da fissare una volta alla settimana o anche una volta al mese».

Quando è il momento di tirare le somme

Scrivere ogni giorno e rileggere periodicamente sono due attività necessarie al raggiungimento dello scopo finale: la resa dei conti. «Così come viaggiando in mare si controlla la rotta, allo stesso modo scrivere il diario ci permette di monitorare il nostro viaggio esistenziale lungo il corso dell’anno. Verificare periodicamente la nostra rotta nella vita significa capire se stiamo affrontando le tappe giuste per raggiungere il nostro obiettivo e capire quanto questo sia realistico. Se dovesse essere necessario riprogrammare uno dei nostri buoni propositi sarà possibile farlo in ogni momento, seguendo nuovamente il percorso, passo dopo passo. Scrivere un diario significa dedicarsi a se stessi, fermarsi, prendersi una pausa da una vita alle volte così frenetica – conclude la psicoterapeuta -, da farci perdere il contatto con le nostre stesse emozioni».

 

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