OMCeO, Enti e Territori 3 luglio 2018

Diabete urbano: la fotografia delle metropoli italiane

Il diabete si sta rivelando la malattia più rilevante e potenzialmente pericolosa del nostro secolo per la crescita continua della sua prevalenza e per la mortalità e le complicanze invalidanti. In Italia, secondo ISTAT, le persone con diabete sono 3,27 milioni e il 52 per cento risiede nelle 14 Città metropolitane; studiare il legame fra […]

Il diabete si sta rivelando la malattia più rilevante e potenzialmente pericolosa del nostro secolo per la crescita continua della sua prevalenza e per la mortalità e le complicanze invalidanti.

In Italia, secondo ISTAT, le persone con diabete sono 3,27 milioni e il 52 per cento risiede nelle 14 Città metropolitane; studiare il legame fra diabete e città e promuovere iniziative per salvaguardare la salute e prevenire la malattia diventa sempre più importante. Questo è il tema che è stato al centro del 3rd Health City Forum di Roma promosso da Italian Barometer Diabetes Observatory (IBDO) Foundation, Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”, Health City Institute, Osservatorio Nazionale sulla Salute nelle Regioni Italiane, I-Com – Istituto per la Competitività e Cities Changing Diabetes, con il patrocinio di Roma e il contributo non condizionato di Novo Nordisk.

In Italia, secondo le elaborazioni di Health City Institute su dati ISTAT, il 36 per cento della popolazione risiede nelle 14 Città Metropolitane: Roma, Milano, Napoli, Torino, Palermo, Bari, Catania, Firenze, Bologna, Venezia, Genova, Messina, Reggio Calabria e Cagliari.

I dati provenienti dalle metropoli più popolose indicano che la percentuale di cittadini con diabete segue un gradiente decrescente da Sud a Nord: a Napoli ci sono quasi 209 mila persone con diabete, ovvero il 6,7 degli abitanti; a Roma, la situazione migliora di poco, con il 6,6 per cento dei residenti nella città e nell’area metropolitana (oltre 286 mila persone) che dichiarano di avere il diabete. Un po’ meglio la situazione del Nord Italia, dove la città con la più alta percentuale di persone con diabete è Torino con oltre 120 mila persone con diabete, che rappresentano il 5,2 per cento dei residenti.

Nel Nord Italia, però, la città con il maggior numero di persone con diabete in termini assoluti è Milano: 144 mila persone, ovvero il 4,5 per cento dei residenti della città e dell’area metropolitana. Questo dato preoccupante ha spinto l’amministrazione comunale a candidare la città e l’area metropolitana al programma internazionale Cities Changing Diabetes, un progetto nato quattro anni fa in Danimarca e promosso dall’University College London (UCL) e il danese Steno Diabetes Center, con il contributo dell’azienda farmaceutica Novo Nordisk, in collaborazione con istituzioni nazionali, amministrazioni locali, mondo accademico e terzo settore. “Nelle città aderenti al programma Cities Changing Diabetes i ricercatori si impegnano a individuare le aree di vulnerabilità, i bisogni insoddisfatti delle persone con diabete e identificare le politiche di prevenzione più adatte e come migliorare la rete di assistenza. Il tutto nella piena collaborazione tra le diverse parti coinvolte”, spiega Andrea Lenzi, Presidente del Comitato di Biosicurezza, Biotecnologie e Scienze della Vita della Presidenza del Consiglio dei Ministri e Presidente dell’Health City Institute, organismo che coordina il progetto in Italia. “L’obiettivo del programma è quello di creare un movimento unitario in grado di stimolare, a livello internazionale e nazionale, i decisori politici a considerare prioritario l’urban diabetes, il fenomeno che vede le città protagoniste del crescente aumento del numero di persone con diabete e quindi in prima linea nella lotta alla malattia”.

“In questi ultimi 50 anni grandi masse di persone si concentrano nelle aree metropolitane, attratte dal miraggio del benessere, dell’occupazione e di una qualità di vita differente, e la popolazione urbana mondiale cresce anno dopo anno”, spiega l’Onorevole Roberto Pella, Presidente dell’Intergruppo Parlamentare sulla qualità della vita nelle città e Vicepresidente vicario ANCI. “Basti pensare che oggi oltre 3 miliardi di persone nel mondo vivono in città metropolitane e megalopoli: Tokyo ha 37 milioni di abitanti, Nuova Delhi 22 milioni, Città del Messico 20 milioni. 10 anni fa, per la prima volta nella storia dell’Umanità, la popolazione mondiale residente in aree urbane ha superato la soglia del 50 per cento e questa percentuale è in crescita, come indicano le stime dell’Organizzazione mondiale della sanità. Questo crescente inurbamento rende necessario che le città stesse e il loro modello di sviluppo siano in prima linea nella lotta contro le criticità connesse e, ovviamente, la salute pubblica occupa fra queste un posto di primaria importanza. I sindaci sono interpellati, oggi più di altre figure politico-istituzionali, affinché questa necessaria pianificazione avvenga secondo un parametro di solidarietà e partecipazione”, conclude.

Articoli correlati
A liceo Giulio Cesare di Roma il primo corso di disostruzione delle vie aeree
Lezioni di disostruzione pediatrica delle vie aeree e corretto taglio degli alimenti per la sicurezza dei più piccoli. Ma a sedersi sui banchi di scuola questa volta non sono stati solo i ragazzi, bensì gli insegnanti, i genitori, gli educatori, che il 17 ottobre si sono ritrovati al liceo Giulio Cesare di Roma per il […]
Salute, 4,5 mln colpiti da osteoporosi. Ogni 3 secondi una frattura
In Italia circa 3,5 milioni di donne e 1 milione di uomini sono affetti da osteoporosi. Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità a causa di questa malattia ogni 3 secondi si verifica una frattura di femore, polso o vertebra: nel nostro Paese, ogni anno, negli over 50 quelle di femore sono più di 90mila mentre sono […]
Malattie infettive, vaccinazioni e accesso alle cure al centro del 2° Congresso Waidid
Emergenza pertosse, primo network globale per l’eradicazione della Tubercolosi, immunizzazione in gravidanza e accesso universale alle cure. Questi sono alcuni degli hot topic al centro del 2° Congresso Internazionale dell’Associazione Mondiale per le Malattie Infettive e i Disordini Immunologici – WAidid –, presieduta dalla professoressa Susanna Esposito, che da oggi al 20 ottobre ospiterà a Milano […]
Patologie delle valvole cardiache. Freri (Cuore Italia): «Colpiti un milione di italiani»
Al via “Ascolta il mio cuore”, la campagna di sensibilizzazione organizzata da Cuore Italia, sostenuta da Senior Italia FederAnziani, e culminata in una “camminata per il cuore” tra i giardini di Villa Borghese, a Roma.
di Isabella Faggiano
Assisi, il metodo WAL (walk and learn) entra a scuola. Massimo Paggi: «Abbiamo aperto una porta sul futuro»
Imparare in movimento è una formula vincente: la studiosa Carla Hannaford ha da tempo confermato l’efficacia del movimento nel processo di apprendimento e nell’educazione infantile. In uno studio fra 500 bambini esaminati, coloro che praticavano più di un’ora di movimento al giorno presentavano un rendimento scolastico migliore di bambini meno attivi. I benefici dell’attività fisica […]
GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Formazione

ECM e validazione delle competenze mediche: più spazio alla professione. Lavalle (Agenas): «Ecco come funzionerà»

«Dare un valore all’apprendimento non certificato è utile stimolo per professionista» così Franco Lavalle, vicepresidente OMCeO Bari e membro dell’Osservatorio Nazionale del’ Age.na.s
Professioni Sanitarie

Professioni sanitarie, Beux (TSRM e PSTRP): «Ordine favorirà qualità. Ora servono decreti attuativi»

Inizia a prendere vita il nuovo ordine istituito nella scorsa legislatura. 33mila i professionisti già censiti ma se ne stimano 230-240mila
Salute

Pensioni, i contributi vanno in prescrizione? Cavallero (Cosmed): «Controllate estratto conto Inps»

Tra i temi affrontati alla Giornata della previdenza anche la contribuzione ridotta della quota B («Si può comunicare anche dopo il 30 settembre»), le prospettive di riforma della Legge Fornero ed ...