Salute 15 Ottobre 2021 16:19

Giornata mondiale dell’alimentazione, il paradosso: «Prendo l’ascensore, uso l’auto, ma mangio light»

Con Silvia Migliaccio, nutrizionista, un’analisi del paradosso del nostro secolo: «Ricerchiamo cibi senza grassi e senza zuccheri, ma siamo “sedentary behavior”, ovvero preferiamo le attività sedentarie a quelle motorie»

di Isabella Faggiano
Giornata mondiale dell’alimentazione, il paradosso: «Prendo l’ascensore, uso l’auto, ma mangio light»

Grassi zero e zero zuccheri: troppo spesso più che prestare attenzione agli ingredienti in etichetta, per assicurasi che siano sani, ci si preoccupa che siano accuratamente privati di grassi e zuccheri in eccesso. «Un atteggiamento tanto diffuso, quanto paradossale, se si considera che il tasso di sovrappeso e obesità in età adulta e nell’infanzia è in continua ascesa», commenta Silvia Migliaccio, professore associato in Scienze tecniche mediche applicate all’Università di Roma “Foro italico”, docente Ecm Consulcesi e segretario generale della SISA (Società italiana di Scienze dell’Alimentazione), in occasione della Giornata mondiale dell’alimentazione, che si celebra ogni anno il 16 ottobre.

Il secolo della sedentarietà

«Una problematica – sottolinea la specialista – collegata soprattutto alla sedentarietà». Un atteggiamento così diffuso nel nostro secolo da aver meritato anche la coniazione di un termine ad hoc: sedentary behavior (stile di vita sedentario). «Due parole – spiega Migliaccio – utilizzare per riassumere quel comportamento, sempre più diffuso tra la popolazione, di preferire un’attività sedentaria ad una motoria, come un film al cinema (magari accompagnato da pop corn e bevande zuccherate), piuttosto che una passeggiata al parco».

Confortevole non significa salutare

Anche i confort del mondo contemporaneo possono compromettere la forma fisica: «L’ascensore, l’automobile, le case riscaldate che ci inducono ad un minor dispendio energetico per mantenere la cosiddetta termoregolazione, fino alle giornate  frenetiche che lasciano poco spazio all’attività fisica – spiega la nutrizionista – sono tutte abitudini, consolidate tra la popolazione, che contribuiscono all’aumento di sovrappeso e obesità. Lo stesso accade anche tra i più piccoli che trascorrono più tempo attaccati a tv, tablet e pc, piuttosto che all’aria aperta, in palestra o in piscina».

Light si o no?

E sarà complice anche l’impossibilità di potersi allenare nel modo adeguato, di non avere mai abbastanza tempo, se il light e il “senza grassi” sono sempre più moda. Ma questa tendenza è un bene o un male per la salute? «In alcune condizioni può essere utile per abbassare la quantità di calorie introdotte quotidianamente, sempre che non diventi un’ossessione. Spesso – dice Migliaccio – basta diminuire di poco le quantità di alimenti non light per ottenere lo stesso risultato che si avrebbe con prodotti senza grassi». Attenzione anche alle quantità: «Può accadere che, convinti che il light non faccia ingrassare, si introduca una quantità di cibi talmente elevata da superare ugualmente il numero delle calorie giornaliere consigliate».

Prodotti chimici solo se necessari

L’uso eccessivo di dolcificanti non naturali, dosi smodate e per lungo tempo, possono dare origine anche a problemi gastrointestinali. «In assenza di patologie che ne rendano necessario l’utilizzo – sottolinea Migliaccio – è sempre meglio non utilizzare dolcificanti composti da sostanze chimiche, preferendo quelli naturali in quantità più limitate».

Scelta consapevole o ossessione?

Anche le scelte alimentari, al pari di tutte le altre, se caratterizzate da ossessività possono rappresentare un campanello di allarme di eventuali disturbi o patologie. «Un uso eccessivo o esclusivo di alimenti senza grassi o senza zuccheri dovrebbe indurre ad un’analisi più accurata delle abitudini dell’individuo in questione, per capire se possa soffrire (o se ne sia rischio) di disturbi del comportamento alimentare, sia in difetto che in eccesso. In generale – conclude – le persone normopeso non dovrebbero preferire il consumo di alimenti light».

 

 

Iscriviti alla Newsletter di Sanità Informazione per rimanere sempre aggiornato

Articoli correlati
Il futuro della nostra alimentazione passa dai cibi Superfood
Lo chef Carmine Mottola ci propone una sua ricetta semplice ma ricca di «super food»: il Risotto con  curcuma, sesamo nero, salsa falafel e Pepe nero
di Stefano Piazza
Giornata mondiale DCA, Valentina adesso sa volare. «Ho imparato ad amarmi. Il diario la mia salvezza»
A Sanità Informazione Valentina Capogna racconta come ha ripreso in mano la sua vita, segnata dai DCA, da anni di bulimia nervosa: «Ho imparato ad ascoltare i segnali del mio corpo, allenare il muscolo del cuore, sciogliere la corazza coperta da chili di cibo. Per donare amore a me stessa e agli altri. Cambiando io, è cambiato tutto il mondo intorno a me»
Colonscopia, anche per vegani una dieta senza sacrifici
«In accordo con i nutrizionisti, abbiamo redatto una serie di consigli specifici per vegani e vegetariani, con diete a bassissimo contenuto di fibre, che ci hanno consentito, di avere ottime preparazioni intestinali i cui valori sono pari a quelle dei pazienti che hanno assunto le preparazioni riportate nelle linee guida internazionali» spiega Luca Pecchioli, responsabile del Servizio di Endoscopia Digestiva dell’INI di Grottaferrata
La lotta al Covid comincia a tavola. I benefici della dieta chetogenica
Caprio (endocrinologo): «Da alcuni studi è emerso che tra i pazienti ricoverati in terapia intensiva sottoposti a dieta chetogenica il rischio di mortalità si è notevolmente ridotto. Questa dieta associata ad esercizio fisico può accelerare anche la ripresa dopo una forma severa di Covid»
La psicologa Galli: «Dopo 2 anni di restrizioni, lo sport ritorni a essere una priorità»
La psicologa clinica Galli invita a ripartire con lo sport o a cominciarne uno nuovo
di Redazione
GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Non Categorizzato

Covid-19 e vaccini: i numeri in Italia e nel mondo

Al 27 settembre 2022, sono 615.555.422 i casi di Covid-19 in tutto il mondo e 6.538.312 i decessi. Ad oggi, oltre 12.25 miliardi di dosi di vaccino sono state somministrate nel mondo. Mappa elaborata ...
Covid-19, che fare se...?

Se risulto negativo al test ma ho ancora i sintomi posso contagiare gli altri?

Sintomi come febbre e tosse possono durare più della positività al test antigenico rapido. Gli scienziati si stanno interrogando quindi sulla durata della contagiosità. L'ipotesi ...
Covid-19, che fare se...?

Quanto durano i sintomi del Long Covid?

La durata dei sintomi collegati al Long Covid può essere molto variabile: si va da qualche settimana fino anche a 24 mesi