Salute 21 Gennaio 2022 13:25

Il grande fallimento di Immuni. Sull’app presenti solo il 2% dei positivi

L’app Immuni è stata un gran fallimento in Italia. Attualmente l’applicazione segnala solo il 2% dei positivi e si stima che abbia contribuito al tracciamento di solo l’1% dei casi. Ma le app di tracciamento hanno fallito anche negli altri paesi d’Europa.

Il grande fallimento di Immuni. Sull’app presenti solo il 2% dei positivi

Da strumento per contenere la pandemia a mero contenitore dove scaricare il Green Pass e visualizzarlo all’occorrenza. E’ ormai indubbio che l’app Immuni sia stata un gran fallimento nel nostro paese, almeno nei suoi scopi iniziali. Lanciata dal Governo italiano subito dopo la prima ondata della pandemia con l’obiettivo di favorire il contact tracing, la risposta della popolazione è stata piuttosto deludente. Basta confrontare i dati delle persone attualmente positive in Italia con quello degli utenti positivi (a dicembre) per Immuni: al 20 gennaio il bollettino ufficiale segnala 2.682.041 positivi, mentre su Immuni gli utenti positivi sono solo 69.010. Si può quindi facilmente concludere che solo poco più del 2% dei positivi ha scaricato o ha segnalato la propria positività a Immuni. Troppo poco per dare un vero contributo al contact tracing.

Meno di 1 italiano su 3 ha scaricato Immuni

In alcune Regioni italiane i numeri di utenti positivi registrati e segnalati da Immuni sono davvero irrisori. Per fare un esempio, basta pensare che in Calabria su 2.834 casi positivi registrati solo nella giornata di ieri, nel mese di dicembre gli utenti positivi su Immuni sono solo 25. In Valle d’Aosta gli utenti dell’app che a dicembre risultano positivi sono 30, nel Molise addirittura solo 6. Che il contact tracing tramite app Immuni rappresenti un vero fallimento lo si può intuire già solo dai dati dei download: a fronte di una popolazione di circa 60 milioni di persone, in Italia ad averla scaricata sono soli circa 19.840.000. Poco meno di 1 italiano su 3. Mentre, sin dalle prime fasi della distribuzione, i ricercatori ed epidemiologi hanno spiegato che per diventare efficaci, le applicazioni necessitavano di una platea di installazioni di almeno il 60%.

Le app di tracciamento hanno fallito in tutta Europa

Le app di tracciamento, tuttavia, non hanno fallito solo in Italia. Ma anche in tutta Europa. Secondo una ricerca di OpenPolis, a livello europeo le applicazioni come Immuni hanno contribuito al tracciamento dei contagi solo nel 5% dei casi. Tale percentuale nel nostro paese risulta ancora più bassa: in Italia Immuni avrebbe tracciato solo l’1% dei positivi. In generale, sono stati pochi i cittadini europei che hanno riportato la positività tramite queste applicazioni. Ma ad essere pochi sono stati proprio i download delle app di tracciamento. Nell’Unione Europea solo l’Irlanda è riuscita a raggiungere la soglia dei download dell’app: ad averla scaricata è stato il 75% della popolazione. Purtroppo, l’assenza di analisi e verifica dei dati a disposizione rende difficile capire quanto utili questi strumenti siano stati effettivamente utili nella lotta contro il virus Sars-CoV-2. Ma con questi numeri bassi la risposta sembra abbastanza scontata. Secondo gli esperti, l’ipotesi più probabile per spiegare il fallimento delle app di tracciamento in Europa risulta essere la mancanza di fiducia dei cittadini. Quest’ultima, infatti, sembra essersi rivelata una barriera insormontabile che avrebbe alla fine prodotto un risultato abbastanza modesto rispetto alle aspettative.

 

Iscriviti alla Newsletter di Sanità Informazione per rimanere sempre aggiornato

Articoli correlati
Covid, Gimbe: «Più 50% dei casi in 7 giorni. Aumentano ricoveri, terapie intensive e decessi»
Il presidente della Fondazione Gimbe, Nino Cartabellotta: «Prosegue impennata nuovi casi settimanali»
Medici di famiglia: «Di questo passo entro agosto saremo in piena emergenza». Prevale il test “fai da te” per non perdere le ferie
«Di questo passo, entro agosto potremmo trovarci in piena emergenza Covid. Uno scenario al quale i cittadini non pensano più, perché ritengono che il Covid sia ormai una banale influenza, senza comprendere che il virus può ancora essere letale»
Negativo con i sintomi, quando posso ripetere il test?
Capita sempre più spesso che una persona con i sintomi del Covid-19 risulti negativa al primo test. Con Omicron sono stati segnalati più casi di positività ritardata. Meglio ripetere il test dopo 24 ore
Sanità, Boldrini (Pd): «Prorogare e stabilizzare operatori sociosanitari nei penitenziari e nelle RSA»
La senatrice chiede ai ministri competenti «quali ragioni abbiano spinto a rinunciare a questa dotazione di personale in strutture che operano sempre sotto organico con conseguente burn out»
Lockdown controproducenti, in alcuni paesi hanno aumentato i contagi
Uno studio dell'Università della Finlandia orientale ha dimostrato che, in alcuni paesi, i lockdown sono stati inutili e controproducenti. In altre parole, i blocchi completi hanno aumentato la diffusione dei contagi
GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Non Categorizzato

Covid-19 e vaccini: i numeri in Italia e nel mondo

Al 1° luglio, sono 547.500.575 i casi di Covid-19 in tutto il mondo e 6.335.874 i decessi. Ad oggi, oltre 11,74 miliardi di dosi di vaccino sono state somministrate nel mondo. Mappa elaborata dall...
Covid-19, che fare se...?

Quali sono i sintomi della variante Omicron BA.5 e quanto durano?

La variante Omicron BA.5 tende a colpire le vie aeree superiori, causando sintomi lievi, come naso che cola e febbre. I primi dati indicano che i sintomi durano in media 4 giorni
Covid-19, che fare se...?

Il vaccino può causare il Long Covid?

Uno studio americano ha segnalato una serie di sintomi legati alla vaccinazione anti-Covid. Ma per gli esperti non si tratta di Long Covid, ma solo di normali effetti collaterali