Salute 6 Aprile 2020 10:21

Covid-19, a Roma il tampone si fa in macchina. Di Rosa (Sisp): «Tre infermieri per 50 test al giorno»

Attivo 7 giorni su 7, il test modello drive-in della Asl Roma1 per la ricerca del nuovo Coronavirus è partito presso il comprensorio di Santa Maria della Pietà. Si fa senza scendere dall’auto, è sicuro, rapido, efficace e pronto in sole 24 ore. Ne abbiamo parlato con il Direttore Enrico di Rosa

Dopo la Corea del Sud ed alcune regioni italiane, è arrivato anche nella Capitale. Stiamo parlando del Test Covid-19 in modalità drive-in del Servizio di Igiene e Sanità Pubblica (SISP) della ASL Roma 1. Il servizio si svolge all’aperto nel Comprensorio di Santa Maria della Pietà, in assoluta sicurezza: i cittadini rimangono comodamente seduti nella propria auto mentre il personale infermieristico effettua il tampone faringeo con tutti i dispositivi di protezione idonei all’operazione. Vediamo, nello specifico, come funziona, a chi è rivolto e quali sono i vantaggi con Enrico di Rosa, Direttore del servizio di igiene e sanità pubblica della ASL Roma 1.

«Noi come SISP monitoriamo tutto l’andamento del Covid-19 sul territorio: riceviamo le segnalazioni dei casi e individuiamo le persone che sono state a contatto con i positivi che vengono poste sotto sorveglianza domiciliare. Se sviluppano sintomi, devono essere valutate da un punto di vista clinico anche mediante un tampone che, generalmente, gli viene fatto a casa – spiega il Direttore a Sanità Informazione -. Superata la fase acuta della malattia, per poter essere dichiarate “guarite” dopo 10-14 giorni dalla scomparsa dei sintomi, devono fare ulteriori due tamponi. Ecco, sono i primi canditati al tampone drive-in, perché ormai clinicamente guariti. Possono venire ad effettuare il test al comprensorio di Santa Maria della Pietà seguendo alcune precauzioni: in auto, possibilmente da soli, se accompagnati devono stare uno davanti e uno dietro con i finestrini aperti indossando le mascherine in modo tale che, se fossero ancora contagiosi, il pericolo di trasmettere l’infezione a qualcuno è assolutamente scongiurato e tutto avviene nella massima sicurezza».

Non si tratta di un test somministrato su base volontaria o su richiesta. Sono gli stessi operatori del SISP, infatti, a valutare ed invitare le persone in sorveglianza sanitaria con sintomi tipici o quelle segnalate dai Medici di Medicina Generale e in grado di muoversi dal proprio domicilio. «È un sistema completamente governato dalla Asl che gestisce l’epidemia sul territorio – evidenzia Di Rosa – e decide a chi fare il tampone e in che modalità farlo. In base alla lista della Asl, diamo gli appuntamenti ai cittadini e agli operatori sanitari, una delle categorie più a rischio di esposizione al contagio. A differenza delle altre persone che non lavorano nella sanità, medici, infermieri e operatori sanitari, per ragioni ovvie, devono continuare a garantire il loro impegno. Ed è per questo che facciamo tanti tamponi ai professionisti sanitari: fortunatamente, qui a Roma, il numero delle positività è abbastanza contenuto».

LEGGI ANCHE: CORONAVIRUS, MAGI (OMCEO ROMA): «NELLA CAPITALE SITUAZIONE STABILE. PARTITO IL CAMPER PER ASSICURARE L’ASSISTENZA SUL TERRITORIO» 

La metodologia drive-in rende più efficiente il servizio, perché permette di velocizzare le operazioni, sottoporsi al test restando seduti all’interno della propria autovettura e servono meno dispositivi di protezione individuale. «Ci permette di razionalizzare la tempistica, le risorse umane e raggiungere alti livelli di produttività – ammette Di Rosa -: tre infermieri in un giorno riescono a fare tranquillamente 50-60 tamponi. Prima di iniziare questa attività, riuscivamo a garantire con le nostre unità mobili fino a 20 tamponi al giorno; adesso abbiamo più che raddoppiato la nostra capacità e continuiamo a fare anche quelli a domicilio. Senza, potremmo arrivare anche a 100-120 tamponi in macchina senza nessun problema qualora ci fosse la necessità. I risultati sono pronti in 24 ore, adesso che abbiamo messo a regime tutta la struttura laboratoristica aziendale. La comunicazione viene data prima telefonicamente e poi, successivamente, avviene la consegna del referto».

LEGGI ANCHE: VISITE DOMICILIARI, CURE PRECOCI E CONTROLLO DA REMOTO: CON IL ‘MODELLO PIACENZA’ IL CORONAVIRUS SI SCONFIGGE CASA PER CASA

L’iniziativa è nata dalla Asl Roma 1, ma anche altre ne stanno seguendo le orme: «Non siamo stati i primi in Italia – precisa Di Rosa – ma ci fa molto piacere aver anticipato le indicazioni contenute nella recente circolare del Ministero della Salute che ha annoverato tra le possibilità per l’effettuazione del tampone anche questa soluzione organizzativa».

Il Direttore Sisp chiude con una panoramica sull’emergenza Covid-19 a Roma: «La situazione è assolutamente sotto controllo, noi ci sentiamo tranquilli perché la Regione ha attivato e organizzato una risposta ospedaliera notevole. Non c’è, in questo momento, nessun “ingorgo”: ci stiamo organizzando come Asl e in collaborazione con i MMG per tenere a casa tutte le persone le cui condizioni cliniche lo consentono perché è un vantaggio per loro e per il SSN, nelle migliori condizioni possibili di assistenza e monitoraggio. È importante però – sottolinea Di Rosa – che la risposta ospedaliera sia adeguata e pronta in qualsiasi momento se dovesse verificarsi un aggravamento delle condizioni dei pazienti. Sapere che è possibile spostarli in ospedale senza problemi ci fa lavorare tutti più tranquilli. Non ci sono carenze di saturimetri, anche se non vengono dati a tutti perché, fortunatamente, nella maggior parte dei casi la sintomatologia è molto leggera e blanda. Sono stati distribuiti alle persone più a rischio. E poi c’è la possibilità di seguirli con la App Lazio Dottor Covid che faciliterà questa attività di monitoraggio. È molto utile perché i pazienti e i medici di medicina generale possono interagire: il medico, da remoto, può monitorare lo stato di salute del paziente, mandare messaggi, ricette, mentre noi e le Asl possiamo conoscere eventuali situazioni di criticità. La situazione a Roma non è preoccupante – termina il Direttore – ma è molto seria, e per questo bisogna tenere alta la guardia, fare molta attenzione e prepararci al peggio per non essere sorpresi».

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER DI SANITÀ INFORMAZIONE PER RIMANERE SEMPRE AGGIORNATO

Articoli correlati
Dopo quanto tempo ci si può ammalare di nuovo di Covid-19?
Gli studi indicano che le reinfezioni con Omicron sono più frequenti. Una ricerca suggerisce un intervallo tra i 90 e i 640 giorni, un'altra tra i 20 e i 60 giorni
Emergenza peste suina, l’esperto: «Nessun rischio per l’uomo, ma salto di specie imprevedibile»
È stato individuato il primo caso di peste suina africana a Roma su un cinghiale morto. Marco Melosi, presidente Associazione nazionale medici veterinari italiani: «il virus non colpisce l'uomo, ma con mutazioni genetiche possibile spillover»
DL Riaperture, via libera dalla Camera. Cosa cambia per mascherine, isolamento, green pass e obbligo vaccinale
Il provvedimento recepisce la fine dello stato di emergenza. Prorogato lo smart working per i lavoratori fragili. Medici in quiescenza potranno continuare a ricevere incarichi di lavoro autonomo
di Francesco Torre
Epatiti misteriose, il microbiologo: «Adenovirus resta indiziato numero 1, non si esclude correlazione con Sars-CoV-2»
Il responsabile di Microbiologia del Bambino Gesù sulle epatiti virali acute nei bambini: «Lockdown e mascherine potrebbero aver scatenato un debito immunitario». Quali sono i sintomi da tenere d'occhio
Un test Covid fai da te può essere utilizzato anche se scaduto?
Alcuni test anti-Covid fai da te potrebbero essere utilizzati oltre la data di scadenza, Basta controllare sul sito dell'azienda produttrice
GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Non Categorizzato

Covid-19 e vaccini: i numeri in Italia e nel mondo

Al 16 maggio, sono 521.544.720 i casi di Covid-19 in tutto il mondo e 6.264.094 i decessi. Ad oggi, oltre 11,40 miliardi di dosi di vaccino sono state somministrate nel mondo. Mappa elaborata dalla&nb...
Covid-19, che fare se...?

Se la linea del tampone rapido appare sbiadita significa che la carica virale è più bassa?

Il tampone rapido, oltre a verificare l'eventuale positività, è anche in grado di definirla in termini quantitativi?
di Valentina Arcovio
Salute

Epatite acuta pediatrica misteriosa. Caso del bimbo di Prato, Basso (Bambino Gesù): «Migliora spontaneamente»

Si sta facendo strada l’ipotesi che possa trattarsi non dei classici virus che danno vita alle epatiti A, B e C, ma di un adenovirus, spesso causa solo di banali raffreddori, che nei bambini pu&...