Salute 15 Gennaio 2021 12:08

In Gran Bretagna contagi fuori controllo, cambia il piano vaccinale

Un cardiologo italiano racconta: «Variante più contagiosa, ora si predilige vaccinare il maggior numero di persone con la prima dose, ritardando la seconda. Ci vorranno almeno due o tre mesi per vedere un vero effetto del vaccino»

di Federica Bosco

Allarme rosso in Gran Bretagna. Nonostante sia stato il primo paese al mondo ad avviare la campagna vaccinale contro il Covid, nel mese di dicembre, il numero dei contagi è oggi fuori controllo. Il governo ha chiuso scuole e attività commerciali mettendo in atto un lockdown severo e in ospedale la situazione è in emergenza, come spiega Francesco Logiudice, cardiologo all’Hammersmith hospital di Londra.

Ricoveri in aumento, +30 percento in una settimana

«In ospedale abbiamo avuto un incremento dei ricoveri nella misura del 20 o 30 per cento – spiega a Sanità Informazione –, una crescita esponenziale e tutti gli ospedali oggi sono pieni. Posso dire che la situazione è peggiorata rispetto a marzo ed aprile. Le terapie intensive sono piene. Sono state sospese tutte le attività, tranne le urgenze e le malattie gravi. Le attività ambulatoriali sono gestite nella maggior parte dei casi da remoto con la telemedicina, mentre il restante è sospeso».

«Questa variante sicuramente si diffonde più rapidamente – sottolinea – anche se non sembra essere associata una maggiore mortalità. In più, non sembra avere una resistenza al vaccino, anche se è troppo presto per dirlo. In generale, però, ci vorranno almeno due o tre mesi prima che si possa vedere un vero effetto della campagna vaccinale e quindi una significativa riduzione della circolazione del virus».

Più vaccini a tutti, sospesa la seconda dose

Per frenare la corsa del virus sono state fatte azioni correttive anche nella campagna vaccinale, scelte che potrebbero avere delle ripercussioni sull’efficacia del vaccino, come ha argomentato il cardiologo italiano: «Hanno cancellato tutti gli appuntamenti per la seconda dose – spiega – perché l’obiettivo è quello di vaccinare il maggior numero di persone con la prima dose, ritardando la seconda. In questo modo si pensa di avere una copertura significativa della popolazione, ma non sappiamo in realtà quanto copra il primo vaccino impiegato, quello della Pfizer, se non si segue la procedura prevista», ovvero il richiamo dopo 21 giorni. Secondo le indicazioni, «dieci giorni dopo la prima dose la copertura è al 50 per cento, il che significa meno probabilità di infettarsi e ancora meno di prendere un’infezione severa. Con due dosi si ha invece una copertura del 95 percento dopo sette giorni dalla seconda somministrazione».

Poca organizzazione, primato a rischio

Previsioni che potrebbero subire una battuta d’arresto, se verrà adottata la linea della massima copertura a tutti, con una sola dose. Su questo punto Lo Giudice avanza delle perplessità: «Hanno deciso di somministrare una dose a un maggior numero di persone compresi gli operatori sanitari e rimandare la seconda con la conseguenza che il vaccino potrebbe perdere la sua efficacia. Dall’interno di un ospedale posso dire che sarebbe stata necessaria una migliore organizzazione nella distribuzione e nella somministrazione delle dosi, anche se, guardando i dati, la Gran Bretagna è sempre in testa nella somministrazione dei vaccini pro capite davanti a Stati Uniti e Cina, ma non so per quanto tempo ancora. In ogni caso è fondamentale vaccinarsi e poi rispettare le regole per evitare che accada anche in altri posti quanto successo da noi».

Iscriviti alla Newsletter di Sanità Informazione per rimanere sempre aggiornato

Articoli correlati
Non solo Covid. Guido Rasi invita a recuperare le vaccinazioni “in sospeso”
Nel nuovo ebook del direttore Consulcesi, non solo un dettagliato elenco delle vaccinazioni oggi disponibili, ma anche consigli utili agli operatori sanitari per convincere quel 15% della popolazione italiana “esitante”
Covid, si inverte la curva dei contagi: +11,3% di casi negli ultimi 7 giorni
Continua la discesa di ricoveri e decessi. Il nuovo monitoraggio GIMBE relativo alla settimana 14-20 settembre
Il Calendario dei vaccini per la vita, a Firenze l’evento Simedet: «Sviluppare programmi di formazione ed informazione»
L'evento il 27 settembre a Firenze, a cura dell’Azienda Ospedaliero Universitaria Careggi e della Simedet, Società italiana di Medicina Diagnostica e Terapeutica
Via alle prenotazioni per i vaccini aggiornati, ora cosa bisogna fare?
I nuovi vaccini si possono prenotare sui siti regionali già utilizzati per le dosi precedenti. Priorità alle persone over 60, fragili e operatori sanitari
In Italia via libera ai vaccini «aggiornati», che fine faranno i «vecchi»?
L'Aifa ha approvato i due vaccini aggiornati sulla variante Omicron 1. Ma l'Italia ha ancora oltre 2 milioni di dosi di vaccini «vecchi» da utilizzare
GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Non Categorizzato

Covid-19 e vaccini: i numeri in Italia e nel mondo

Al 3 ottobre 2022, sono 618.051.664 i casi di Covid-19 in tutto il mondo e 6.546.875 i decessi. Mappa elaborata dalla Johns Hopkins CSSE. I casi in Italia Il bollettino di oggi (3 ottobre 20...
Covid-19, che fare se...?

Se risulto negativo al test ma ho ancora i sintomi posso contagiare gli altri?

Sintomi come febbre e tosse possono durare più della positività al test antigenico rapido. Gli scienziati si stanno interrogando quindi sulla durata della contagiosità. L'ipotesi ...
Covid-19, che fare se...?

Quanto durano i sintomi del Long Covid?

La durata dei sintomi collegati al Long Covid può essere molto variabile: si va da qualche settimana fino anche a 24 mesi