Salute 5 giugno 2017

Mal di testa? «Non dipende dalla vista» lo spiega (e conferma) il dottor Valeriani (Bambino Gesù)

Sollecitato dalle domande dei medici nostri lettori, lo specialista chiarisce: «Dall’oculista solo per la valutazione del fondo dell’occhio, fondamentale per cause gravi di mal di testa». E se un bambino lamenta mal di testa dietro la nuca è meglio rivolgersi a uno specialista: potrebbe essere una cefalea sintomatica

E’ uno dei disturbi più comuni, spesso è ricorrente e invalidante. Ne soffrono più di 25 milioni di italiani, e colpisce soprattutto le donne. Parliamo di mal di testa e, in particolare, del presunto legame tra cefalea e difetti della vista. Se si ha mal di testa, si deve andare dall’oculista? Lo abbiamo chiesto al Dottor Massimiliano Valeriani, responsabile del Centro Cefalee dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù: «La letteratura scientifica sul tema è chiara: non è il difetto di vista che causa il mal di testa. Quando un bambino ha mal di testa non bisogna portarlo dall’oculista per misurare la vista. L’oculista è estremamente utile per la valutazione del fondo dell’occhio, fondamentale per escludere cause del mal di testa legate a un’ipertensione endocranica, quindi mi riferisco sia a situazioni di tumori intracerebrali che di quella che si chiama ipertensione endocranica benigna. Ma al di là di questo la misurazione dell’acuità visiva è assolutamente inutile nel bambino che soffre di mal di testa».

Il dottor Valeriani conferma quindi quanto era stato detto qualche giorno fa in una nota diffusa dal Bambino Gesù e pubblicata da Sanità Informazione, Mal di testa dei bambini? Gli esperti del Bambino Gesù sfatano 10 falsi miti, in cui venivano elencate dieci credenze sul mal di testa dei bambini, commentati e smentiti dai medici del centro cefalee dell’ospedale pediatrico con un vero e proprio decalogo, che ha stimolato l’attenzione e la curiosità di numerosi lettori, molti dei quali hanno chiesto approfondimenti sul tema che abbiamo, appunto, girato allo specialista pediatrico.

«Neanche sforzare la vista per molto tempo davanti al computer, tablet o cellulari causa cefalea, se non si ha una predisposizione genetica – continua il dottor Valeriani -. Gli emicranici poi possono avere mal di testa se si affaticano quando leggono, ma non c’è assolutamente un legame diretto».

Per quanto riguarda poi le differenze tra le zone interessate dal dolore, il dottor Valeriani specifica come, nella stragrande maggioranza dei casi, i bambini e gli adolescenti riferiscano un mal di testa nella zona frontale o fronto-temporale. «Più rara è la localizzazione occipitale, quindi posteriore, del mal di testa. Prendendo in considerazione i bambini che arrivano nel nostro pronto soccorso, abbiamo osservato che la localizzazione occipitale della cefalea sia più spesso associata a cefalee sintomatiche, secondarie, quindi a cause potenzialmente più gravi di mal di testa. Bisogna tuttavia sottolineare che non tutti i bambini che hanno dolori localizzati in sede occipitale debbano avere un tumore cerebrale o qualche altra causa grave di mal di testa».

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