Salute 26 luglio 2016

Medicinema: al Policlinico Gemelli si sperimenta la “terapia del grande schermo”

Nell’ospedale romano un cinema per alleviare la degenza dei pazienti e migliorare il rapporto con gli operatori sanitari e la loro formazione

Il cinema come strumento terapeutico. È questa l’idea nata venti anni fa in Inghilterra e da poco importata anche in Italia grazie a Fulvia Salvi, presidente di MediCinema Italia Onlus, che ha permesso la realizzazione di una sala cinematografica a misura di paziente all’interno del Policlinico Gemelli di Roma. Un esperimento che ha avuto finora un enorme successo e ha contribuito a portare svago e gioia a tantissimi pazienti, grandi e bambini. L’obiettivo, ovviamente, è quello di continuare su questa strada e di portare “Medicinema” anche in altri ospedali.

«Il Gemelli di Roma – spiega Francesca Medolago Albani, vicepresidente di MediCinema Italia – rappresenta la prima realizzazione organica dell’idea all’interno di una struttura ospedaliera. Si tratta di una vera sala cinematografica costruita ex novo in uno spazio del policlinico. È stata inaugurata lo scorso aprile, dopo circa due anni di lavoro, e in seguito alla sua realizzazione abbiamo cominciato a testare il protocollo che prevede lo spostamento dei pazienti, siano essi autonomi o che si trovano a letto o sulla carrozzina. Le tecnologie che abbiamo installato in questo cinema – spiega ancora la dottoressa Medolago Albani – sono di ultima generazione, in modo tale da dare al paziente un servizio di qualità che gli consenta di allontanarsi per un po’ di tempo dal suo status di malato. Tutto ciò permette ai pazienti di socializzare, di uscire dalla stanza, di prepararsi per qualcosa di diverso dagli appuntamenti abituali della giornata, che sono gli incontri con i medici, le terapie, gli esami, le ansie e le preoccupazioni di un paziente. In questo modo il malato diventa anche maggiormente ricettivo rispetto alle terapie e alle cure che riceve in ospedale».

Il cinema può essere però utilizzato non solo per regalare al paziente un momento di distrazione, ma anche per veicolare dei messaggi che possono aiutarlo a gestire al meglio la degenza in ospedale. «È un obiettivo – spiega ancora il vicepresidente della Onlus – che perseguiamo in due modi: prima di tutto, attraverso la scelta dei film e dei contenuti, che ovviamente devono essere adatti al paziente e devono metterlo nella migliore delle condizioni possibili; in secondo luogo, cercando di fare di questo strumento un aiuto terapeutico, e dunque non solo d’intrattenimento, in maniera tale da provocare tutta una serie di ricadute benefiche sulla condizione del malato».

«Il cinema, così come tutta l’arte, è un elemento importante nella lotta contro le malattie, soprattutto quelle neurologiche», spiega Fulvia Salvi, Presidente di MediCinema Italia Onlus. «I pazienti dichiarano di non sentire dolore mentre guardano un film e la programmazione non è una semplice riproduzione di pellicole, ma una scelta studiata da un importante lavoro di squadra fatto in ospedale grazie all’aiuto di psicologi che possono indicare quali sono i film più indicati non solo dal punto di vista dell’intrattenimento, ma anche da quello del sostegno psicologico». In tutto ciò, il contributo dato dai camici bianchi è fondamentale in quanto, spiega ancora la Presidente Salvi, «hanno investito tanto in questo progetto e hanno accolto con grande interesse e, soprattutto, con grande voglia di sperimentare uno strumento così innovativo».

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