Salute 25 Novembre 2019

Giornata contro la violenza sulle donne, le ostetriche: il 30% dei maltrattamenti ha inizio in gravidanza

Aumentano negli ultimi cinque anni le violenze sessuali denunciate: 4.886 unità nel 2018, con una crescita del 5,4% sul 2017. La Federazione Nazionale degli Ordini della Professione di Ostetrica (FNOPO): «Ostetriche da sempre sentinelle di episodi di violenza»

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I dati del rapporto Eures su “Femminicidio e violenza di genere in Italia” relativi al 2018 sono implacabili: 142 le donne uccise (+0,7%), 119 in famiglia (+6,3%); denunce per violenza sessuale in aumento (+5,4%); stalking (+4,4%) e maltrattamenti in famiglia (+11,7% nel 2018); percentuale di vittime femminili mai così alta (40,3%); gelosia e possesso sono ancora individuati come il movente principale (32,8%). Una scia di sangue femminile che ha numeri da brividi: 3.230 le donne uccise dal 2000, di cui 2.355 in ambito familiare e 1.564 assassinate dal proprio coniuge/partner o ex partner.

Aumentano negli ultimi cinque anni le violenze sessuali denunciate: 4.886 unità nel 2018, con una crescita del 5,4% sul 2017 e del 14,8% sul 2014. Nel 25,9% dei casi del totale, 1.132, sono minorenni. Le vittime femminili del reato di violenza sessuale raggiungono nel 2018 il 92% del totale, in crescita rispetto all’89,9% dell’anno precedente.

Una realtà drammatica che si aggrava, se si confrontano e incrociano le cifre EURES con quelle fornite dall’ISTAT sempre in tema di violenza sulle donne: 538 mila le donne vittime di violenza fisica o sessuale da ex partner anche non convivente, negli ultimi cinque anni.

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«I numeri della violenza sulle donne dell’ultimo anno, in particolare, sono sconvolgenti e disarmanti» commentano le componenti del Comitato Centrale della Federazione Nazionale degli Ordini della Professione di Ostetrica (FNOPO) gli ultimi sondaggi in tema di violenza sulle donne. «L’ultimo temporalmente atroce femminicidio, avvenuto alla vigilia della Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne, non può lasciare indifferenti alcuno: hanno trovato la morte una giovane donna e il figlio che portava in grembo. È assurdo vedere come un Paese come il nostro debba ancora leggere di donne uccise da uomini, il più delle volte partner o ex partner, solo perché chi diceva di amarle non è capace di gestire rapporti alla pari o sopportare un rifiuto, o una separazione. Nella Giornata Internazionale contro la Violenza sulle donne, questi numeri devono far riflettere ancora di più sull’urgenza di trovare una nuova alleanza ancora più forte e stretta tra tutti, uomini e donne, cittadinanza e istituzioni a tutti i livelli, affinché venga risanata questa piaga sociale – continuano i vertici FNOPO -. Le ostetriche sono, e saranno sempre, in prima linea contro questa scellerata forma di violenza che miete vittime a ritmi preoccupanti. La FNOPO, anche quest’anno, lancia il proprio appello affinché vengano rafforzati i servizi sul territorio a partire dai Consultori familiari che rappresentano un presidio determinante per intercettare donne vittime di violenza».

In consultorio, infatti, le ostetriche sono a diretto contatto con donne che possono aver subito maltrattamenti. Gli incontri e le consulenze rappresentano un momento delicato per poter parlare in un luogo protetto, con professionalità, delicatezza ed empatia delle loro condizioni e capire se ad esempio alcuni problemi intimi, possono essere causati da maltrattamenti, gravidanze conseguenze di stupri avvenuto in ambito familiare, lavorativo o al di fuori di tali contesti o aborti e ricorsi a IVG dovuti a esiti di aggressioni o per costrizione. Inoltre, è ormai dimostrato da studi condotti su varie popolazioni che: il 30% dei maltrattamenti ha inizio in gravidanza, soprattutto nel 2° e 3° trimestre; il 69% delle donne maltrattate in precedenza continuano a esserlo anche in gravidanza e le donne che subiscono rapporti violenti rischiano 13 volte di più di manifestare depressione post-partum (“blue-syndrome”).

«Le ostetriche sono competenti per consigliare e indirizzare verso strutture e/o altre figure di riferimento per la presa in carico di tali situazioni a rischio reale o potenziale. Affinché tale ruolo di “sentinella” delle ostetriche risulti efficace è determinante fare squadra con tutti i professionisti che si occupano di salute femminile affinché i centri antiviolenza vengano sostenute con adeguate risorse, economiche e umane. Tutelare la salute e la vita delle donne, – conclude la FNOPO – e dei figli vittime secondarie della violenza, deve essere una priorità e un impegno di tutti».

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