Salute 10 Ottobre 2020

Sanità, Fp Cgil in piazza: «Con fondi europei diamo vita ad un new deal per la salute»

Il Piano di riforma del servizio socio-sanitario è stato presentato oggi a Roma dal Segretario Maurizio Landini al Ministro della Salute Speranza

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Un vero e proprio new deal per la salute: un piano di riforma del Servizio socio-sanitario nazionale (Sssn) che nasce dalle esperienze registrate nel corso della prima fase della pandemia e in vista delle risorse che arriveranno e che «non dovranno lasciare in eredità un Sssn con le stesse patologie conosciute». È la proposta che Cgil e Fp Cgil hanno lanciato oggi in occasione della manifestazione ‘Sanità: pubblica e per tutti! Le nostre proposte per il Servizio socio sanitario nazionale’, che ha avuto luogo a Roma in piazza del Popolo alla presenza del ministro della Salute, Roberto Speranza, e del segretario generale della Cgil, Maurizio Landini.

Un’iniziativa nel pieno rispetto delle norme di sicurezza anti-Covid. Al centro della manifestazione le esperienze di lavoratrici e di lavoratori, costruttori con il sindacato nei giorni scorsi della proposta presentata in piazza.

«Proposta – spiegano dalla Fp Cgil – che si regge su quattro cardini: un nuovo modello organizzativo incentrato sulla presa in carico delle persone nell’arco della loro vita; il lavoro da ricomporre e valorizzare, attraverso il rinnovo dei contratti, e da incrementare con un piano straordinario di assunzioni; un nuovo patto istituzionale fra Stato e Regioni finalizzato ad una reale universalità del diritto alla salute; un piano pluriennale trasparente di investimenti mirati anche all’innovazione, tecnologica, di processo e clinica».

LANDINI: «INVESTIMENTI, TERRITORIO, PREVENZIONE, NUMERO CHIUSO. ECCO DOVE INTERVENIRE PER UN NUOVO SERVIZIO SOCIO-SANITARIO»

«Le proposte che abbiamo portato in piazza – spiega ai nostri microfoni Maurizio Landini, Segretario Generale Cgil – riguardano, innanzitutto, gli investimenti nel Servizio sanitario nazionale dopo anni di tagli. Dobbiamo utilizzare soldi europei, e non solo, all’interno di un progetto in cui non si parli solo di Servizio sanitario pubblico ma di Servizio socio-sanitario. Ciò vuol dire investire anche sul territorio, nella prevenzione, nelle assunzioni. Vuol dire superare la precarietà, rinnovare i contratti, investire sulla professionalità. Significa anche superare il numero chiuso che c’è nelle università per i medici e per gli infermieri specialistici. Da un certo punto di vista, dunque, il messaggio che mandiamo è relativo alla centralità di un diritto come quello alla salute, che oggi è un elemento centrale per ridisegnare anche il sistema produttivo del nostro Paese, il quale – conclude Landini – deve avere una grande attenzione anche per la prevenzione e sicurezza nei luoghi di lavoro».

FILIPPI: «BASTA DISTRIBUIRE RISORSE A PIOGGIA. SERVONO PERSONALE E BUONE PRATICHE»

«Siamo in piazza – spiega Andrea Filippi, Segretario nazionale Fp Cgil Medici – per rilanciare il Servizio socio-sanitario nazionale. Ci rendiamo conto che con le risorse che arriveranno dal Recovery Fund e probabilmente dal Mes abbiamo una grandissima responsabilità: quella di ridistribuire le risorse in modo da permettere la realizzazione di questo nuovo modello. Siamo contrari alla distribuzione a pioggia delle risorse. È necessario – continua Filippi – recuperare i principi fondamentali che hanno ispirato l’istituzione del nostro Ssn, per fare in modo che vi sia una maggior integrazione dei servizi sociali sul territorio. E quindi enti, comuni, Regioni e Stato devono mettersi d’accordo per un nuovo modello di società, che manca da troppi anni, e per un nuovo modello di servizio sanitario. Naturalmente – conclude Filippi –, per far questo servono personale, che oggi manca dopo anni di definanziamenti e di tagli, e buone pratiche. Solo in questo modo si può passare dai sogni ai fatti».

VANNINI: «NECESSARIO SPENDERE AL MEGLIO LE RISORSE CHE ARRIVANO DALL’EUROPA»

«Abbiamo deciso di portare la gente in piazza – è la posizione di Michele Vannini, Segretario nazionale Fp Cgil con delega alla sanità – per aprire una discussione ampia nel Paese sul tema della salute e della riforma del sistema socio-sanitario nazionale. C’è bisogno di spendere bene le risorse che stanno arrivando dall’Europa attraverso investimenti forti sul personale. C’è bisogno di assunzioni stabili e non del precariato che c’è stato fino a questo momento e continua ad esserci. Per questi motivi siamo qui: portiamo una serie di proposte concrete con l’intenzione di aprire un dibattito, il più largo possibile, sulla sanità e sulla salute di tutte le cittadine e i cittadini».

SPERANZA: «SALUTE E SSN SONO BENI PUBBLICI CHE NON POSSONO ESSERE LASCIATI AL MERCATO»

«Per molti anni – ha spiegato dal palco il Ministro della Salute, Roberto Speranza – si è consolidata una opinione che poi è diventata quasi una ideologia, ovvero che il mercato potesse sempre risolver tutto. Il periodo che stiamo vivendo ci ha dimostrato che non è così: servono lo Stato, le associazioni, le organizzazioni e l’impegno pubblico a difesa del diritto alla salute e del Servizio sanitario nazionale. Si tratta di beni pubblici fondamentali che non possono essere lasciati al mercato. Ci troviamo – ha proseguito il Ministro – in una fase decisiva. Si tratta dell’occasione più grande che abbiamo a disposizione. Prima fare una riforma, in un momento in cui non c’erano soldi, significava fondamentalmente tagliare. Oggi possiamo invece immaginare una riforma in un momento in cui ci sono molte più risorse. I soldi impiegati nella sanità non sono spese ma investimenti sulla qualità della vita delle persone».

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