Salute 26 luglio 2018

Intelligenza artificiale, Patient Voice è la risposta alla presa in carico del paziente cronico

Softjam Spa in partnership con Microsoft ha inaugurato una piattaforma sofisticata di raccolta e analisi dei dati in grado di verificare l’andamento della salute degli stessi e offrire di conseguenza consigli “intelligenti” e personalizzati per migliorare la qualità della loro vita

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Una piattaforma d’intelligenza artificiale che accompagna il paziente affetto da malattia cronica nel percorso terapeutico. Attraverso la raccolta, l’archiviazione e la condivisione di dati, Patient Voice, questo il nome del programma, può fornire consigli utili a migliorare la qualità di vita del malato.

Si tratta di una piattaforma sofisticata, realizzato da Softjam Spa in partnership con Microsoft, in cui cittadini, medici e strutture coinvolte nel percorso di cura, possono fare delle valutazioni sullo stato dell’arte delle terapie e su eventuali progressi o regressi del paziente rispetto al suo percorso.

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Un altro passo in avanti a favore di una sanità innovativa ed equa, resa possibile dalle tecnologie basate su intelligenza artificiale e cognitive computing. Una nuova iniziativa di portata internazionale che coinvolge aziende farmaceutiche di rilevanza mondiale come Takeda, associazioni di pazienti estere e la EFCCA, Federazione Europea delle Associazioni di colite ulcerosa e Crohn.

«La sanità non è più sostenibile oggi – spiega Andrea Pescino, AD di Softjam in una nota stampa dell’azienda – e tutto il mondo si sta orientando verso la Value Based HealthCare, assistenza sanitaria basata sul valore, un modello di erogazione dell’assistenza sanitaria finalizzata a migliorare gli esiti di salute dei pazienti, ottimizzando le risorse. La centralità del paziente è la strategia Value Based HealthCare che prevede programmi innovativi in grado di valutare il percorso terapeutico nella sua complessità, in un’ottica di integrazione, sostenibilità e beneficio».

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«Le ricadute di una piattaforma come Patient Voice sono molteplici – spiega Luisa Avedano, Ceo EFCCA – Le associazioni di pazienti si stanno rendendo conto di quanto sia utile unire le forze, le energie e le esperienze anche per essere più visibili e reclamare per qualche diritto. Noi cerchiamo di migliorare la qualità di vita dei nostri pazienti quindi le tecnologie che abilitano la raccolta e la fruizione dei dati sono fondamentali. EFCCA sta investendo molto in questo progetto che è il futuro: abbiamo bisogno di questi dati per fare pressione a livello politico sia nazionale sia internazionale, abbiamo bisogno dei dati per avere un quadro per fascia di età, per tipo di malattia e per avere uno screening di quello che accade alla persona, cosa che può aiutare ad affrontare la malattia in maniera più personalizzata».

«La salute digitale al servizio del paziente é da sempre elemento centrale nell’impegno di Microsoft per sostenere l’innovazione nella eHealth. La democratizzazione dell’intelligenza arificiale genera benefici concreti per tutti i cittadini, sia in termini di efficacia del servizio al paziente, sia in termini di efficienza del Servizio Sanitario. Il nuovo progetto realizzato con Softjam e Takeda, in particolare, è un ulteriore esempio di come la tecnologia possa migliorare la qualità della vita dei pazienti offrendo loro un servizio a valore», ha commentato alla stampa Elena Bonfiglioli, Managing Director Health and Life Science EMEA.

Andrea Pescino conclude: «Siamo estremamente felici di poter abilitare tecnicamente questo progetto che ha le potenzialità per migliorare le qualità della vita di pazienti che soffrono di malattie croniche e contemporaneamente ridurre i costi della sanità consentendo di investire solo su terapie che migliorano effettivamente la vita dei pazienti».

 

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