Salute 16 Maggio 2016 16:27

INMP in campo per la salute dei migranti: «Ma bisogna investire sui medici»

Intervista a Maria Concetta Mirisola, direttore dell’Istituto Nazionale per la promozione della salute delle popolazioni Migranti

Pronti ad una forte azione in favore dei migranti oltre che degli italiani in difficoltà, aumentando gli investimenti sul nostro personale». Maria Concetta Mirisola, direttore generale dell’Istituto Nazionale per la salute dei Migranti ed il contrasto alle malattie della Povertà (Inmp), sintetizza così la missione della struttura che dirige e che di recente ha visto ampliare i propri spazi.

In occasione dell’inaugurazione dei reparti ristrutturati, avvenuta alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e del ministro alla Salute Beatrice Lorenzin, sono state lanciate nuove sfide all’insegna di un Servizio Sanitario Nazionale senza «barriere, confini e pregiudizi», come ha affermato il Dg Mirisola.

In tal senso interessanti i dati relativi ai pazienti curati a Roma e presso l’ambulatorio specialistico Inmp di Lampedusa da maggio a novembre 2015: si tratta di 2.076 uomini e 392 donne, con un’età media di 22 anni. Tra i principali problemi di salute riscontrati tra le persone arrivate a Lampedusa ci sono soprattutto scabbia, pidocchi, impetigine e dermatite da contatto. Oltre alle patologie tipiche di chi è sottoposto a lunghi viaggi stressanti, si registrano, però, moltissimi traumi, persone che riportano fratture, donne stuprate che hanno bisogno non solo di assistenza medica ma anche psicologica. «Un servizio che il personale dell’Istituto svolge ogni giorno, in silenzio», ha evidenziato il ministro Lorenzin, ricordando anche che: «Moltissimi migranti sono stati assistiti nel nostro Paese, visitati, vaccinati, sottoposti a screening ma nessuno era portatore di virus pericolosi».

Un’opera, dunque, di straordinaria importanza in un momento in cui il nostro Paese si trova in prima linea nel fronteggiare da una parte l’emergenza migranti e dall’altra a dover fare i conti con la crisi economica, che sta privando del diritto alla salute sempre più italiani, con una percentuale in costante (e preoccupante) aumento di chi non riesce a garantirsi visite mediche e farmaci: il numero delle persone che si sono rivolte all’Istituto nazionale per la salute delle popolazioni migranti ed il contrasto delle malattie della povertà (Inmp) è infatti passato dall’8% del 2008 al 39% del 2015. Sono dati forniti proprio da Maria Concetta Mirisola nell’evidenziare, a tal riguardo, l’importanza di poter disporre di risorse a sufficienza per garantire il personale necessario.

Direttore Mirisola, nuovi spazi per l’Inmp ma anche un afflusso sempre maggiore di pazienti e più richieste. Crede che servirà anche un adeguamento di personale?
«Al momento è prioritario stabilizzare le persone che stanno già lavorando all’interno della struttura. Quindi è un percorso che richiede del tempo. Ma proprio la stabilizzazione è uno degli obiettivi da centrare con un canale preferenziale per le persone che lavorano da noi da più di cinque anni. Ci sono già contrattualizzati a tempo indeterminato, abbiamo fatto una riorganizzazione strutturale, ci siamo dotati di tecnologie all’avanguardia, adesso dobbiamo andare avanti con il resto del personale. Ritengo che in un paio di anni avremo risolto i nostri problemi».

Il ministro Lorenzin ha messo in evidenza le nuove richieste da parte di chi chiede assistenza al Ssn. In special modo si riferiva ai migranti. Ritiene che il personale sia adeguatamente formato?
«Io posso parlare del personale dell’Istituto, e quello è assolutamente formato e sta lavorando da anni, proprio in questo settore particolare della medicina delle emigrazioni. Tutti hanno diversi  anni di esperienza alle spalle, ma sono soprattutto specialisti che lavorano con dedizione e generosità».

Articoli correlati
Immigrazione, Aodi (Amsi): «Solo il 7% di 800.000 persone senza tessera sanitaria ha il green pass»
Solo in 13 regioni su 21 si possono effettuare vaccini per irregolari, ribadisce Aodi (AMSI) e denuncia i ritardi nelle vaccinazioni nei paesi più poveri
Inmp: nasce la prima banca dati della sanità per censire le buone pratiche
L’Istituto Nazionale per la promozione della salute delle popolazioni Migranti e per il contrasto delle malattie della Povertà (INMP) dà il via alla selezione pubblica per censire le esperienze di sanità pubblica che si sono distinte in termini di equità
Migranti e salute, presentata l’edizione 2020 del Corriere della Salute di Sanità di Frontiera
Siamo davvero invasi dai migranti? Chi viene nel nostro Paese ci ruba il lavoro? Sono dei privilegiati e hanno accesso a servizi preclusi, invece, agli italiani? Sono queste alcune delle domande a cui l’edizione 2020 de “Il Corriere della Salute di tutti”, la rivista di Sanità di Frontiera, intende dare una risposta
Covid-19, stretta sulla movida: discoteche chiuse e mascherine obbligatorie anche all’aperto
In Italia aumentano i contagi e scende l'età media dei contagiati, con forme anche severe. Le disposizioni per contenere la diffusione del virus
Migranti, interrogazione di Regimenti (Lega) a Commissione Ue: «Salute pubblica a rischio, valuti blocco navale per gestire flussi»
In una interrogazione alla Commissione Regimenti chiede anche di «affrontare la questione degli sbarchi nei Paesi del Mediterraneo in coordinazione col Consiglio, con riferimento al pericolo costituito dai migranti contagiosi», risultati positivi al Covid-19
GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Non Categorizzato

Covid-19 e vaccini: i numeri in Italia e nel mondo

Al 4 luglio, sono 549.184.038 i casi di Covid-19 in tutto il mondo e 6.339.118 i decessi. Ad oggi, oltre 11,75 miliardi di dosi di vaccino sono state somministrate nel mondo. Mappa elaborata dalla&nbs...
Covid-19, che fare se...?

Quali sono i sintomi della variante Omicron BA.5 e quanto durano?

La variante Omicron BA.5 tende a colpire le vie aeree superiori, causando sintomi lievi, come naso che cola e febbre. I primi dati indicano che i sintomi durano in media 4 giorni
Covid-19, che fare se...?

Negativo con i sintomi, quando posso ripetere il test?

Capita sempre più spesso che una persona con i sintomi del Covid-19 risulti negativa al primo test. Con Omicron sono stati segnalati più casi di positività ritardata. Meglio ripet...