Salute 21 Gennaio 2021 10:06

Report Gimbe, casi Covid in riduzione. Quasi 10mila persone hanno completato il ciclo vaccinale

Prima vera riduzione dei casi Covid da due settimane, effetto del Decreto Natale. Ospedalizzazioni ancora sopra il livello in sette regioni. Immunizzate 9.160 persone ma 13mila aspettano la seconda dose

Report Gimbe, casi Covid in riduzione. Quasi 10mila persone hanno completato il ciclo vaccinale

Una settimana all’insegna della riduzione dei casi per l’Italia, da 121.644 a 97.335. Dal 13 al 19 gennaio il monitoraggio indipendente della Fondazione Gimbe ha rilevato un rapporto positivi/casi testati sceso al 19,8% da 29,5% della scorsa settimana. «Significativo e anomalo» lo descrivono gli esperti. Si riducono anche i ricoverati con sintomi (22.699 vs 23.712) e le terapie intensive (2.487 vs 2.636). Lieve calo dei decessi (3.338 vs 3.490).

Effetti del Decreto Natale

«Dopo due settimane di lenta risalita di tutte le curve che riflettevano gli allentamenti pre-natalizi – afferma Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe – si osserva una riduzione dei nuovi casi grazie agli effetti del Decreto Natale, che nei primi giorni ha di fatto “colorato di rosso” l’intero Paese». Rispetto all’attività di testing non vengono segnalate le variazioni di tamponi e persone testate perché dal 15 gennaio il bollettino del Ministero della Salute include anche i tamponi antigenici rapidi.

Dunque, il crollo del rapporto positivi/persone testate sembra di difficile interpretazione e non confrontabile con la settimana precedente, dove il calcolo era effettuato solo sui tamponi molecolari. Grazie alla serrata di Natale si riduce l’incremento percentuale dei casi in quasi tutte le Regioni. Calano le ospedalizzazioni, anche se l’occupazione dei posti letto con pazienti Covid continua a superare in sette regioni la soglia del 40% in area medica e in 11 regioni quella del 30% delle terapie intensive.

Piano vaccinale, in Italia 154 milioni di dosi

Secondo il piano vaccinale nazionale nel 2021 dovranno arrivare 154,1 milioni di dosi: 28,3 nel primo trimestre, 57,2 nel secondo, 53,8 nel terzo e 14,8 nel quarto. Con precisione:

  • Dei vaccini approvati (Pfizer-BioNTech e Moderna) l’Italia dispone sulla carta di 102,3 milioni di dosi:
    • 37,7 milioni di dosi con tempi di consegna già definiti dal Piano vaccinale;
    • 64,6 milioni di dosi con tempi di consegna non noti. Tali dosi includono quelle previste dal contratto aggiuntivo stipulato dalla Commissione Europea con Pfizer-BioNtech lo scorso 8 gennaio (40,3 milioni) e quelle aggiuntive opzionali previste dai contratti con Pfizer-BioNTech (13,5 milioni) e Moderna (10,8 milioni).
  • AstraZeneca si è impegnata a fornire 53,8 milioni di dosi, con tempi di consegna noti solo per 40,4 milioni di dosi (16,2 nel primo trimestre 2021 e 24,2 nel secondo), previa autorizzazione condizionata all’immissione in commercio (AIC) dell’EMA, il cui parere è atteso per il 29 gennaio.
  • Le rimanenti 202,6 milioni di dosi riguardano vaccini per i quali le aziende non hanno presentato all’EMA la domanda di AIC: in particolare, per il vaccino di Johnson&Johnson è stata avviata la procedura di rolling review, Cure-Vac ha iniziato lo studio di fase 3 a metà dicembre (ma inspiegabilmente il Piano vaccinale prevede consegne già nel primo trimestre), mentre Sanofi-GSK ha posticipato le consegne al 2022.

In 13.534 aspettano la seconda dose, colpa dei ritardi

Al 20 gennaio erano state consegnate alle regioni 1.558.635 dosi, di cui 1.250.903 già somministrate (80,3%), con rallentamento negli ultimi giorni. Tuttavia, solo 9.160 persone hanno completato il ciclo vaccinale, mentre 13.534 persone avrebbero già dovuto ricevere la seconda dose. «Tenendo conto dei possibili ritardi di consegna, anche comunicati last minute come nel caso di Pfizer – spiega il presidente – è fondamentale che in questa fase le regioni accantonino i vaccini per la somministrazione della seconda dose. La campagna vaccinale non è una gara di velocità: l’unità di misura su cui confrontarsi, sia con gli altri Paesi, sia tra le regioni, non è infatti il numero di dosi somministrate, ma la percentuale della popolazione che ha completato il ciclo vaccinale, garanzia di efficacia del 94-95% nel prevenire  Covid-19 sintomatico».

«A fronte dei ritardi di consegna dei vaccini e delle incognite legate alle varianti del virus – conclude Cartabellotta – se da un lato è urgente tarare il piano delle somministrazioni su quello delle consegne effettive per garantire nei tempi corretti la seconda dose, dall’altro è indispensabile potenziare rapidamente l’esigua attività di sequenziamento virale (0,034%), visto che la Commissione Europea raccomanda un target del 5-10% dei tamponi molecolari positivi. Bisogna prendere definitivamente atto che solo le zone rosse, come quelle imposte dal Decreto Natale, sono la vera arma per piegare la curva del contagio, destinata a risalire nelle prossime settimane per le minori restrizioni nelle Regioni arancioni e gialle, la riapertura delle scuole e il potenziale impatto delle nuove varianti».

 

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