Salute 22 Maggio 2023 14:33

Disturbi del sonno: boom tra i ragazzi, in pandemia troppe ore davanti a schermi

L’emergenza Covid, i lockdown e la Dad al posto delle lezioni in classe hanno «drasticamente aumentato l’esposizione ai dispositivi elettronici nei minori, comportando un forte incremento dei disturbi del sonno». È quanto ha rilevato uno studio condotto su più di 1.000 tra bambini e adolescenti e coordinato dall’ospedale pediatrico Bambino Gesù insieme all’Università Sapienza e a quella di Tor Vergata di Roma

Disturbi del sonno: boom tra i ragazzi, in pandemia troppe ore davanti a schermi

L’emergenza Covid, i lockdown e la Dad al posto delle lezioni in classe hanno «drasticamente aumentato l’esposizione ai dispositivi elettronici nei minori, comportando un forte incremento dei disturbi del sonno». È quanto ha rilevato uno studio condotto su più di 1.000 tra bambini e adolescenti e coordinato dall’ospedale pediatrico Bambino Gesù insieme all’Università Sapienza e a quella di Tor Vergata di Roma. I risultati sono stati pubblicati sulla rivista Sleep Medicine. Lo studio ha rilevato «che rispetto al periodo pre-pandemia l’aumento del tempo trascorso davanti a uno schermo ha riguardato complessivamente il 68,7% dei bambini e dei ragazzi».

Il tempo di esposizione agli schermi è più che triplicato

«Nello specifico – riporta la ricerca – il tempo di esposizione è più che triplicato per motivi scolastici (da poco meno di un’ora al giorno a tre ore e mezza) e ha riguardato il 72% di bambini e ragazzi. Mentre per uso ricreativo l’uso è quasi raddoppiato (da un’ora e tre quarti a tre ore) e ha riguardato il 49,7% dei soggetti». Considerando solo le ore serali (dopo le 18) l’aumento del tempo di esposizione ai dispositivi è stato osservato nel 30% del campione (325 bambini). «Si è passati da appena il 13,7% di bambini e ragazzi che trascorrevano più di due ore davanti agli schermi prima del Covid al 29,1% (più del doppio). Un dato particolarmente significativo – evidenzia il lavoro – visto che i fattori maggiormente associati al rischio di insorgenza di disturbi del sonno sono proprio quelli relativi al tempo passato davanti a uno schermo nelle ore serali».

Nello studio i ricercatori hanno valutato la presenza di disturbi del sonno

Lo studio è stato realizzato somministrando tra aprile e giugno 2021 1.209 questionari a genitori di bambini e adolescenti di età compresa tra i 2 e i 18 anni. Di questi, 1.084 sono stati poi effettivamente utilizzati, dopo aver scartato quelli compilati in maniera parziale. Il questionario era suddiviso in più parti: quella anagrafica, quella sullo stato di salute, quella sull’uso dei dispositivi elettronici prima e durante la pandemia, quella specifica per valutare i disturbi del sonno («Sleep Disturbance Scale for Children»). La coorte è stata costruita includendo una vasta fascia di popolazione di bambini e ragazzi sani, di età compresa tra i 2 e i 18 anni ed era composta da 569 maschi e 515 femmine. Dei 1.084 tra bambini e ragazzi, il 6,3% frequentava il nido, il 23,5% la scuola d’infanzia, il 39,7% quella primaria, il 15,9% quella secondaria, il 12,9% le scuole superiori e l’1,7% non era ancora scolarizzato.

I disturbi del sonno sono stati legati al tempo di utilizzo dei dispositivi elettronici

Obiettivo dello studio era quello «di verificare l’aumento dell’uso dei dispositivi elettronici durante la pandemia studiandone gli effetti sul sonno dei minori. Per valutare la presenza o meno dei disturbi del sonno, è stato utilizzato lo «Sleep Disturbance Scale for Children», un apposito questionario – spiega l’ospedale Bambino Gesù – che consiste in 26 domande che consentono di valutare le abitudini riguardanti il sonno nei bambini e negli adolescenti. Le domande comprendono la durata del sonno, le difficoltà nell’addormentarsi e nello svegliarsi, il numero di volte in cui ci si sveglia durante la notte e lo stato di agitazione durante il sonno».

I disturbi del sonno sono aumentati del 50% rispetto al periodo pre-pandemia

Lo studio condotto dai medici della Neurologia dello sviluppo e dai ricercatori di Malattie neurologiche e neurochirurgiche del Bambino Gesù insieme ai colleghi dell’Università della Sapienza e a quelli di Tor Vergata, ha dimostrato un aumento di oltre il 50% dei disturbi del sonno rispetto al periodo pre-pandemia. Nel dettaglio, si è passati da 240 bambini e adolescenti che mostravano già disturbi del sonno prima dell’inizio della pandemia, ai 367 durante la pandemia: il 33,9% di tutto il campione, praticamente un minore su tre».

L’igiene del sonno è la prima linea di trattamento

«Lo stile di vita dei bambini e di ragazzi è cambiato profondamente», commenta Romina Moavero, neurologa dello sviluppo all’ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma e coautrice dello studio. «Ormai i dispositivi elettronici fanno parte della loro vita, sia scolastica che sociale, e questo persiste anche ora che siamo molto lontani dalle chiusure pandemiche. Tutto questo – continua – non fa che sottolineare l’importanza delle raccomandazioni di igiene del sonno che devono essere sempre considerate la prima linea di trattamento per promuovere comportamenti adeguati a favorire il buon sonno in infanzia e in adolescenza. Soprattutto perché il sonno in questa fascia di età è cruciale per migliorare apprendimenti, abilità cognitive, scolastiche e anche sociali».

 

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