Salute 9 Settembre 2021 16:13

Pediatria, ecco il progetto che inserisce la “gentilezza” tra le buone pratiche

Dalla Rete Nazionale Medici Pediatri per la Gentilezza un vero e proprio “ricettario” di consigli per i bambini e le famiglie

Pediatria, ecco il progetto che inserisce la “gentilezza” tra le buone pratiche

La gentilezza come “terapia” da prescrivere per accrescere il livello di benessere della comunità. È questo l’obiettivo portato avanti dallo scorso anno in Puglia dalla Rete Nazionale Medici Pediatri per la Gentilezza, con il sostegno al progetto nazionale “Costruiamo Gentilezza” coordinato dall’associazione Cor et Amor che si prefigge di rendere la gentilezza un’abitudine e una pratica diffusa a tutti i livelli, da quello scolastico a quello lavorativo fino a quello sanitario.

La rete sta velocemente coinvolgendo pediatri di tutta Italia che, attraverso la condivisione sul forum di buone pratiche di gentilezza messe in campo nella propria professione diventano, appunto, Ambasciatori di gentilezza. In questo modo, la rete pediatrica diventa un punto di riferimento e portavoce dei reali bisogni dei bambini e delle loro famiglie, apportando benefici in termini di benessere e prevenzione alla comunità. La pediatra Arcangela De Vivo, Ambasciatrice di gentilezza in Puglia, ci ha raccontato i dettagli del progetto.

Le buone pratiche della gentilezza in ambito sanitario

«Gli atti di gentilezza sono qualcosa di spontaneo che ci aiuta a vivere meglio – spiega – e dovrebbero essere parte integrante della nostra vita quotidiana in ogni suo ambito. Durante il lockdown è sorta l’esigenza di creare una rete di ascolto per intercettare i nuovi bisogni, le nuove paure e difficoltà che hanno investito le famiglie. Abbiamo riscontrato – afferma la pediatra – che la gentilezza può davvero essere di supporto nella vita pratica, nel far fronte alla solitudine. Diversi studi dimostrano che dare e ricevere gentilezze aiuta a vivere meglio, abbassa la pressione e aumenta le endorfine, favorisce il buon sonno e può addirittura incidere beneficamente sui telomeri, quindi sul nostro patrimonio genetico».

Il ricettario della gentilezza

«È stata la prima cosa che ci è venuta in mente, insieme al coordinatore del progetto Luca Nardi, da inserire tra le buone pratiche della gentilezza: un vero e proprio ricettario. Così – racconta la dottoressa De Vivo – in aggiunta alle classiche prescrizioni mediche, inseriamo ogni volta un consiglio improntato alla gentilezza per i nostri piccoli assistiti e le loro famiglie. Un esempio: una volta a casa, fai una telefonata alla nonna. Oppure, dopo cena resta sul divano a chiacchierare della giornata con la tua famiglia dimenticando il cellulare. O ancora, per una bambina timida e schiva la “prescrizione” è stata quella di andare al parco giochi e socializzare con gli altri bambini».

Sono stati realizzati dei ricettari della gentilezza cartacei, distribuiti gratuitamente, come test prova, a tutti i medici pediatri pugliesi, mentre a disposizione dei pediatri delle altre regioni è stata messa a disposizione la matrice della ricetta, scaricabile dalla piattaforma web.

Un progetto che supporta la comunità e il rapporto medico-paziente

«Il progetto è costantemente work in progress – spiega la pediatra -. Non ci sono imposizioni di alcun genere, è tutto completamente fondato sulla creatività, sulle idee e sulle esperienze di chi ne fa parte. Non abbiamo scoperto l’acqua calda, tuttavia il nostro obiettivo è mettere a sistema e al servizio della comunità una qualità che è presente in ognuno di noi. E credo inoltre – conclude la dottoressa De Vivo – che queste buone pratiche siano un’opportunità per colmare il gap comunicativo ultimamente venutosi a creare nel rapporto medico-paziente, e per rinsaldare ulteriormente il tradizionale rapporto di fiducia che intercorre tra noi e i nostri assistiti».

 

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