Salute 27 Febbraio 2020

Cronicità, pazienti chiedono “servizi a distanza”: dalla chat con il medico al farmaco a domicilio. L’indagine Fablab

Tra i dati che emergono quelli relativi all’aderenza terapeutica, percepita dai pazienti molto più alta rispetto agli operatori sanitari. I livelli di fiducia sul singolo medicinale sono superiori a quelli per il brand. E i pazienti si fidano più del farmacista e dello specialista che del medico di famiglia…

Immagine articolo

Affrontare la cronicità si conferma una delle sfide cardine della sanità del futuro. Le nuove tecnologie possono aiutare ma forse, prima ancora, serve capire quali sono le esigenze da un lato degli operatori sanitari e dall’altro dei pazienti. A fare luce su questo è un’indagine nazionale promossa da Fablab, azienda del campo dell’innovazione e della comunicazione multicanale nell’healthcare, che ha sfruttato canali solitamente poco usati per questo genere di rilevazioni. I nuovi strumenti digitali hanno infatti permesso di raggiungere una platea molto ampia. E i dati, per certi aspetti, possono in parte stupire.

I RISULTATI DELL’INDAGINE

Non quello sull’aderenza terapeutica, che era atteso: i pazienti si sentono in maggioranza, oltre il 60%, “molto aderenti” alla terapia. Ma medici di famiglia e farmacisti smentiscono, con stime di aderenza terapeutica più che dimezzate.

A far rumore però è una sfiducia complessiva verso gli operatori sanitari e, nello specifico, un appannamento della figura del medico di base, superato dal farmacista e più ancora dallo specialista (in una scala di 7, le tre categorie ottengono dai pazienti cronici valutazioni medie pari rispettivamente a 5.02, 5,36 e 5,63), e questo nonostante i MMG stessi vengano considerati dall’insieme dei professionisti della salute come il perno potenziale del sistema di gestione della cronicità. Emerge invece la posizione chiave del farmacista, fatto che rilancia la priorità della “farmacia dei servizi” nel sistema di assistenza.

LEGGI ANCHE: CORONAVIRUS, SCOTTI (FIMMG): «SUBITO DPI ADEGUATI NEGLI AMBULATORI. SE SALTA LA MEDICINA TERRITORIALE SALTA TUTTO»

«Dalla rilevazione emerge che il medico di base in realtà gode della stessa fiducia di cui gode l’azienda farmaceutica – sottolinea a Sanità Informazione Piero Conte, General manager di Fablab -. La fiducia in ordine decrescente va verso lo specialista, il farmaco, il farmacista e ultimi a parità di merito il medico di base e l’azienda farmaceutica. Il medico di famiglia deve un po’ riappropriarsi del suo ruolo non solo operativo ma anche di relazione con il paziente. Forse si è un po’ troppo burocratizzato».

Tra gli altri dati che emergono c’è quello sulla scarsa fidelizzazione verso le case farmaceutiche: i livelli di fiducia sul singolo medicinale sono sistematicamente superiori a quelli per il brand. Il 69% dei pazienti non conosce neppure il nome del produttore del medicinale prescritto. Ma di cosa avrebbero bisogno i pazienti? La diffusa domanda dei malati cronici è quella di avere “efficaci servizi di supporto a distanza”, mentre per MMG e farmacisti, invece, sembra essere mediamente più importante l’assistenza a domicilio, nell’ottica di un migliore utilizzo dei device sanitari. Entrando nel dettaglio dei servizi a distanza richiesti prioritariamente dai pazienti, assai più del “medico a casa”, svetta la possibilità di “chattare direttamente per domande sulla gestione della patologia”, e a seguire il “monitoraggio a distanza della terapia”, la “consulenza sulla gestione degli effetti collaterali”, la disponibilità di “materiali informativi”. Insomma tutti servizi di telemedicina che ancora in Italia sono poco sviluppati.

LEGGI ANCHE: MENO DAY HOSPITAL E LUNGODEGENZE, NEL 2018 GLI OSPEDALI ITALIANI ALLEGGERITI DALLE CRONICITÀ. I DATI DEL RAPPORTO SDO

«In un momento in cui tutti guardano a grandi servizi, grandi tecnologie come l’intelligenza artificiale o alle soluzioni tecnologiche per favorire l’aderenza terapeutica, in realtà i risultati di questo studio dicono che bisognerebbe partire dalla base – aggiunge il General Manager di Fablab -. Cioè rendere consapevoli i medici di base che devono riconquistare la fiducia nei confronti dei pazienti, magari favorendo azioni di counseling che li aiutino nella riconquista del loro ruolo. Educare i pazienti e renderli consapevoli che sono in media scarsamente aderenti e che questo può essere un grosso problema per loro e per l’intera società. Puntare a servizi semplici come la consegna dei farmaci a domicilio, che risulta tra i servizi maggiormente richiesti e che non sarebbe difficile mettere in pista. Un servizio piuttosto semplice ma che a causa delle normative esistenti, mi riferisco alla privacy ma non solo, diventa complicato da rendere effettivo».

Il campione, composto da circa 1500 stakeholders, equamente ripartiti tra medici, farmacisti e pazienti, è tratto dagli oltre 15mila medici di base e 8mila farmacie che fruiscono degli stessi software CGM nel loro lavoro di gestione, nonché, in via esclusiva di servizi mirati di informazione professionale e scientifica. Per quel che riguarda i pazienti, il canale veicolante è Medicitalia, portale nazionale di consulti.

«Abbiamo utilizzato i canali di comunicazione che abbiamo già aperto e quindi il software di cartella clinica presso i medici di base, di cui abbiamo fatto un uso alternativo, e il software gestionale nei confronti della farmacia – conclude Conti -. Per quel che riguarda i pazienti c’è Medicitalia. Quindi abbiamo detto: sfruttiamo la frequentazione di questi utenti sul nostro sito per cercare di individuare quelli affetti da cronicità oppure caregiver di pazienti affetti da cronicità».

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER DI SANITÀ INFORMAZIONE PER RIMANERE SEMPRE AGGIORNATO

Articoli correlati
Cisl medici Lazio, Cifaldi: «Bene il coinvolgimento dei sindacati nel Piano sanitario della Regione Lazio»
«Apprendiamo con soddisfazione la pubblicazione del DCA n. 81 del Commissario ad Acta avente ad oggetto il Piano di riorganizzazione, riqualificazione e sviluppo del Servizio Sanitario Regionale 2019-2021». Lo rende noto Luciano Cifaldi segretario generale della Cisl Medici Lazio in un comunicato. Piano Sanitario Regione Lazio «Nel riservarci un doveroso approfondimento tecnico è innegabile che […]
Lazio, Senior Italia FederAnziani: «Ecco le soluzioni per ridurre le liste d’attesa»
Telemonitoraggio, aumento ore specialisti, informatizzazione. Le proposte lanciate da Senior Italia FederAnziani che ha messo a confronto società scientifiche e organizzazioni sindacali di medici con la Regione Lazio
“Io medico giuro”: al via la nuova campagna di FNOMCeO in omaggio ai medici impegnati contro il Covid-19
«Ci hanno chiamati angeli, ci hanno chiamati eroi. La parola che meglio e pienamente ci definisce è ‘medici’ – spiega Filippo Anelli - perché il medico giura di tener fede ai valori che informano la professione e non viene mai meno a questo giuramento, nelle emergenze come nella quotidianità, anche a costo della propria vita»
Giovani medici in piazza con FNOMCeO. Cosa sta succedendo con i 13mila posti di Medicina e “l’imbuto formativo”
1500 posti in più e il rischio di allargare il bacino dei laureati precari. In piazza Giovani Medici con FNOMCeO e Anaao: «Chiediamo al Ministro contratti in rapporto 1:1 con le lauree, come in altri Paesi europei». Consulcesi: «Si tenga conto anche della meritocrazia. Ogni anno 18mila ricorsi per irregolarità ai test»
GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Non Categorizzato

La diffusione del coronavirus in tempo reale nel mondo e in Italia

Al 3 luglio, sono 10.874.146 i casi di coronavirus in tutto il mondo e 521.355 i decessi. Mappa elaborata dalla Johns Hopkins CSSE.   I CASI IN ITALIA Bollettino del 3 luglio: nell’ambito del ...
Diritto

Pensioni, la Cassazione: «Necessaria richiesta per lavorare fino a 67 anni». Altrimenti due anni di attesa per il primo assegno

Il rischio per il lavoratore è di essere sollevato dall’incarico al compimento dei 65 anni, senza ricevere la pensione. Possibile eccessiva riduzione degli organici in sanità
Salute

Rebus idrossiclorochina: arma anti-Covid o farmaco pericoloso? L’inchiesta di Sanità Informazione

Dopo lo studio ritirato da Lancet, l’OMS ha riavviato i test clinici. In Italia aumentano i medici che sperano nel farmaco e chi l’ha usata ‘sul campo’ la promuove. Cauda (Gemelli): «Può ave...