Salute 5 Luglio 2018

Diabete, il pallavolista Van de Goor: «Sport fondamentale per controllare la malattia»

L’atleta, tra i testimonial del Roma Cities changing diabetes summit, gestisce una fondazione in Olanda con la missione di migliorare la qualità della vita delle persone con diabete attraverso l’attività sportiva

Immagine articolo

Lui è un pallavolista che in Italia ha fatto sognare i tifosi di Modena e Treviso e nella sua carriera può vantare ben due ori olimpici guadagnati con la nazionale olandese. Ma Bas Van de Goor le partite più importanti le ha vinte fuori dal campo. L’ultima quella sul linfoma dopo mesi di cure. Ma prima ancora, quando ancora dall’alto dei suoi 209 centimetri era il re del campo da pallavolo, la scoperta di avere il diabete tipo uno. Uno shock, ma anche un’occasione per dimostrare che la malattia non è affatto incompatibile con l’essere grandi campioni, come hanno dimostrato anche gli atleti diabetici della squadra di ciclismo del team Novo Nordisk. Van de Goor è stato uno dei testimonial del Roma Cities changing diabetes summit che si è svolto a Roma il 2 luglio, un evento pensato per tenere alta l’attenzione sulla diffusione del diabete e sulla correlazione tra diabete e vita nelle città. «Si può essere grandi campioni e avere il diabete – spiega Van de Goor a Sanità Informazione -. Anzi, fare sport è fondamentale per tenere sotto controllo la malattia. Io mi sono ispirato al canottiere britannico Steve Redgrave che ha vinto da diabetico una medaglia olimpica».

LEGGI ANCHE: 3,2 MILIONI DI MORTI ALL’ANNO PER INATTIVITÀ FISICA, 0,4 PER IPERTENSIONE, 4,4 PER OBESITÀ. ECCO I NUMERI DELL’URBANIZZAZIONE

Bas, tu sei un grande campione di pallavolo, un atleta che ad un certo punto ha scoperto di avere il diabete tipo 1. Possono convivere le due cose: essere un grande campione e avere il diabete?

«Si, è possibile. Quando ho avuto la diagnosi di diabete di tipo uno non sapevo niente di diabete perché nella mia famiglia non c’è nessuno che ha il diabete e quindi dovevo imparare un po’ cosa significava. Ho capito subito che più sport fai meglio è. Ero atleta quando ho scoperto di avere il diabete, poi ho smesso perché a un certo punto il corpo dice ‘no’. Però sono sempre a fare sport perché con lo sport puoi controllare meglio il livello di glucosio nel sangue».

Quando hai saputo di avere il diabete all’inizio immagino sarà stata dura. Poi come hai superato lo shock?

«Mi è successa una cosa importante. Io giocavo ancora quando ebbi la diagnosi. Ho fatto delle ricerche e scoprii che un atleta molto importante che è Steve Redgrave, canottiere britannico e leggenda olimpica, ha vinto cinque medaglie d’oro, l’ultima avendo il diabete. Quando ho visto questo alla tv ho subito capito quello che potevo fare, cioè tutto. Quando ti succede bisogna fare molto sport per controllare al meglio la malattia».

Adesso sei ancora nel mondo della pallavolo o fai altro?

«Ho una fondazione in Olanda con la missione di migliorare la qualità della vita delle persone con diabete attraverso lo sport. Facciamo tanta attività sportiva per bimbi e adulti. Abbiamo anche una attività dove con tanti dottori e infermieri andiamo a camminare con i pazienti diabetici. Facciamo camminare quasi 5mila persone con diabete insieme a 200 dottori. Siamo in sette e organizziamo tante attività sportive».

LEGGI ANCHE: “ALIMENTAZIONE E DIABETE: LA SFIDA CONTRO IL TEMPO” DI NOVO NORDISK

 

SEGUICI ANCHE SU FACEBOOK <— CLICCA QUI

 

Articoli correlati
«Io, affetto da diabete dall’età di due anni, diventerò diabetologo pediatrico». La storia di un aspirante medico
Il ragazzo racconta ai nostri microfoni la sua storia e la determinazione nell’affrontare il test di Medicina: «Voglio aiutare i bambini che sono nella mia stessa situazione»
Diabete e intelligenza artificiale, un aiuto anche nel trattamento psicologico del paziente
L’efficacia dell’uso di un trattamento psicologico nel percorso di cura, unita alla generazione di un risparmio per il SSN, è stata confermata. L'Intelligenza Artificiale (IA) può avere un grande impatto, soprattutto sugli aspetti di personalizzazione degli interventi, nonché di monitoraggio e miglioramento dell’aderenza ai processi di cura
di Mara Lastretti (Ordine Psicologi Lazio) e Tommaso Ciulli (Ordine Psicologi Toscana)
Senior Italia FederAnziani e Sumai: «A MMG e specialisti del territorio facoltà di prescrivere farmaci per diabete e patologie respiratorie»
«Esiste, infatti, un numero irragionevole di piani terapeutici che generano visite specialistiche finalizzate esclusivamente al rinnovo del piano, con pesanti ricadute sulla vita dei pazienti, in particolar modo degli anziani e dei più fragili» sottolineano le due associazioni
Diabete, oltre l’insulina: medicina di precisione, big data e nuove tecnologie sono la frontiera
Intervista al professor Stefano del Prato, presidente della European Association for the Study of Diabetes: «La vita dei pazienti diabetici e la gestione della patologia cambieranno in maniera drastica»
di Tommaso Caldarelli
Il 30% delle vittime del Covid-19 aveva il diabete. Ora è il ‘lockdown terapeutico’ a far paura
Frontoni (IBDO Foundation): «Potenziare i servizi di rete». L'onorevole Pella: «Puntare su telemedicina e approvare piano per la banda ultra-larga»
di Tommaso Caldarelli
GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Non Categorizzato

La diffusione del coronavirus in tempo reale nel mondo e in Italia

Al 28 ottobre, sono 43.979.777 i casi di coronavirus in tutto il mondo e 1.167.124 i decessi. Mappa elaborata dalla Johns Hopkins CSSE.   I CASI IN ITALIA Bollettino del 27 ottobre: Ad oggi in I...
Contributi e Opinioni

«Tamponi Covid sui bambini: troppe prescrizioni che non tengono conto dei rischi intra-procedurali»

di prof. Filippo Festini, Professore Associato di Scienze Infermieristiche generali, cliniche e pediatriche all’Università degli Studi di Firenze
di Filippo Festini, Professore Associato di Scienze Infermieristiche generali, cliniche e pediatriche, Università di Firenze
Salute

Covid-19, chi sono e cosa devono fare i contatti stretti di un positivo? Il vademecum del Ministero della Salute

In quali casi si può parlare di "contatto stretto"? Il Ministero della Salute spiega tutte le possibili situazioni in cui ci si può trovare