Salute 30 Novembre 2020 09:45

Sclerosi multipla, un trattamento in compresse per 20 giorni in 2 anni è il più efficace per le forme recidivanti

Le terapie innovative per la sclerosi multipla tra i temi portanti del 51° Congresso Nazionale della Società Italiana di Neurologia. De Stefano: «Migliorare non solo l’instabilità fisica dei nostri pazienti, ma anche quella cognitiva»

di Isabella Faggiano

«È il primo trattamento per la sclerosi multipla recidivante che permette di raggiungere fino a 4 anni di controllo della malattia, a fronte di un massimo di 20 giorni di trattamento orale somministrato nell’arco dei primi 2 anni». Nicola De Stefano, MD PhD professore ordinario di Neurologia e direttore della clinica Neurologica e Malattie Neurometaboliche dell’università degli studi di Siena, descrive l’efficacia di cladribina compresse, anticipando a Sanità Informazione uno degli argomenti conclusivi del 51° Congresso Nazionale della Società Italiana di Neurologia (SIN) L’appuntamento virtuale ha coinvolto, dal 28 al 30 novembre, circa 2.500 specialisti di tutta Italia.

Il 51° Congresso SIN

Tra gli altri temi portanti del Congresso la digitalizzazione della neurologia, le innovazioni nell’ambito della ricerca sui disturbi della coscienza, le ultime scoperte sui fattori di rischio dell’Alzheimer, l’impatto della pandemia sul sonno e il rapporto tra Covid e malattie neurologiche. Una relazione, quest’ultima, non sempre pericolosa: l’analisi di 46 casi confermati o sospetti di Covid-19 (rispettivamente 18 e 28) di pazienti trattati con cladribina, ha dimostrato che i pazienti colpiti da Covid-19 a cui è stato somministrato questo farmaco non hanno avuto un rischio maggiore di esiti gravi. Un successo che si aggiunge all’efficacia già accertata di cladribina.

Lo studio

A fare la differenza è la rapidità di azione: l’ultimo studio presentato sugli effetti della terapia nei pazienti con sclerosi  multipla recidivante, ha indagato proprio la velocità di azione. La ricerca ha messo a confronto, attraverso risonanza magnetica, le lesioni iniziali con quelle dei 3 periodi di trattamento (mesi 1-6, 2-6 e 3-6). I dati mostrano gli effetti del trattamento già alla fine del mese 1: le lesioni cerebrali appaiono ridotte del 61% tra i primi 30 giorni e il sesto mese, del 77% nei mesi 2-6 e  dell’87% dal terzo al sesto mese. «Risultati molto incoraggianti per la comunità scientifica della sclerosi multipla – aggiunge De Stefano -, che ci permettono di offrire ai pazienti un’opzione di trattamento in grado non solo di  mostrare i suoi effetti rapidamente, ma anche di mantenere l’efficacia nel lungo termine. Tutto ciò senza la necessità di un trattamento aggiuntivo o di un monitoraggio frequente».

Il futuro della ricerca

E sono proprio gli ottimi esiti già ottenuti a spingere i ricercatori ad andare avanti per questa strada. «Uno studio internazionale, attualmente in corso, sta valutando come questa terapia possa migliorare non solo l’instabilità fisica ma anche quella cognitiva. La sclerosi multipla – dice il neurologo – non causa demenza, ma un rallentamento, fino anche alla degenerazione, delle funzioni cognitive. Per questo – conclude De Stefano – la ricerca si concentrerà ora su un’osservazione, a medio e lungo termine, dell’assunzione del farmaco per verificare la sua capacità di rallentare o addirittura fermare il declino cognitivo».

 

Iscriviti alla Newsletter di Sanità Informazione per rimanere sempre aggiornato

Articoli correlati
La “scatola nera” dell’apparato digerente: con l’enteroscopia e la videocaspula l’intestino tenue non ha più segreti
La ricercatrice dell’università Cattolica: «Non si tratta di tecniche nuove, piuttosto è il loro perfezionamento a poter essere considerato innovativo. Presto utilizzeremo l’enteroscopia a spirale motorizzata, che offre una diagnosi più veloce ed un trattamento più efficace»
di Isabella Faggiano
Pubertà precoce, Bambin Gesù: «Casi più che raddoppiati durante il lockdown»
Più del doppio, rispetto allo scorso anno, le vicende di pubertà anticipata o precoce registrate all’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma durante i mesi iniziali della pandemia
Covid, stress post traumatico per un sanitario su tre
Isabel Fernandez (presidente associazione EMDR Italia): «Serve supporto psicologico in ospedale per medici e infermieri. L'EMDR funziona»
Individuato il tallone di Achille del cancro. Santaguida (IEO): «Così potremmo uccidere le cellule tumorali»
Due ricercatori italiani dell’Istituto Europeo di Oncologia, Stefano Santaguida e Marica Ippolito, hanno preso parte allo studio coordinato dal dipartimento di genetica molecolare umana dell’Università di Tel Aviv che ha scoperto l’alterazione della struttura genetica delle cellule tumorali
di Federica Bosco
Staminali: siglato protocollo di intesa tra Consumerismo No Profit e Futura Stem Cells
Per fornire maggiori garanzie ai consumatori ed evitare raggiri e inganni
GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Non Categorizzato

Covid-19 e vaccini: i numeri in Italia e nel mondo

Al 16 aprile, sono 139.109.041 i casi di coronavirus in tutto il mondo e 2.986.608 i decessi. Ad oggi, oltre 840,94 milioni di dosi di vaccino sono state somministrate nel mondo. Mappa elaborata ...
Salute

Vaccini, mai più dosi avanzate: come funzionano le “liste di sostituti” in Lombardia, Lazio e Campania

Le chiamano "panchine", sono le liste straordinarie che le Regioni utilizzano per ottimizzare le dosi dopo l'ordinanza di Figliuolo. Ma chi rientra tra coloro che verranno contattati?
di Federica Bosco e Gloria Frezza
Salute

Terapia domiciliare anti-Covid, guida all’uso dei farmaci

Antivirali, antitrombotici, antibiotici e cortisone: facciamo chiarezza con gli esperti della SIMG (Società Italiana di Medicina Generale) ed il dirigente medico in Medicina Interna presso l&rs...